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INCONTRO RAVVICINATO CON GLI INTERPRETI DI “MINE VAGANTI”!

mine-vag-2.jpgIN-VISTA

locandina-mine-vaganti324Incontro programmato presso il Seven Cineplex, di Gioia del Colle, per venerdì 12 marzo, ore 21.30.

Un po’ di attesa doverosa e immancabile e alle 21.45 circa in sala entrano Ferzan Ozpeteck seguito da i bravi Ennio Fantastichini ed Elena Sofia Ricci, i nostri Lunetta Savino e Riccardo Scamarcio e la bellissima Nicole Grimaudo, tutti accompagnati dal produttore barese Domenico Procacci, fondatore della Fandango.

L’evento è la visione dell’ultimo film di Ozpeteck, “Mine Vaganti”.

Il film è girato interamente nell’affascinante Lecce e Ozpeteck sa prenderci per mano e portarci all’interno della famiglia Cantone con il risultato che alla fine vorremmo rimanere lì, immergerci nelle loro vite un altro po’.

La storia inizia con il ritorno di Tommaso, interpretato da Scamarcio, da Roma. La famiglia lo attende nella speranza che affianchi il fratello Antonio (Alessandro Preziosi) nella gestione del pastificio di famiglia. Le cose, però, non andranno propriamente così.

I temi sono temi molto cari ad Ozpeteck. Vi è innanzitutto il motivo della famiglia, infatti, tutto vira intorno alla famiglia Cantone; ed anche il motivo dell’omosessualità, poiché i due fratelli sono entrambi gay e devono scontrarsi con i borghesi genitori e con una società bigotta, basata sul pregiudizio. “Quant’è brutta la calunnia!” dice ad un certo punto del film la madre, Stefania, interpretata da Lunetta Savino. In fondo è certo che dalle chiacchiere sulle persone si potrebbero creare intere biografie.

mine_vag_3E capiamo sin dall’inizio, da quella dedica “A mio padre”, che il film ha molto di autobiografico, del resto è lo stesso Ozpeteck che più volte ha parlato del suo rapporto difficile con la figura paterna.

Infatti Vincenzo, interpretato da Ennio Fantastichini, ha una concreta difficoltà nell’accettare la realtà che gli viene comunicata da Antonio a cena. Il suo modo di guardare è chiuso ed ha una paura, quasi irrazionale del giudizio. Si guarda intorno, si vergogna, ha il terrore sul volto quando ha il sospetto che lo sappiano tutti e con il suo modo di fare comico e grottesco ci fa ridere, ma ci accorgiamo subito di non ridere con lui, bensì di lui.

Ed è proprio Ennio Fantastichini che tiene a precisare durante l’incontro che lui è decisamente lontano dal suo personaggio e spera che attraverso Vincenzo tutti possano allontanarsi da quel modo “piccolo” di guardare alle cose ed afferma: “Bisognerebbe cercare di fare meno male possibile ai figli, bisognerebbe lasciarli liberi anche di sbagliare”.

In queste parole c’è una battuta meravigliosa del film data dalla nonna, personaggio incantevole con alle spalle un grande amore, “solo gli amori impossibili durano per sempre”, ed interpretato magistralmente da Ilaria Occhini che ad un certo momento del film dice al nipote Tommaso: “Sbaglia per conto tuo, sempre!”.

mine-vaganti-5Altro motivo ricorrente è il cibo: in realtà in tutti i film di Ozpeteck si mangia spesso. “Sono ingrassato vari chili”, ci dice Riccardo ridendo. E il piacere della tavola sul set a noi trapela e la tavola diventa il momento in cui ci si conosce, ci si parla, ci si guarda intensamente e profondamente come fanno Alba (Nicole Grimaudo) e Tommaso in un bel momento del film.

Nicole Grimaudo ieri sera ha tenuto a sottolineare al pubblico della sintonia che si è creata fra gli attori, di quel clima empatico che si respirava tra una scena e l’altra e del privilegio nel lavorare con Riccardo. Ed è Riccardo che all’ennesima domanda infelice del come è stato il bacio gay risponde: “Un bacio è un bacio!”, ed effettivamente l’amore non ha limiti.

L’amore è amore e questo è un film che detto con le parole di Elena Sofia Ricci – la zia, personaggio tra il comico e il tragico -: “è un film pieno d’amore, che parla della libertà d’amare”!

Sempre Elena Sofia Ricci e Lunetta Savino mostrano la loro felicità nell’essere in Puglia, una Terra magica e meravigliosa. “Mi auguro che possiate divertirvi”, così dice all’uditorio Lunetta Savino, ma questo è sicuro … Perché l’opera di Ozpeteck è una commedia divertita che dà, però, grandi spunti per riflettere. E così dicendo le “Mine vaganti” lasciano posto alla visione!

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