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FESTA FEDERICIANA, SI ACCENDONO I “RIFLETTORI” -foto-

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Festa-Federiciana-III-ed-ppIvan il terribile’, ‘Lancilotto e Ginevra’, ‘Decameron’, ‘I racconti di Canterbury’, ‘Giovanna d’Arco’, ‘Il nome della rosa’, sono tutti film il cui minimo denominatore è il Medioevo. Fino ad arrivare al capolavoro di Stanley Kubrick ‘2001: Odissea nello spazio’, e al film di fantascienza per eccellenza, firmato Ridley Scott nel 1982, ‘Blade Runner’ che, assieme a Brancaleone di Monicelli e il ‘Settimo Sigillo’ di Bergman, sono stati considerati da Franco Cardini i miglior film sul Medioevo.HPIM8034

E questi sono solo alcuni titoli dei film facenti parte del grande libro online ‘Il Medioevo sul grande schermo’ – visitabile sul sito cinemedioveno.net – a cura di Raffaele Licinio, ordinario della cattedra di Storia Medioevale, presso l’Università degli Studi di Bari. Se ne è parlato durante il convegno ‘Immagini del medioevo nel cinema’, mercoledì sera 20 luglio, presso piazza Luca D’Andrano.

La conferenza ha aperto l’attesa Festa Federiciana – alla sua terza edizione – organizzata dall’Associazione culturale autoctona Petali di Pietra, presieduta da Elvira Pedone, con il patrocinato della Regione Puglia, del Comune di Gioia del Colle e della Sovraintendenza dei beni culturali locale.

Ha moderato l’inlucio-romano-e-ccontro l’avv. Lucio Romano, il quale ha subito posto l’attenzione sulle parole, tratte dalla prefazione del libro, del professor Raffaele Licinio: “Il cinema […] non ha il compito di riprodurre né l’intento di spiegare il Medioevo: al contrario esso lo ‘reinventa’, […] con una potenza immaginifica senza pari. È, il suo, un tempo “altro” […] in grado però di sovrapporglisi e oscurarlo sino a risultare a sua volta, nell’immaginario della cultura di massa, il Medioevo reale”.

Sul rapporto tra immaginazione e storia si sofferma anche il professor Tommaso Montefusco, “il film è sempre la trasposizione in immagini di una storia’. Ma il film – nonostante la storia vada fatta con i documenti e con le fonti –  potrebbe risultare un ottimo strumento didattico. Potrebbe stimolare la curiosità per una materia ostica, ma che è facilmente attualizzabile: “Pensate al concetto di intercultura, integrazione, inclusione […]”.

relatori-festa-federicianaIl professore pone l’attenzione sulla convivenza delle varie etnie attuata dal nostro Federico II e sul rispetto dell’altro. A tal proposito fa l’esempio del rogo e ricorda il celeberrimo caso di Giovanna d’Arco – reso magnificamente nell’omonimo film di Bresson analizzato nel libro in questione – e della grande ingiustizia mossa dalla Chiesa con il terrore dell’inquisizione.

Fa anche riferimento al tema del viaggio con i frequenti pellegrinaggi avvenuti nel periodo storico medioevale. In riguardo il professor Giuseppe Losapio sostiene: “Il cinema deve reinventare la storia, perché il cinema racconta la storia per attualizzare. ‘Il nome della rosa’ è un film che parla della crisi degli anni ’70 in maniera evidente”. Il professore, inoltre, si sofferma sulla fascinazione del Medioevo in sé e della fascinazione che ha esercitato su quella che è definita la settima arte.

pubblico-festa-federicianaSettima arte che riusciamo a scorgere persino nel Medioevo con l’aiuto del professor Pasquale Cordasco – docente di paleografia presso l’Università degli Studi di Bari – che attraverso la visualizzazione di un manufatto ottenuto con diversi fogli di pergamena mostra ai presenti come i fedeli dell’epoca potevano vedere “lo scorrere delle immagini proprio come una pellicola cinematografica”. Le immagini sono allegoriche – rappresentano prevalentemente i momenti peculiari alla storia del Cristianesimo – e la vivezza dei colori ha un grande impatto visivo.

Un incipit dalla tematica culturale alta e dal grande interesse per la Festa Federiciana che avrà il suo culmine oggi, sabato 23, e domani, domenica 24 luglio, con varie iniziative nei pressi del nostro Castello Normanno Svevo, le quali avranno inizio dalle ore 17.

Le foto inserite in questo articolo sono state gentilmente concesse da Mario Di Giuseppe che ringraziamo.

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