OSPEDALE, PD: “NO ALLA DEMAGOGIA, SI’ ALLA VERITA’”. QUALE?
Dopo la manifestazione di protesta indetta dall’Osservatorio e dai Lions, e il conseguente comportamento assunto dal sindaco Longo e dalla destra che “hanno platealmente strumentalizzato la manifestazione, mentendo sui fatti e oscurando la complessità dei processi in atto”, il PD sembrerebbe abbia deciso finalmente di sciogliere ogni riserva e di intervenire p
er chiarire (definitivamente?) la vicenda inerente “il nostro ormai ex Ospedale Paradiso”.
Un intervento, effettuato a mezzo di un comunicato stampa, che provvediamo a pubblicare in calce, in cui nel condannare il comportamento del sindaco Piero Longo e dei rappresentanti il centro destra, rei di aver generato con i loro interventi “altre illusioni destinate ad essere mortificate dai fatti”, affermano che “per Gioia è previsto il potenziamento degli attuali servizi di diagnostica e la creazione della Casa della salute e del Centro di Riabilitazione. Si tratta di scelte, che se realizzat
e, saranno mille volte più utili alla città di un Ospedale con soli 32 posti letto”.
Una informativa molto chiara circa la loro posizione sul destino del nostro ospedale, ma che non corrisponde però alle drastiche notizie inserite dall’Osservatorio nel proprio manifesto fatto affiggere per le vie cittadine, in cui si dava per certa la chiusura di tutti i reparti, compreso quello di Analisi e di Diagnostica.
A chi credere? Chi dice la verità? Chi continua a mentire ben sapendo di mentire? Ma soprattutto, perché aspettare l’esito di questa manifestazione per rientrare in gioco?
Ancora una volta la sensazione è che entrambe le coalizioni abbiano giocato, e continuino a giocare, a rimpiattino, rimpallandosi reciprocamente le responsabilità di quanto accaduto al nostro Ospedale. Certamente non è un bel vedere, né tantomeno un bel sentire. E i fatti sono lì a testimoniarlo. Come la partecipazione cittadina a questa manifestazione, ad esempio, ritenuta dagli organizzatori e dai politici che vi hanno partecipato “massiccia, numerosa, impensabile fino a ieri”, ma su cui ci sentiamo di dissentire.
Basta una semplice considerazione per smontare questa tesi e dimostrare che nessuna delle due forze politiche, parte in causa, aveva quella voglia o quella volontà di dare un maggiore peso specifico alla stessa manifestazione. Una considerazione avallata dal numero piuttosto contenuto dei partecipanti, meno di trecento, secondo alcuni osservatori neutrali.
Un numero davvero esiguo, per non dire irrisorio, rispetto alla moltitudine di iscritti e simpatizzanti che solitamente riescono a smuovere in altre circostanze di rilievo, come le elezioni o in qualunque manifestazioni di massa. E se è vero che entrambi gli schieramenti politici avevano come obiettivo, stando alle parole pronunciate dai rappresentanti più in vista, la riuscita della stessa manifestazione, non si comprende come mai di notevole ci sia stata solo la evidente e quasi totale assenza proprio dei loro stessi iscritti.
Per cui, stante questo importante riscontro, le loro parole “infuocate”, le loro richieste rivolte ai colleghi e avversari politici ad intervenire, a fare un passo indietro, lasciano il tempo che trovano. Quella stessa foga avrebbero dovuto manifestarla ai loro sostenitori, se veramente avessero voluto farlo e se realmente non sapessero come stavano le cose, ordinando loro di partecipare in massa, più che evidenziarla in pubblico in presenza di telecamere, flash o microfoni. Altro che andare in giro di corsa con il megafono a sollecitare la partecipazione dei cittadini poche ore prima dell’inizio, o come per i manifesti fatti affiggere la sera prima.
E se è vero, come è vero, che il PD, così come certamente le altre forze politiche, “segue quotidianamente con il suo gruppo consigliare comunale e regionale l’evolversi della situazione”, ci chiediamo: perché tutte le forze politiche, non solo locali, per tramite dei loro rappresentanti a qualsiasi livello, continuano in questa farsa sul destino dell’Ospedale Paradiso? Perché perseverare nel far finta di non sapere, chiedendo inutili chiarimenti o modifiche che non arriveranno mai? A che serve andare a manifestare sotto la Regione quando proprio loro, i nostri politici, per primi, già sapevano del suo destino? Perché continuare a irridere e a illudere la propria cittadinanza, cioè a dire parte dei loro stessi elettori, pur sapendo che i “giochi” si sono da tempo conclusi? Per salvare quel poco che resta della sanità gioiese o solo ed esclusivamente la loro faccia?