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Cronaca

Salgono a 24 i positivi al Covid, tra cui numerosi studenti/video

coronavirus

sindacoNella nottata di ieri, 26 ottobre, il sindaco Johnny Mastrangelo ha comunicato alla città che i casi positivi al Covid-19 a Gioia sono saliti a 24, una situazione che vede Gioia in situazione ben più critica che nei mesi del lockdown.

Non fa alcun accenno a quanti sono in quarantena, il che fa supporre che la Prefettura non si sia espressa in merito e che purtroppo le voci che circolano sulle difficoltà che le Asl stanno incontrando nel monitorare e segnalare i contatti di chi è positivo, siano più che reali.

Il dato più preoccupante è che la fascia di età è notevolmente scesa. Il virus sta circolando anche e soprattutto tra i ragazzi che poi portano il contagio in famiglia, mettendo a rischio genitori, nonni e malati.

Un dato che trova conferma con quanto dichiarato da una mamma ieri, M.P. che ha segnalato alla redazione la presenza di due fratellini in due sezioni della Carano, risultati sabato scorso, 24 ottobre, positivi al corona virus. I due alunni di scuola media, asintomatici, hanno seguito le lezioni rispettivamente in una prima e seconda media fino al 17 ottobre, data in cui il convivente della loro mamma è stato riconosciuto come positivo. Ed è stata proprio la loro mamma ad anticipare sul gruppo scolastico di whatsapp questo pericolo.

Nessuna notizia ufficiale è invece pervenuta al dirigente scolastico professor Leonarcoronavirusdo Castellana in questa prima settimana, per cui solo nel momento in cui ufficialmente la Asl ha comunicato la positività dei due alunni il preside ha potuto adottare il protocollo e sanificare le aule e gli ambienti, pur essendo trascorsi nove giorni dalla presenza dell’ipotetico pericolo.

Non meno preoccupante è la notizia di una catechista risultata positiva, anche in questo caso la notizia è circolata in città diffondendo panico tra i parrocchiani, senza che misure di profilassi preventive potessero essere attuate.

Uno dei problemi più ricorrenti è la mancanza di una tempestiva comunicazione tra Asl, Prefettura ed istituzioni che non possono basarsi sul sentito dire e che necessitano di una qualche ufficialità, ad esempio almeno di una dichiarazione da parte di chi ha ricevuto un referto positivo per indicare i propri contatti diretti soprattutto se frequentanti scuole, uffici o esercizi commerciali.

E’ quindi al senso di responsabilità dei singoli che va fatto appello, siano essi diretti interessati o famigliari ed amici.

Tornando in tema scolastico, di certo non è positivo che pur nel rispetto del distanziamento ad alunni e docenti sia consentito di togliere la mascherina in aula. Nel caso fossero presenti casi asintomatici, il contagio potrebbe avvenire con estrema facilità.

E’ quanto verificatosi in un istituto superiore di Acquaviva, dove positiva è risultata una insegnante e alcuni degli studenti anche gioiesi che frequentano la sua classeInfermiere Coronavirus, i quali a loro volta hanno portato a casa a genitori, fratelli e sorelle il problema.

Il tampone, lo ricordiamo, va effettuato dal 5° al 10° giorno, prima la carica virale potrebbe non essere rilevata, precipitarsi e ingolfare le strutture sanitarie già in sofferenza per effettuarlo e tranquillizzarsi non è una scelta opportuna. Chi è risultato positivo potrà ritornare solo a negatività raggiunta.  

Quel che di certo aiuterebbe, in questi frangenti, è poter effettuare a tappeto test rapidi nelle scuole, per arginare e mettere in sicurezza prima possibile i luoghi di possibili focolai, e seguire i consigli del sindaco che ha invitato i ragazzi e le loro famiglie a non sottovalutare l’importanza di indossare la mascherina.

Questo è un problema, – dichiara Mastrangelo che confessa di essere coinvolto emotivamente in questa situazione – non tutti hanno capito quanto sia importante indossare la mascherina. La Polizia municipale per quanti controlli possa effettuare, non può sostituirsi alle famiglie, al senso di responsabilità dei singoli. I ragazzi con i loro comportamenti mettono a rischio i loro cari, i nonni… Nessuno è invulnerabile! Questi comportamenti hanno portato a non far lavorare i loro genitori,coronavirus due positivi dalla lombardia a far adottare provvedimenti di urgenza ai dirigenti scolastici che hanno l’obbligo di salvaguardare la salute di docenti e studenti. Anche le nostre terapie intensive in questo momento sono in difficoltà. In questa fase ognuno di noi deve fare un sacrificio. Ci sono attività che devono chiudere prima o del tutto, che non potranno pagare dipendenti e fitti, padri e madri che non potranno sostenere le loro famiglie. Se indossiamo la mascherina, manteniamo le distanze, igienizziamo le mani potremmo invece tornare alla normalità. Questa battaglia si vince se ognuno capisce che non è invulnerabile, se saremo uniti. Molti sono più esposti ed hanno contatti frequenti per lavoro, a maggior ragione chi esce per strada di sera per passeggiare può fare il piccolo sacrificio di indossare la mascherina. Ribadisco questo concetto, molte attività soffriranno, realtà importanti per la nostra economia locale, con conseguenze negative economiche e sociali di cui ognuno di noi deve farsi carico, per tornare ad essere persone libere. Abbiamo un obbligo verso chi sta curando i malati mettendo a repentaglio la propria vita con turni massacranti, non possiamo vanificare questi sacrifici, dobbiamo fare tutti uno sforzo in questa fase critica!

Video:

https://www.facebook.com/mastrangelosindaco/videos/377033356782538/?t=3

 

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