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MAGGIORANZA IN CHIARO IMBARAZZO, NON IL SINDACO

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tisci-filippoDa falco a colomba. E’ questo il ruolo che s’è ritagliato il presidente del consiglio comunale Pippo Tisci nell’ultima seduta consiliare. Infatti, grazie al suo voto favorevole, lo scranno più alto di palazzo San Domenico ha sì traballato, ma non è caduto.

Eppure, se dobbiamo dare credito alle tante dichiarazioni rilasciate dal presidente del consiglio in questi ultimi mesi, c’è da pensare che la sua marcia indietro cela qualche mistero. Anzi, come dice qualcuno, forse il suo ravvedimento è stato determinato da una sorta di do ut des (per dirla alla paesana, tu dai una cosa a me, io do una cosa a te). Marcia indietro che dongiovanni-leonardonon hanno innestato né il capo gruppo del Pdl Vito Paradiso (pronto a dimettersi da capogruppo), né Leonardo Dongiovanni, pronti a fare pollice verso al momento del voto.

Non c’è che dire, un clima di serenità, si fa per dire, che ancora una volta vede il primo cittadino e la sua giunta in grande difficoltà, anzi in chiaro imbarazzo. Imbarazzo, purtroppo, per niente percepito dal sindaco, al quale Vito Paradiso ha rivolto un preciso ed inequivocabile piero_longo_pensierosoattacco. Rimproverandogli il fatto di non essere stato capace a quietare i malumori all’interno della sua maggioranza.

E neppure tenero è stato Leonardo Dongiovanni, rimasto lo strenue difensore di quella parte della città, che in questi ultimi tempi si sente tradita dall’attuale giunta di centro destra. Quella popolazione ad ovest della città, che aveva creduto nella battaglia sulla questione passaggio a livello.

Già, quel varco ormai avviato alla chiusura, nella più totale indifferenza di chi fece di questo problema il suo vessillo elettorale. Tant’è che ad oggi non si capisce ancora come saranno utilizzati i 6 milioni di euro arrivati dalla Regione nel 2007, l’ulteriore milione (arrivato sempre dalla Regione), e i 250.000 euro, in capo al nostro comune, provenienti dalle opere di urbanizzazioni.

ferrovia-via-danteDi certo, intorno a questo problema vi sono solo progetti e progettini, che con la riqualificazione del fascio ferroviario nulla hanno a che fare. Si parla di un allargamento di una strada, della realizzazione di un rondò nei pressi del casello autostradale, di un parcheggio di scambio su via Lagomagno, da realizzare con la formula del project financing e di un allargamento del ponte di via Giovanni XXIII. Opera quest’ultima sulla quale Rfi ha espresso: “Parere favorevole di fattibilità – si legge in una nota – di larga massima, per quanto di competenza, relativamente alle opere proposte, interferenti con la linea Bari – Taranto al km 53+514 circa, con le osservazioni e prescrizioni che seguono”.

ferrovia-ponte-passaggi_livello_005“Nell’ambito della ‘Programmazione MIT – Progetti per la Costruzione del Piano Nazionale Logistica’ questa Società – precisa la nota di Rfi, giunta in comune il 18 aprile 2011 – ha chiesto di inserire il progetto di adeguamento a modulo di 650 metri della stazione di Gioia del Colle, progetto che implica la demolizione e ricostruzione del cavalcaferrovia in argomento. Al momento della realizzazione di detto intervento, pertanto, non dovranno essere poste ostative da parte di codesto comune”.

Quindi, una domanda nasce spontanea: perché spendere 1.250.000 euro per la riqualificazione del ponte di via Giovanni XXIII, se poi finirà per essere abbattuto?

ferrovia-ponte-passaggi_livello_006Che dire poi del faraonico programma triennale 2011-2013 delle opere pubbliche? Cifre e progetti messi insieme senza senso, ma con la consapevolezza di fare solo demagogia, perché vogliamo vedere quali saranno questi imprenditori che si imbarcheranno nel project financing del parcheggio di scambio di via Lagomagno (approvato in assenza di studio di fattibilità) o in quello della riqualificazione urbana di piazza Plebiscito e palazzo INPS (progetto che richiede lo spostamento di alcuni metri del monumento ai caduti). Due progetti che in termini economici, costerebbero 6.3 milioni di euro.

In pratica, se dovesse andare in porto questo piano (ma dubitiamo tantissimo), il totale delle opere ammonterebbe alla ragguardevole cifra di 27.360.000,00 euro.

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