REPUBBLICA PREMIA LICEALI: “IL VERO FUTURO SONO LORO”

Mi sono svegliata alle cinque, ho preso il treno alle sette, siamo arrivati alle undici … Ah, le cronache non sono mai state il mio forte, quelle riguardanti i viaggi soprattutto. Persino quando la mia mamma mi chiede di raccontarglieli, una volta tornata a casa, non riesco mai a trovare le parole giuste, quelle che possano esprimere davvero bene le cose che ho fatto, sentito, visto, le cose che mi hanno riempito gli occhi, la mente e il cuore. Non so mai cosa dire insomma, e allora non dico niente.
Ma un viaggio così, un’esperienza così, non posso lasciarla sul mio diario e basta. Prometto che mi sforzerò di renderla piacevole, a me, e a chi vorrà leggerla. Trovarle quelle parole adesso mi sembra ancora più difficile, ma ce ne sono alcune che risuonano poten
ti tra lo stomaco e i denti: informazione, consapevolezza, futuro.
Tre concetti analizzati e sviscerati dal direttore del quotidiano “Repubblica” Ezio Mauro, nell’ambito del suo discorso in occasione della premiazione del concorso “Repubblica@scuola”, tenutasi il 19 ottobre presso la redazione romana.
Informazione e consapevolezza, facce di una stessa medaglia, componenti di un comune senso civico. Ma l’informazione, quella vera, attendibile, disinteressata, quella che genera inevitabilmente riflessione, e dunque consapevolezza, bisogna cercarla, scovarla e analizzarla. In un mondo che va sempre più veloce e che lascia a terra chiunque non sia in grado di tenere il ritmo, le notizie entrano nelle nostre case con una rapidità sorprendente, innumerevoli volte al giorno.
“Facile smangiucchiare un’informazione dalla radio o dalla tv per poter poi dire di sapere tutto sull’argomento- ha affermato il direttore- ma la vera informazione, quella che ci fa sentire davvero padroni di una notizia è ben altra cosa. Il lavoro che si nasconde dietro la carta stampata è ben più articolato: il giornale apre la notizia, la rielabora, ne analizza tutti gli aspetti e le possibili conseguenze, e in ultima istanza fornisce delle opinioni. Opinioni, non diktat”.
Già, opinioni. Personali, umane, perché il giornale, grazie al cielo, è fatto da uomini pensati per altri uomini che a loro volta, disponendo di tutti gli elementi necessari, avranno l’opportunità di articolare un proprio pensiero critico, evitando così di “lasciarsi scorrere la vita sulla testa”.
Ad assistere a un discorso di siffatto spessore, che ritengo di non esser degna di commentare, c’erano i vincitori, accompagnati da una pur piccola rappresentanza degli istituti di provenienza, tra cui il mio, classificatosi secondo in campo nazionale. Per i più attenti, la risposta è no, non ho dimenticato l’ultimo lemma: futuro.
Siamo noi, tutti noi, e questo viaggio mi ha fornito conferma di quello che vorrei fosse il mio.
(Marilù Giove I C Liceo Classico “P. Virgilio Marone”)