“AUMENTO BUONI PASTO”, UN AUTOGOL PER PIERO LONGO
A proposito della diatriba sui buoni pasto e sull’aumento del loro costo, leggere i contenuti del manifesto fatto affiggere dal PDL, in tutta fretta e furia, nei giorni scorsi (tra sabato e domenica), ha dell’incredibile. Ancora una volta, con nonchalance ma anche con tanta “irresponsabilità”, si mistifica la realtà.
Dopo le giuste proteste della scorsa settimana, elevate, nei confronti della Giunta e del sindaco, da numerosissimi genitori sui repentini e non comunicati aumenti delle tariffe della mensa, seguite dai duri attacchi provenienti dai partiti di opposizione, il sindaco Piero Longo, anziché riconoscere l’errore e fare mea culpa, o difendere le decisioni assunte, cosa fa?, attacca a testa bassa tutto e tutti sostenendo, in questo suo manifesto dal titolo cubitale “BUONI PASTO? NESSUN AUMENTO”, che “I Gruppi Consiliari del Centrodestra, (…) in occasione del Consiglio Comunale sul bilancio presenteranno una proposta per non aumentare il costo del buono pasto
per l’anno scolastico in corso (2010/2011)”.
Ma come può essere? Se l’aumento c’è già stato, tanto da essere stato inserito in bilancio, perché sostenere che non ci sarà “nessun aumento”? E se è vero, come è vero, che loro stessi erano consapevoli che sarebbe stato necessario un “adeguamento delle tariffe del servizio mensa”, tanto da averlo calcolato già in sede di bilancio preventivo, perché solo oggi, a cose fatte, sostengono che il costo dei buoni pasto si può “non aumentare”, “nonostante gli aumenti dei costi prevedono l’adeguamento delle tariffe del servizio mensa”? Solo ed esclusivamente
perché si è “consapevoli del periodo di crisi che vivono le famiglie”, o perché non si prevedeva una reazione così furente e determinata da parte delle famiglie interessate dal provvedimento e dell’opposizione?
E per l’anno scolastico 2011/2012 cosa si deciderà?
Ancora una volta queste reazioni tardive e tampone, messe in atto dall’Amministrazione, ca
peggiata dal sindaco Piero Longo, sanno tanto, vista la piega che avevano preso gli eventi, di ripieghi decisionali necessari per non perdere il consenso. Cioè a dire, visto che siamo in tema di pasti, della solita minestra riscaldata, altro che venire incontro ai problemi dei cittadini.
Si tratterebbe dell’ennesimo passo indietro, di un nuovo clamoroso autogol realizzato da una maggioranza in piena confusione non solo interna ma anche gestionale, messa alle strette da una situazione di bilancio certamente non rosea, anzi, tendente al “profondo rosso”.