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ÀTREBIL, LA LIBERTÀ DI ESSERE FUORI LUOGO -foto-

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atrebil-romano-prolocoMartedì  14 dicembre, sul palco del Teatro Rossini di Gioia del Colle, è andato in scena il secondo spettacolo proposto dal gruppo teatrale “Àtrebil”: “Natale sull’orlo di una crisi di nervi”. In apertura, l’Avv. Romano, ha presentato il progetto, realizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, indirizzato verso un percorso nuovo, concepito con una particolare attenzione alla fede sfiorando musica e teatro.

Questa rappresentazione propone un immagine del natale fuori dagli schemi, inusuale, bizzaratrebil-letturera, briosa, una sorta di ricerca innovativa nel suo genere. I giovani di Àtrebil, spiega il Prof. Pierino De Bellis, si sono cimentati nell’interpretazione di contrastanti proiezioni di un Natale conteso tra consumismo e riflessione su temi più umani.

“Àtrebil” non è altro che il termine “Libertà” scritto al contrario, proprio perché composto da persone animate da un desiderio di libertà di espressione, mosse nel loro “lavoro” dalla passione e dalla voglia di mettersi in gioco. Questo gruppo nasce nel 2006, nel 2008 comincia la sua collaborazione con la Pro Loco di Gioia del Colle, e dal 2009 usufruisce anchatrebil-scena-inizialee del Teatro Comunale Rossini grazie alla sinergia con l’Amministrazione Comunale.

Il palcoscenico è ricoperto di pacchi regalo, la musica delle zampogne e 6 sgabelli dove presto si animeranno i sei protagonisti. Fanno il loro ingresso, 4 donne e 3 uomini, vestiti completamente di nero ma resi vivi da una pennellata di rosso concessa a cravatte, sciarpe, collane, orecchini, cinte e ad un quaderno rosso che ognuno apriva tra le mani per “leggere il teatro”.

Albertino, Carlotta, Margherita, i coinquilini, la portinaia, il salumaio, la fruttivendola, esordiatrebil-pubblicoscono dibattendo sul dilemma della poesia natalizia, per poi voltare pagina facendo del sarcasmo sui profitti che si possono trarre dalle vendite natalizie attraverso la promozione di prodotti come: pupazzi logorroici, trote che cantano “Summertime”, presepi che ballano la macarena, il mostro al plasma, il telefonino che “fa di più” e il riciclaggio del cesto sorpresa.

Le riflessioni sono mirate al divario che coesiste tra le sensazioni suscitate dall’odore delle caldarroste e lo shopping sfrenato che annulla il concetto effettivo del natale, tra i servizi atrebil-applausi-finaliproposti dai Tg che raccontano prima dei disagi dei bambini nel mondo e l’istante seguente le cadute dei vip a Porto Cervo.

“Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno”, intonano gli attori sulla musica di Dalla, e via con un racconto buffo sul tradimento che sfocia in un epilogo drammatico. All’ironia sugli spot pubblicitari segue una narrazione alternativa dell’epifania.

I ragazzi di Àtrebil e la loro “libertà” di essere fuori luogo danno un “calcio” ai disvalori elencati, rivendicando i valori reali, “molti dei quali non hanno mai conosciuto”.

Le foto inserite nella gallery sono opera di Mario Di Giuseppe che ringraziamo per averle messe a disposizione della nostra redazione.

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