SERGIO POVIA RINUNCIA A CANDIDARSI A SINDACO
Quello di lunedì scorso, 2 agosto 2011, è stato l’ennesimo inutile consiglio comunale che non ha prodotto nulla di nuovo se non un nuovo incremento di costi ai danni della collettività. Dopo oltre 8 ore di sterile discussione e interventi fotocopia rispetto a quelli uditi nei precedenti incontri, la solita conclusione: il rinvio dei punti posti all’ordine del giorno. In questo caso al 6 settembre 2011.
Un consiglio iniziato con il solito ritardo, alle 10 e 10, interrotto alle 13 e 15 per la pausa pranzo, ripreso nel pomeriggio alle 16 e 15 e conclusosi alle 21 e 30 con un nulla di fatto su quell’unico punto fino ad allora trattato, la gestione privatistica del cimitero comunale
.
Eppure erano tutti d’accordo, a parte il solito ma coerente Sergio Povia, a ritornare sui propri passi e annullare tutti gli atti fino ad allora prodotti ma si è preferito soprassedere, nonostante le pressioni dei
consiglieri Mauro Mastrovito, Sergio Bellisario Mastromarino e Vito Paradiso, che chiedevano la chiusura della “pratica” del project financing sul cimitero, in attesa di conoscere le tesi difensive e i successivi sviluppi che il legale dell’Ente metterà in campo nella controversia legale instaurata dalla ditta aggiudicataria, la Inedil di Noci, presso il TAR Puglia.
Una decisione che poteva essere presa dagli stessi capigruppo consiliari evitando così di indire un nuovo consiglio comunale sull’argomento, di generare nuovi costi, che non si limitano solo ai gettoni di presenza dei consiglieri, e una ulteriore brutta figu
ra rimediata dalla maggior parte dei consiglieri, sia di destra che di sinistra.
L’unica novità della giornata, qualcuno la definirebbe uno scoop, che ha fatto discutere ma anche sorridere, la notizia, diramata in assise dallo stesso interessato, che Sergio Povia non si candiderà alle prossime elezioni amministrative a sindaco della nostra città. Non precisando però, aggiungiamo, se come candidato del PD e dell’area del centrosinistra o di qualunque altra forza politica, magari del terzo polo, in cui secondo noi (sarebbe solo da ufficializzare ma a tempo debito), sta fortemente pensando di entrare a far parte.