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“NON A MIO NOME (Gioia del Colle è una città razzista)”

municipio gioia del colle

Etna“La democrazia rappresentativa è una gran bella invenzione perché puntualmente e periodicamente ci dice dove spira il vento dei rappresentati (il popolo) e verso dove li porta. E per far questo si affida alle parole, ai gesti e al comportamento dei rappresentanti. In un comune come Gioia i rappresentanti dei suoi cittadini sono i consiglieri comunali, votati e quindi eletti dal popolo. I consiglieri che durante il loro mandato tengono fede (?) a quanto promesso nel momento in cui hanno chiesto il voto. Gli stessi consiglieri che a loro volta nominano in maggioranza e poi lo votano il Presidente del Consiglio. Presidente che quindi rappresenta democraticamente (?) tutti i consiglieri e quindi il popolo, i cittadini gioiesi. Eh si, gran bella cosa la democrazia rappresentativa. La quale ci dice, oggi, nell’euforia delle vittorie olimpiche dell’Italia a Tokyo, che apprezziamo l’italico medagliere collezionato da atleti non sempre di razza ariana e con nomi diciamo islamici, ma che sono buoni solo se sono atleti e se vincono.

Tutti gli altri no. Gli altri italiani con origini di altre etnie e dal colore della pelle diverso dal nostro cercano anch’essi oro e argento, ma per rubarli. È quanto afferma la testa più lucida del nostro consiglio comunale nonché Presidente del Consiglio stesso in una sua rubrica social. Affermazioni con tanto di complimenti per la brillante uscita nei commenti ricevuti. Gran bella cosa la democrazia rappresentativa, perché ci dice che a Gioia c’è una maggioranza eletta dal popolo che ha eletto un presidente del consiglio razzista (nonché leghista, con un capo di razza ariana che ha portato via agli italiani e nascosto chissà dove ben 49 milioni di euro) un presidente si diceva che, a nome di tutti i gioiesi che rappresenta, dice viva l’Italia, prima l’Italia ma i neri sono ladri e vanno scovati con la refurtiva perché sebbene italiani non vincono e quindi non possono che rubare. E lo dice a nome di tutti i gioiesi. Chi non è d’accordo lo dica forte, ora: NON A MIO NOME”.

“Città di tutti – La Bottega”

 

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