UN CLOWN GIOIESE NELLA GIORNATA DEL NASO ROSSO

A cinque anni dall’esordio l’associazione di volontariato V.I.P. Italia Onlus (Viviamo in Positivo Italia Onlus) ripropone il 9 maggio a Bari “La Giornata del Naso Rosso”.
L’iniziativa a sostegno di progetti locali e nazionali nasce da un’esperienza di volontariato particolarmente significativa: la clown terapia. Uno dei V.I.P. è Vincenzo Romano, giovane “clown” gioiese per vocazione e missione.
“Lo spirito claun (scritto proprio come si legge) è donarsi reciprocamente, è donare comprensione, vicinanza, condivisione delle pene in un modo un po’ diverso dal solito – ci confida Vincenzo – è donarsi indossando un camice colorato, un naso rosso, degli occhiali buffi per catturare l’attenzione e soprattutto far sorridere, ed il sorriso, è risaputo, ha effetti benefici sulla psiche e sul corpo delle persone”
I volontari di “V.I.P. Bari – I colori del Sud“, domenica prossima saranno alle 10.00 in via Sparano, in prossimità della Chiesa di San Ferdinando co
n giochi, balli, musica e colore. Truccheranno i bambini e regaleranno sorrisi e gag esilaranti.
“La Giornata del Naso Rosso – precisa Vincenzo Romano – è una giornata di sensibilizzazione delle attività svolte dall’associazione V.I.P., sui luoghi, sulle modalità e sull’operato della onlus di cui facciamo parte.”
Di sabato e domenica Vincenzo ed i suoi amici V.I.P. si incontrano in ospedale, all’ingresso del reparto di pediatria. Indossano il camice, il naso rosso e poi per due ore impazzano nelle corsie dell’Ospedaletto di Bari, nei reparti di urologia e dialisi del Policlinico, in oncologia… per i più piccini il mondo, in quei momenti di gioco ed allegria, diventa una fiaba ben diversa dalla triste realtà che li “imprigiona” in corsia.
“Lo scorso anno si
amo stati in Abruzzo, dopo il sisma, in uno scenario di dolore, distruzione ma anche di speranza. Eravamo lì, con i nostri “nasi rossi” a parlare con la gente, a pregare con loro, ad ascoltare i nostalgici racconti dei nonni del campo, a raccogliere e incanalare in giochi comunitari le energie dei piccoli, cui era negata la dimensione del gioco. Ovviamente non sono mancati momenti di difficoltà, dolori troppo grandi da superare, tende chiuse e rifiuti”.
“L’esperienza all’Aquila è stata intensa, ha segnato un momento di grande crescita per tutti noi e ci ha arricchiti come clown e come volontari. Davanti ad un momento così importante viene spontaneo chiederci se effettivamente, ancora una volta, nell’offrire sorrisi, palloncini ed energia abbiamo ricevuto in cambio qualcosa di molto, molto più grande”.