La Bottega: “Gioia del Colle non è del Sindaco Mastrangelo”
“Tanti finti pastori sfruttano il gregge”. Queste, pur condividendole, non sono parole nostre ma del Papa, pronunciate ieri durante l’omelia a Casa Santa Marta, nel giorno in cui la Chiesa celebra la domenica del Buon Pastore.
A Gioia del Colle, invece, in anticipo di un giorno rispetto alle disposizioni governative, ieri si è celebrato un funerale. A morire è stato il principio Costituzionale della laicità dello Stato. L’art.7 della Costituzione, infatti, stabilisce la piena indipendenza e sovranità dello Stato dalla Chiesa e viceversa; i rapporti tra di essi sono regolati dai “Patti Lateranensi”, firmati l’11 Febbraio 1929 dallo Stato Fascista e dalla Santa Sede (rivisti nel 1984). Immaginiamo che sia l’assessore Romano che il sindaco Mastrangelo, in virtù della loro professione, conoscano tutto ciò. Una conoscenza approfondita dell’argomento, probabilmente, è anche ad appannaggio del presidente Etna; ruolo che, dato il fervido cattolicesimo, altresì probabilmente, sarebbe anche disposto a cedere per partire per delle nuove Crociate.
Quello che immaginiamo però si scontra con quel che è certo: un’amministrazione non deve organizzare messe liturgiche. Lo Stato è laico e amministrare un Comune non significa certo modellarlo sulla propria fede religiosa.
Non è un caso se il nome della nostra associazione sia “Città di Tutti – La Bottega”; Gioia del Colle non è del Sindaco Mastrangelo, men che meno dell’Assessore Romano o del Presidente Etna; Gioia del Colle è dei Cittadini gioiesi, di tutti i cittadini, e agli stessi vanno garantiti i diritti (e i doveri) dettati dalla Costituzione. Tra questi ANCHE il principio di laicità dello Stato, piaccia o non piaccia.
Dispiace ricordare tutto ciò al Sindaco e a chi altro ha sentito l’esigenza di organizzare, non in nome proprio ma attraverso il ruolo istituzionale attribuito, l’evento di oggi.
Si sa che parlare di religione, in politica, è da sempre controproducente; o meglio, lo è nel momento in cui si ricalca il concetto di indipendenza dello Stato rispetto ad essa. Ma sulla salvaguardia dei principi della Costituzione non retrocederemo mai, nemmeno di un centimetro, nemmeno a costo dell’impopolarità.
Ma volendo andare oltre, ci ha fatto piacere che si è notato, probabilmente grazie al nostro primo comunicato, l’inopportunità (illegittimità?) del continuare l’evento in pubblica piazza. In caso di assembramento, immaginiamo che non avreste potuto far altro che affidarvi al Cuore Immacolato di Maria per sanare le ipotetiche conseguenze. Ma caro Sindaco, oltre tutto ciò, l’ultimo DPCM non sospendeva espressamente le cerimonie religiose? Una piccola deroga è stata fatta si per la Messa a porte chiuse, ma alla presenza del solo celebrante e del lettore. Il vostro ruolo, avendovi potuto ammirare dalla diretta streaming organizzata per l’occasione (a quando quella dei Consigli Comunali?), precisamente, qual è stato? Ci andrebbe da dire co-lettore; ma su quell’altare erano già in quattro e il quinto, specialmente nel ruolo di Sindaco (anche se, fortunatamente, senza Fascia Tricolore), era realmente opportuno?
Lei Sindaco dovrebbe dare il buon esempio nel rispettare tanto i decreti legati all’emergenza quanto la Costituzione.
Ma non si preoccupi; senza selfie, senza propaganda e pagando forse con l’impopolarità, riservandoci comunque di attivare, di volta in volta, gli organi di controllo amministrativo, ci saremo qui noi a ricordarvelo”.
Ufficio Stampa Città di Tutti – La Bottega
