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Cronaca

Coronavirus. Accesso supermercati. Attuata proposta di un cittadino

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coda supermercato In merito alle proposte e suggerimenti su come meglio gestire il costante e numeroso flusso giornaliero di cittadini verso i supermercati, che continua a determinare estenuanti code, con tutti i rischi che ciò potrebbe comportare, inserite nell’Editoriale, a firma di Donato Stoppini, pubblicato sul settimanale “La voce del paese” n. 12 del 28.03.2020, non possiamo che essere soddisfatti nel vedere che diversi paesi del circondario abbiano preso a modello e attuata una delle proposte in esso inserite. Quella di un nostro concittadino, Leonardo Manlio.

Come il comune di Acquaviva delle Fonti, il cui sindaco, Davide Carlucci, ha emanato una ordinanza per regolamentare, a partire da oggi e fino al 13 aprile, il flusso degli acquirenti in ordine alfabetico (di cognome). Di seguito pubblichiamo quanto allora scritto in merito. Buona lettura.

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[Tratto dall’Editoriale pubblicato su “La voce del paese” n. 12 del 28.03.2020]

“Sono diversi i consigli, le proposte, i suggerimenti ed anche le denunce che in questi giorni si susseguono per disciplinare l’accesso a supermercati e negozi. Molti avranno notato che alcuni di essi sono letteralmente presi d’assalto anche per minuzie a qualunque ora, con code all’ingresso e parcheggi selvaggi, uno per tutti su via Federico II di Svevia.

Sembrerebbe quasi che chi vuol evadere dai domiciliari imposti dai vari decreti, cerchi una boccata d’aria recandosi a far spesa, creandosi così un alibi valido anche ai fini di un controllo delle forze dell’ordine. Poco importa che si rischino sanzioni sempre più severe e onerose e si metta a repentaglio, oltre al portafoglio, anche la propria ed altrui salute.

Escludendo i casi di shopping compulsivo, non resta che supporre una ostinata resistenza al buon senso.

LA PROPOSTAcomune di gioia del colle

Al riguardo della spesa presso negozi e supermercati, abbiamo voluto riportare due diversi punti di vista ed un suggerimento del sindaco Johnny Mastrangelo che per quantità modeste di acquisti potrebbe essere anche adottato: la spesa condominiale. Ovvero la possibilità in particolare per i consumi del fresco quotidiano (pane, latte, carne, pesce, frutta…) di affidare ad un inquilino a turno il compito di comprare anche per gli altri, evitando che si esca in tanti e si affollino i negozi.

Una proposta sensata, che oltre tutto esprime un principio di solidarietà importante, aiutando chi vive in complessi condominiali dove a stento ci si saluta e conosce a fare rete ed aiutarsi.

Di seguito, infine, la testimonianza di una commessa e di un lettore che suggerisce una modalità di accesso ai supermercati simile a quella adottata presso gli uffici postali.

LA TESTIMONIANZA DI UNA COMMESSA: STEFANIA PELLICORO

“Lavoro in un supermercato. Amo il mio paese … il mio lavoro …

Tutto avrei pensato nella mia vita ma mai di dover essere una di quelle categorie che in un momento come questo è essenziale per la collettività. Un medico, un infermiere lo sa che è in prima linea, non dovrebbe trovarsi li per caso, (e la mia gratitudine e stima per loro è infinita).

Io non lo sapevo.

Però ci sono.

Con la paura, con l’adrenalina a 2000, con il terrore di ammalarmi, non tanto per me, ma di “poterlo portare a casa” e contagiare chi più amo al mondo.

Mi sono presa le mie responsabilità, ora è il momento che tutti si prendano le proprie. Aiutateci a poter darvi il nostro servizio e rispettate alcune semplici regole:

– La spesa va fatta una volta a settimana, anche per i propri familiari. (Troppi anziani in giro senza protezioni e senza limitazioni).
– State il meno possibile nel supermecode supermercatircato.
– Usate le mascherine o comunque copritevi anche con un fazzoletto bocca e naso per rispetto di tutti.
– Usate guanti e igienizzate le mani”.
– Non vi avvicinate agli addetti e mantenete la distanza di almeno un metro.

Vi prego aiutiamoci ed aiutateci!!!

LA PROPOSTA DI UN CITTADINO

“Vorrei proporre una soluzione per contingentare il numero delle persone che girano per il paese per rifornirsi di cibo e quant’altro. Perché non adottare per i rifornimenti lo stesso sistema che ha adottato Poste Italiane per l’erogazione delle pensioni? Associare un gruppo di lettere (iniziali del cognome) ad un giorno della settimana. Spiego: dalla A alla D il lunedì, dalla E alla I il martedì, dalla L alla N il mercoledì, e così via. Questo sistema che a tutta prima sembra la scoperta dell’acqua calda – e forse lo è – non è poi un’idea tanto peregrina.

Renderebbe più leggero il lavoro degli esercenti, addetti alle casse, ecc e ci sarebbe meno gente in giro. Controlli a campione veloci delle forze preposte (basta l’esibizione di un documento di riconoscimento) che in questo modo potrebbero aumentare il numero dei controlli stessi. Credo che gli esercenti stessi accoglierebbero con favore questa proposta che a loro non toglierebbe niente e renderebbe il loro lavoro meno stressante in questa situazione. Tra l’altro credo che emanare questa disposizione – con l’accordo delle categorie interessate – sia tra i poteri del primo cittadino”.[LEONARDO MANLIO]

 

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