MASTROVITO ESCE DAL PDL, LONGO FA IL KAMIKAZE
“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Recita così un antico adagio, che in questo caso facciamo nostro, però solo a metà. Infatti, visto che dobbiamo dissertare su quello che sta accadendo in comune, bene faremmo a non fidarci, perché, come sottolinea un altro proverbio, questa volta in puro vernacolo: “I pàrole de la sére u vìjnde li ammená”.
Ne è la riprova il voltafaccia di Pippo Tisci, che dall’inizio de
lla legislatura s’è mostrato come l’eterna spina nel fianco di Longo, diventata, in occasione del bilancio, la sua chiara ed inequivocabile ciambella di salvataggio.
Quella a cui s’è potuto aggrappare il primo cittadino, tormentato dal “sisma” Paradiso-Dongiovanni, che in ogni caso sta seminando il panico all’interno della maggioranza di centro-destra, dove si registrano ancora “scosse” di assestamento.
L’ultima è legata all’uscita dal Pdl di Mauro Mastrovito. Turbativa che difficilmente il primo cittadino riuscirà a mitigare. Infatti, le crepe che si stanno aprendo sono sempre di più, e il rischio peggiore è che sono difficilmente sanabili. Turbolenze che hanno portato Sergio Povia a dichiarare su alcuni giornali locali che quella che si respira in comune è un’aria per niente salubre.
E se questo risponde al vero, i segnali possono arrivare nell’immediato, già da oggi, lunedì 2 maggio 2011, giorno in cui il consiglio ritornerà in aula per discutere argomenti come quello legato al punto 3 dell’ordine del giorno: “P.E. N. 119 Del 1.4.2010 – Approvazione variante esecutiva al piano di lottizzazione in zona C/2 di P.R.G. approvato con DPGRP N. 1719 del 25.9.1979 – Soc. Moramarco costruzioni Srl”.
Argomento che al pari dell’ormai certa chiusura del passaggio a livello di via Dante, rischia di fare imbufalire non solo gli abitanti residenti ad ovest della città, ma soprattutto qualche altro imprenditore, già in forte contrasto con gli amici del palazzo, per la questione legata all’affare ex Mulino Pagano (dove sono stati già cancellati i segni dell’ex lager nazista), che vede il sindaco e la sua maggioranza portata per mano da uno degli ultimi ciambellani di corte.
mino
Preoccupazione latente che ha portato il sindaco a chiedere la collaborazione delle opposizioni, banchi dai quali, non tanto tempo fa, gli è stata mossa l’accusa di essere un coniglio che scappa via. Critica rimpinguata ancora di più dall’ex sindaco Sergio Povia, dalle colonne del mensile del suo partito, dalle quali tuona: “Il sindaco non ha capito che ora sarà un Vietnam; da adesso in avanti dovrà assicurarsi sempre che non ci sia neanche una defezione, fosse addirittura per motivi seri”.
Defezioni che secondo radio palazzo si verificheranno già da oggi. In realtà, è data per certa l’assenza della “cellula sentinella” Lamanna, mentre non è comprensibile l’atteggiamento che assumerà in aula Mauro Mastrovito, che a di
fferenza di Leonardo Dongiovanni e Vito Paradiso, al momento ha solo dichiarato di aver abbandonato il gruppo del Pdl.
Quindi, una situazione che probabilmente non starà facendo dormire sonni tranquilli all’inquilino di palazzo San Domenico, il quale pur avendo assunto i panni del kamikaze difficilmente è propenso a farsi esplodere. Quindi scapperà e Povia, molto probabilmente, rincarerà la dose invitandolo ancora una volta a non scappare dalle responsabilità.