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SAMUELE BERSANI INCANTA UN PUBBLICO ENTUSIASTA

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Domenica bersani-8b13 marzo, per la Stagione Concertistica “Eventi Musicali 2011”, il palcoscenico del Teatro Santa Lucia di Gioia del Colle ha ospitato Samuele Bersani, celebre cantautore pop dal sound inconfondibile, accorpato per la prima volta all’Orchestra della Magna Grecia diretta dal M° Antonio Palazzo. Il progetto di collaborazione nasce dalla proposta di esplorare attraverso l’orchestra sinfonica il repertorio di un artista “atipico” e lontano dagli stereotipi dello “star system” ma nonostante tutto sempre in prima linea e molto amato dal grande pubblico convinto che “per scrivere bbersani-7bisogna vivere”.

Bersani, ricco di sensibilità melodica profondamente raffinato, riesce a farsi largo avvalendosi della propria vivacità e dinamicità linguistica, non solo in musica, ma come ha dimostrato anche parlando di se e delle proprie note. Il concatenarsi delle sue parole è spesso illogico per il fruitore, ma intuitivamente raccontano in alternanza un macrocosmo collettivo ed un microcosmo più privato, poetizzando sentimenti.

Nonostante l’influenza che per ben due volte ha costretto Bersani a rimandare il concerto, a gran voce esordisce con “Replay”, una storia d’amore ormai finita che si trasforma in un tormento, la voglia incessante di un ricordo bersani-5bche vorrebbe ritornasse presente. “Cadono le stelle e sono cieco e dove cadono non so cercherò, proverò, davvero ad avere sempre su di me il profumo delle mani riuscire a fare sogni tridimensionali non chiedere mai niente al mondo solo te come una cosa che non c’è cercando dappertutto anche in me ti vedo Dentro al replay”, nell’illusione di averla ancora accanto. Supportato dalla competenza dell’orchestra prosegue con contenuti differenti attraverso “Lo scrutatore non votante”, ironica e sprezzante, concepita in periodo elettorale, nei confronti di coloro che affrontano la vita mediocremente e che per timore di ritorsioni preferiscono non schierarsi, la tipologia d’uomo che “poteva essere farfalla ed è rimasto una crisalide”; e “Chiedimi se sono felice” scritta per la colonna sonora dell’omonimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo introdotto da un precisissimo pizzicato dei violini.

Bersani spiega come una canzone meno famosa possa parlare di lui più delle altre e di come attraverso la musica si possano rendere più comprensibili concetti che le parole spesso non riescono a sostenere. Il riferimento è a “Ferragosto”, scribersani-1btto a quattro mani con Sergio Cammariere, vissuto in città in compagnia di uno straniero che si fida della compagnia del cantautore che “rimane a largo nell’acquario della sua fantasia”. Tra gli apprezzamenti espressi a gran voce da una fan un po’ più scatenata delle altre continua con “Un periodo pieno di sorprese” in cui Bersani ancora una volta racconta i postumi della fine di una relazione,e la forza indispensabile per guardare avanti, lasciandosi alle spalle le offese e le umiliazioni subite e per liberarsi di un ruolo assegnato forzatamente dall’altro in un labirinto dal quale non c’è nessuna certezza di evadere e “Le mie parole”.

Esprime senza mezzi tebersani-in-concerto2rmini la sua disapprovazione nei confronti dei talent show ed esplica come per lui il vero problema dell’Italia sia Maria de Filippi, dispensatrice di illusioni, fino ad arrivare a “Spaccacuore”, certamente la più popolare, nella quale narra l’esito di un amore che questa volta è lui a non volere più, di un uomo consapevole dei propri limiti e dei propri sentimenti ormai svaniti al punto da incitare condizioni estreme alla pari del dolore che si prova all’epilogo di un rapporto fatto di queste tinte.

Il cantautore per i suoi pezzi prende spunto da situazioni e luoghi che vive e osserva in prima persona, e in questo caso, con la “Barcarola Albanese” fa riferimento alla solidarietà della Puglia da sempre coinvolta dal fenomeno dell’immigrazione,argomento che dopo 15 anni dalla scrittura di questo brano rimane sempre attualissimo, basti guardare la cronaca odierna.

Nel programma fanno largo “Il Pescatore Di Asterischi”, che denota una crescita compositiva e vanta uno dei testi più belli e riusciti scritti da Samuele Bersani, in questa occasione raccontata in coro assieme alla pienezza dei violini e “Se ti convincerai”, una primizia non programmata in repertorio, la sua più grande canzone d’amore scaturita dalla necessità di dire le cose così come sono.bersani-2b

Per onorare la canzone che ha rappresentato il trampolino di lancio per il suo successo, “Il Mostro”, Samuele Bersani si sposta alla tastiera. Aveva 17 anni quando è nata, scritta di getto spontaneamente e senza contaminazioni e malizia, motivo per cui Bersani dopo tanti anni ama ancora tanto questa canzone, la storia di un mostro peloso a sei zampe, inseguito inizialmente con morbosità dalla stampa e dalla comunità scientifica per poi essere infine ucciso brutalmente. La vicenda ruota attorno al tema ricorrente dell’incomunicabilità.

Il crescendo strumentale ed emotivo non poteva che essere riscontrato in “Giudizi universali”, una delle canzoni “universalmente” emozionanti e intimamente intensa, premiata per il suo testo da un giudice d’onore come Fernanda Pivano nel 1998. Un capolavoro poeticamente rilevante nel panorama musicale del cantautorato italiano.

Un orchestra al top in p188518_1928453616287_139060erfetta sintonia sul tempo anche in velocità per “Che Vita”, grande successo che ha come protagonista un uomo che ha vissuto personalmente l’attentato terroristico dell’11 settembre alle torri gemelle e il cambiamento che ne è derivato. “L’ amore oggi nel 2002 è un apparecchio momentaneo”, quindi irreale e forzato, e i conflitti uccidono non solo chi viene colpito, ma anche chi ne esce fisicamente indenne, “feriscono i sopravvissuti”.

In conclusione “Freak”, dinamica, priva di inibizioni e ritmicamente coinvolgente che esplode insieme ad un pubblico entusiasta dello spettacolo che solo un poliedrico cantautore come Bersani poteva proporre.

Foto messe gentilmente a disposizione della Redazione da Angela Scaramazza che ringraziamo.

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