SPAZIO UNOTRE, I VERSI DI “AMA” CATTURANO IL PUBBLICO
“Spazio UnoTre”, di Mario Pugliese, continua ad ospitare artisti emergenti, in quanto luogo entro cui presentarsi al pubblico, che si mostra sempre più soddisfatto dei consueti appuntamenti del giovedì sera. Uno spazio, appunto, in cui gli artisti possono esprimersi liberamente, dando prova delle loro capacità e rivelando i perché della loro arte.
Protagonista, il 14 aprile, dell’ultimo appuntamento con quella complessa quanto affascinante forma d’arte che è la poesia, è Anna Maria Alessandra Petrelli (in arte AMA), che ha presentato le sue raccolte “L’anima catturata” ed “Eclissi”, tramite le voci narranti di Lucia Calò e
Vincenzo Semeraro, accompagnate alla tastiera dal maestro Vito Liturri.
Sono la vita e l’amore, come commenta Fortunato Buttiglione, i temi principali della poesia di AMA, le pulsioni che in maniera preponderante emergono nei moti dell’anima. Un’anima tormentata, che danza, ma danza inerme. Forse un’anima incosciente, invaghita “di un amore tradito dal destino”.
Un amore da cui prendere le distanze. Ma il distacco, appena accennato, diviene irrealizzabile: “E poi mai / venne il tempo / del distacco da te. / E poi mai / mai / colsi la volontà / di separare il tuo cuore infranto / dal mio”.
I mai si alternano ai per sempre: “…per sempre / nutriremo / le nostre pelli / del calore inconfondibile / delle nostre anime…”. La gioia e il dolore si intrecciano, quasi a confondersi, indefiniti, inafferrabili.
L’amore, che sia incompreso, fugace o eterno, scuote il sonno del cuore inerme, squarcia il mistero che lo attanaglia. E il cuore si fa tenero, palpita, teme, aspetta. Vive. Vive come la natura nelle poesia di AMA. Un mare in tempesta e una barca che dondola. Il vento che smuove le foglie, il loro fruscio nel vuoto infinito. Il mormorio delle onde del mare, che accarezzano gli scogli, quasi a coccolarli.
È un puzzle di nitide immagini e di emozioni mescolate, la poesia di AMA. Di prorompenti e talvolta attoniti aneliti del cuore. Allo slancio dell’anima, secondo Buttiglione, segue
la disillusione, il disincanto di un sogno svanito.
Emerge “il desiderio di conoscere a fondo l’altro, di vivere all’unisono le passioni, di dipanare insieme il gomitolo delle emozioni”. È un percorso tormentato, quello dell’autrice, sulla via del quale si incontrano fantasmi e spettri indolenti. Ma, proseguendo, ci si svela nella propria natura, cadono le maschere che ciascuno indossa.
Una poesia ermetica, di verità nascoste e oscuri presagi, all’interno della quale, però, riesce ad imporsi l’energia vitale dell’amore, che è vita, e viceversa. AMA riesce nel suo intento di catturare gli aneliti
dell’animo umano, e lo rappresenta nella sua natura sfuggente, misteriosa, affascinante, imprevedibile.
L’autrice non è più una fragile nuvola, come recita alla fine, ma è come il mare, una culla di emozioni. È una donna che ha composto la sua prima poesia a 13 anni, ma che non ha deciso di diventare una poetessa.
Essere un’artista le è venuto naturale, quando ha deciso di esternare le proprie emozioni e di provare a dar voce, appunto, alla sua anima.
Si ringrazia Fabio Guliersi per il contributo fotografico messo a disposizione della nostra Redazione.