RACCOLTA DIFFERENZIATA: CHI “BARA” SUI DATI?
I dati sulla raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani (R.S.U.), relativi all’anno 2010, evidenziano una situazione alquanto paradossale e assolutamente non veritiera rispetto a quanto comunicato a più riprese sia dal sindaco Piero Longo che dalla Spes SpA, la società che gestisce la stessa raccolta.
Gioia del Colle, con quel suo 24,7% annuo, non soltanto non è più il “primo comune per la raccolta differenziata nella provincia di Bari”, ma alimenta e conferma, anche con altri dati sorprendenti, il sospetto che i risultati raggiunti negli anni precedenti non fo
ssero del tutto reali. Così come il comunicato fatto circolare a dicembre scorso dalla Spes in cui, con riferimento al 2010, si registrava “un trend in crescita del 4%”.
Una informazione assolutamente non corretta se si considera che la percentuale media annua raggiunta è stata del 24,7%, vale a dire 6 punti in meno rispetto al 2009. Ma non è tutto. Analizzando i dati ufficiali in nostro possesso, sembrerebbe che i gioiesi, in assenza di una drastica riduzione del numero complessivo degli abitanti (nel 2010 hanno superato la soglia dei 28000), non pro
ducano più rifiuti.
Infatti, i rifiuti raccolti, rispetto al 2009, sono diminuiti di ben 2 milioni 265 mila 790 kg, pari al 13,5%, con una riduzione pro-capite mensile per abitante (calcolata su 27.762 e non 28.000 unità) di quasi il 9%.
Un trend in negativo che si è registrato, ma in misura inferiore nonostante la campagna dell’umido, anche sui rifiuti indifferenziati, diminuiti di 767 mila 520 kg (-6,5%), ma soprattutto sui rifiuti differenziati che dopo due anni di crescita hanno subito un drastico ed improvviso calo, di ben 1 milione 498 mila 270 kg, pari quasi al 30% (29,4) in meno rispetto al 2009.
Come mai, si chiederà qualcuno, se a sostegno della raccolta differenziata, che comprende il vetro, la plastica,
la carta, le lattine, il legno, c’è stata la campagna con invito a differenziare anche l’umido?
Come mai, all’ovvio decremento dell’indifferenziata non è seguito un altrettanto ovvio incremento dei rifiuti differenziati? Ma soprattutto, questa riduzione complessiva dei rifiuti prodotti a cosa è dovuta?
Al sequestro dei cassoni adibiti alla raccolta dei materiali inerti provenienti dai cantieri edili, avvenuta nel mese di aprile 2010 (LA SPES SOTTOPOSTA A SEQUESTRO), tanto da aver determinato, già dal mese successivo al sequestro, una improvvisa riduzione sia dei rifiuti prodotti che differenziati? O perché i gioiesi, da quel giorno, per protesta, hanno deciso di sotterrarli in
qualche campo, se non addirittura, stante la crisi, di mangiarseli?
Domande che molto probabilmente, come altre volte, rimarranno senza risposte. I responsabili della Spes, così come i nostri amministratori, sindaco in testa, preferiscono il silenzio piuttosto che dare spiegazioni; alla trasparenza di solito contrappongono critiche o accuse, nei confronti di chi evidenzia queste anomalie, su presunte “disinformazioni” pilotate.
Nel frattempo i dati ufficiali, relativi ai primi due mesi del 2011, non fanno che confermare questo andamento nonostante la spinta impressa alla raccolta dell’umido. I rifiuti totali prodotti, infatti, continuano a diminuire, di circa l’8,6% rispetto allo
stesso periodo del 2010, mentre gli indifferenziati del 12%, la differenziata è più o meno identica al 2010 ma in diminuzione rispetto al 2009 di quasi il 2%.
Resta un ulteriore dubbio: perché ad una riduzione così drastica dei rifiuti indifferenziati non corrisponde mai un proporzionale incremento della differenziata, come nel nostro caso?
(Fonte: la Piazza di Gioia)