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Cronaca

Il pm gioiese Silvia Curione denuncia il procuratore Capristo

arrestato pm

arresto generaleCarlo Maria Capristo, procuratore capo di Taranto, è agli arresti domiciliari in quanto avrebbe compiuto atti idonei a indurre il pm gioiese Silvia Curione, assegnata alla procura di Trani, a perseguire per il reato di usura l’indagato Giuseppe Cuoccio, denunciato da tre imprenditori pugliesi: i fratelli Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo. Questi ultimi ne avrebbero tratto vantaggi di natura patrimoniale e non solo, grazie alla legge a sostegno delle vittime di usura.

Capristo, già accusato di abuso d’ufficio dai magistrati di Messina nell’inchiesta sul “sistema Siracusa”, una presunta organizzazione in grado di pilotare le decisioni del Consiglio di Stato e condizionare le richieste provenienti da magistrati e politici, è ora accusato dalla Procura di Potenza di essere l’organizzatore di una corruzione in atti giudiziari con la complicità di un poliziotto, suo uomo di fiducia, Michele Scivittaro.

Carlo Maria Capristo, in qualità di procuratore della Repubblica di Taranto – impegnato nella tutela della salute dei cittadini tanto da arrivare allo scontro giudiziario con la proprietà dell’acciaieria ex Ilva – superiore gerarchico del pm Lanfranco Marazia, marito di Silvia Curione, ha fatto pressioni sul pm gioiese lasciando intendere che avrebbe ostacolato la carriera del marito. Non solo… tramite Scivittaro le ha fatto pervenire il messaggio che lei stessa avrebbe corso lo stesso rischio.

Capristo e Scivittaro, indiziati di truffa ai danni dello Stato e falso, sarebbero all’interno di un sistema che include pubblici ufficiali e soggetti privati in grado di influenzare le scelte della procura di Trani con il coinvolgimento… di altre istituzioni.

 

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