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GIANNI RIVERA – SFIDA “ETICA” PER GLI STUDENTI -foto-

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gianni-rivera-leoneUn incontro entusiasmante quello organizzato grazie alla mediazione di Renato Signorile tra Gianni Rivera e gli studenti del Liceo Scientifico “R. Canudo” e del Liceo Classico “P.V. Marone” nei giorni scorsi.

A molti dei ragazzi le immagini in bianco e nero relative alla semifinale di Italia – Germania del Mondiale 1970 saranno sembrate alquanto “vetuste” e forse “aliene”, ma gli applausi scroscianti e l’emozione, al di là degli anni e dei costumi, è autentica.

Ancor più sentita la presentazione della biografia e delle “epiche gesta sportive” del campione curata dal professor Sante Leone, una lectio magistralis di insolita attualità, a tener conto degli illustri trascorsi degianni-rivera-auditorio3l docente.

Accanto a Rivera il preside, professor Rocco Fazio e il professor Leopoldo Attolico, nel ruolo di intervistatore. Le sue osservazioni mai scontate e sempre profonde, unite a domande “aperte” a più risposte, hanno reso gradevolissimo ed interessante l’incontro, per altro durato circa due ore, davvero volate via.

Nel titolo una prima chiave di lettura: “Lo Sport come sfida tra talenti nel rispetto delle regole”. “Quanto lo sport – esordisce Attolico – ha contribuito a formare l’uomo, il calciatore, il politico?”gianni-rivera-preside

Lo sport è importante – risponde il calciatore -, è la sintesi della condivisione di un percorso per raggiungere la vittoria. La diversità, nello sport, è identificata nell’avversario ed il confronto arricchisce la quotidianità. Nello sport il mancato riconoscimento dell’avversario e delle regole è immediato, nella vita ci vuole più tempo. La società migliora se si mettono a disposizione degli altri – sempre se le si  hanno – le proprie capacità … Negli anni sessanta si è pensato che star bene fosse legatgianni-rivera-interventoo al benessere materiale, i ragazzi più sensibili ne soffrivano, non si ritrovavano e andavano in crisi. In quegli anni nacque l’associazione “Mondo X” di Padre Eligio, in risposta ad una crisi esistenziale che vide protagonisti gli stessi ragazzi, pronti ad aiutare con gratuità i più deboli, i più fragili. Nacque in quegli anni il telefono amico, lo 02 6666 che dal ’64 ad oggi non ha mai smesso di esistere e a cui tutti hanno collaborato senza mai ricevere compensi. In seguito sono sorte comunità che hanno aiutato i ragazzi con problemi di droga. Tutto ciò di cui avevano bisogno, veniva loro dato dalla comunità. Dalla vita ho avuto tutto, sono stato fortunato. Ho avuto un dono che ho potuto o saputo sfruttare, ho fatto della mia passione la mia professione, poi sono entrato in politica e ho aiutato questa associazione. Auguro a tutti voi di trovare la strada … Evitate le facgianni-rivera-auditorioili  illusioni, solo uno su trentamila arriva in serie A o in TV. Ognuno ha dentro la soluzione del suo futuro, studiando, anche senza diventare famosi. Pensate a ciò che è importante per voi, scoprite chi siete davvero e cosa volete, utilizzate il denaro non come un fine ma come un mezzo per migliorare la vostra vita e scoprirete di esservi realizzati.”

Applausi da curva sud, mentre Gianni Rivera rivela con stupore di non aver mai avuto un uditorio così attento e compatto per così tanto tempo.

Attolico raccoglie l’assist e precisa che sono ragazzi gianni-rivera-attolicoabituati a questo tipo di confronto. Quindi li invita a portare le loro testimonianze.

“Ogni scuola deve incoraggiare lo sport, sia nella dimensione disciplinare che come stile di vita. Lo sport dona equilibrio al corpo, lo crea nella mente, aiuta a superare la depressione, dà benessere, favorisce lo sviluppo psicofisico … In che misura lo sport che praticate in modo continuativo e competitivo vi aiuta a comprendere che nello sport, come nella vita, le regole vanno rispettate? In che misura la legalità ne esce rafforzata?

gianni-rivera-intervento2Una domanda importante che necessita di una risposta meditata … è lo stesso Rivera a rispondere al posto dei ragazzi.

“La parola sport nella Costituzione italiana non esiste, i padri costituenti avevano un retro pensiero non riuscivano a dissociare lo sport dalla strumentalizzazione operata sullo stesso dalla propaganda fascista … Il Coni di fatto doveva sparire e Giulio Onesti fu eletto presidente per affossarlo. Invece fece finta di non comprendere. Massimo Della Pergola, il giornalista che inventò la schedina, donò gratuitamente questa sua invenzione al Coni che grazie ad essa si sostenne ed anzi aiutò lo Stato, senza dover chiedere aiuto e favori ai politici di turno che, si sa, qualcosa in cambio la pretendono sempre. Sgianni-rivera-domandeolo così si è potuto continuare a fare sport.

Anche per questo motivo la scuola è scarsamente dotata di strutture sportive, non si è voluto investire in esse. Da europarlamentare, nella Commissione Sport europea, ho scoperto attraverso uno studio effettuato sui 27 paesi che l’Italia è all’ultimo posto per il numero di ore dedicate allo sport nelle scuole. Occorre individuare un percorso, intervenire per cambiare questo stato di cose, ma non fidatevi delle promesse dei politici … c’è anche gente seria e capace tra di loro, ma non arriva al centro del potere, pergianni-rivera-auditorio2ché non vuole svendersi. Anche per questo è necessario che siate voi a scendere in campo, a lottare per il vostro futuro! ”

Uno degli studenti rompe il ghiaccio: “Il calcio è stato per lei una passione o una professione?”

“A detta della mia mamma, ho cominciato a tirar calci sin dalla pancia – afferma con un sorriso Gianni Rivera -, ho giocato fin da bambino e questo mi ha aiutato a non prendere altre strade, a non frequentare persone sbagliate. Dopo il diploma in tecnica commerciale e computisteria ho iniziato a giocare nell’Alessandria e non ho più smesso. I soldi arrivavano ma dopo gianni-rivera-autografi2il piacere di giocare. Ho giocato anche con gli stiramenti muscolari, stringevo i denti e non dicevo nulla … Allora non c’erano procuratori, il contratto lo si faceva direttamente con il presidente. Io ero capitano, dovevo far gli interessi di tutta la squadra … Nel secondo anno di campionato con il Milan, il presidente Rizzoli rifiutò di rinnovare il contratto dell’anno precedente (nel ’61 avevo guadagnato nove milioni di lire e non erano poche) perché arrivammo secondi, vinse lo scudetto la Juve di Agnelli e lui proprio non riusciva a mandarla giù. Io mi rifiutati di firmare un contratto dimezzato e per l’intero anno giocai senza – oggi è gianni-rivera-autografiimpensabile farlo – con una retribuzione di 130mila lire al mese più l’ingaggio. Quell’anno vincemmo lo scudetto ed il presidente dovette ricredersi, poi partecipai ai mondiali in Cile. Il denaro non è tutto, anche se serve!”

Tanta semplicità e nella grandezza anche tanta umiltà! Gratuità e valori, aiuto verso i più deboli, etica in politica e niente machiavellici “fuori gioco” in vista di un fine che ignora e irride le regole, questa la lezione appresa il 10 marzo nell’auditorium del Liceo Scientifico.

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