IL SINDACO PIERO LONGO SI É DIMESSO, TUTTI A CASA-video
Come da copione, e come avevamo ampiamente previsto (CONSIGLIO COMUNALE: ULTIMA CHIAMATA PER TUTTI), l’ultimo consiglio comunale andato in scena ieri, 20 ottobre 2011, è stato fatale non solo per il sindaco Piero Longo, ma per tutti i consiglieri comunali. Dopo 3 anni e mezzo di vita, lì sul Palazzo, Piero Longo è stato costretto ad issare la bandiera bianca e a rassegnare le sue dimissioni. Con questo ultimo atto, quindi, l’amministrazione Longo va definitivamente e mestamente a casa.
Una lenta agonia iniziata nell’estate del 2009 e proseguita in modo sempre più veloce man mano che il tempo scorreva, ma che nessuno della maggioranza è riuscito a fermare. Il sindaco le ha tentate tutte, con l’assegnazione
di deleghe ai consiglieri dissidenti, con promesse di fare e disfare, con la rotazione delle deleghe all’interno della giunta, con le dimissioni degli stessi assessori, con la composizione di una nuova giunta, più o meno tecnica, ma non c’è stato nulla da fare. Alla fine tutti i nodi, quelli veri e mai sciolti in questi due lunghissimi anni dalla manifestazione della prima crepa, sono venuti al pettine.
Piero Longo, al fine di evitare questa drastica conclusione, ha anche tentato di coinvolgere l’opposizione, ma, evidentemente, non è stato molto convincente o, come si sospetta da più parti, qualcun altro dell’opposizione è stato più convincente di lui, al punto da decretare nella propria sede la fine della sua carriera politica alla guida della città. Una sede in cui sono
stati invitati, a più riprese, parte di quei consiglieri che avevano manifestato dubbi e perplessità sul suo operato, e che da allora hanno iniziato un lento ma inesorabile valzer di richieste e contro richieste, un tira e molla che ha procurato altri danni, questa volta irreversibili.
E, ironia della sorte, il colpo di grazia gli è stato assestato da uno dei consiglieri, Tuccillo, che, per via della ritrovata “tranquillità”, sembrava fosse stato accontentato, ma così non era se, in sede di votazione del bilancio consuntivo, la cui approvazione era indispensabile e decisiva per le sorti di questa amministrazione, ha preferito uscire dall’aula per poi astenersi in sede di votazione. Decretando, con questa sua decisione, la prematura fine della prima amministrazione di centro destra presieduta dal sindaco Piero Longo.
Un comportamento che qualcuno dei suoi ex colleghi di maggioranza ha paragonato ad un golpe, ad un autentico tradimento, originato, è stato ventilato da più di uno di loro, da presunte promesse ricevute dall’altra parte della barricata circa una sua futura delega ai Lavori Pubblici.
Sta di fatto che in questa circostanza sono stati in quattro a voltare le spalle. Oltre a lui anche Paradiso, Dongiovanni e Mastrovito, con una differenza rispetto a lui, che gli altri lo avevano fatto intendere fin dall’inizio, non a metà percorso o senza una valida motivazione, che nel suo caso nessuno dei presenti ha capito, neanche nei mesi precedenti.
Una goccia che ha fatto traboccare il vaso e suscitare le
ire del sindaco che a quel punto ha ritenuto opportuno, prima di andare in una votazione sfavorevole, chiudere baracca e burattini e mandare tutti a casa. Prima però ha voluto dire la sua in merito a quanto accaduto e sui comportamenti di tutti quei consiglieri che a suo dire lo hanno ostacolato in tutti i modi, sia dentro che fuori alla sua maggioranza.
In modo particolare i suoi strali avevano come destinatario Sergio Povia, a cui ha ricordato di mantenere la promessa fatta più volte che non si sarebbe mai più candidato a sindaco, che tutti non dovrebbero più candidarsi, e che busserà alle porte dei gioiesi per dire e far conoscere tutta la verità su quanto accaduto e su come sono andati realmente i fatti.
E, parlando di fatti, gli unici due dati salienti e concreti
di questa giornata sono stati l’annullamento della delibera che assegnava la gestione del cimitero ai privati e, con le sue oramai inevitabili dimissioni e abbandono dall’aula dei rimanenti consiglieri a lui fedeli, l’azzeramento dell’amministrazione Longo, lasciando via libera all’arrivo del Commissario Prefettizio e decretando l’inizio, meglio sarebbe dire la continuazione, della prossima campagna elettorale. Morto il re, viva il re, per la buona pace di tutti.
Si ringrazia Mimmo Castellaneta per la gentile concessione dei video, che testimoniano in modo eloquente quanto detto dal sindaco Piero Longo, su cui poter riflettere, in modo da evitare di ricadere, per la terza volta, dopo Vito Mastrovito e Piero Longo, nello stesso identico errore. Bisogna guardare avanti, evitando il più possibile di tornare al passato.