ANTONICELLI: “ALLEANZE? MI SEMBRA PREMATURO”

Pubblichiamo la quinta intervista, curata da Donato Stoppini, rilasciata alla Redazione di GioiaNet da Federico Antonicelli (ex assessore Giunta Longo), che ringraziamo per aver accettato, il quale sia pure dopo 10 giorni ha mantenuto fede alla parola data inviandoci questo suo contributo tanto “soppesato” quanto aperto a qualsiasi soluzione politica, di cui certamente faranno tesoro più che i cittadini elettori, soprattutto i diretti interessati in questo agone politico. Buona lettura a tutti.
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Grazie al risultato raggiunto nelle scorse elezioni comun
ali, sei stato il più suffragato del Pdl, hai ottenuto un posto nella giunta Longo. Stante l’infelice conclusione ci puoi dire cosa non ha funzionato?
Non hanno funzionato parecchie cose, ma la più importante è stata l’incapacità di tenere insieme un gruppo di consiglieri comunali che senza una guida politica dopo poco è andato sempre più alla deriva.
Con il senno di poi, cosa cambieresti o non faresti di questa tua esperienza al governo della città? Piero Longo era davvero così autoritario come è stato descritto?
Ho commesso l’errore nell’accettare la carica assessorile, forse per le mie capacità di mediazione sarei stato certamente più utile in Consiglio Comunale. L’autoritarismo, supplisce a volte alla mancanza di carisma.
Nonostante gli evidenti conflitti interni alla maggioranza, sei stato sempre al fianco dell’ex sindaco Longo. Oggi, a distanza di pochi mesi, non solo hai preso le distanze da lui, ma hai anche abbandonato il Pdl. Come mai?
La mia fedeltà non si può mettere in discussione, fino all’estrem
o, ho accettato perfino di “essere dimesso” nel tentativo vano di far continuare la vita amministrativa del Comune. L’abbandono del PDL è stata la naturale conseguenza alla mancanza di risposte del partito alle mie istanze di democrazia, evidenziate in un documento di qualche mese fa recapitato ai vertici comunali e provinciali del partito, ove chiedevo, fra le altre cose, un congresso cittadino per eleggere un segretario politico a per quanto riguarda la candidatura a sindaco chiedevo di applicare lo strumento delle primarie. La mancanza di risposte a queste mie istanze mi ha portato a questa mia nuova scelta.
Con il tuo ingresso nel FLI di Fini, e successiva assunzione di responsabilità in qualità di coordinatore per Gioia del Colle, dove ti collocherai? A destra con il Pdl, al centro con i Moderati o a sinistra con il Pd e il Ppdt o farai parte di una coalizione “polpettone”?
Mi sembra tutto così prematuro, seguiremo le indicazione del FLI a livello Nazionale e Regionale, poi nell’autonomia di una consultazione amministrativa locale, serve una coesione intorno ad un programma, più che destra, sinistra, sopra e sotto.
Hai già avuto o hai già lanciato proposte per future alleanze politiche? Potresti anticiparci qualcosa? Cosa ti hanno o hai promesso in cambio di queste alleanze?
Nulla di tutto ciò, questa è solo la prima fase, poi insieme con
gli altri vedremo il da farsi.
Tra Sergio Povia, Piero Longo, Claudio De Leonardis, Vito Ludovico, Giuseppe Grandieri e Isacco Isdraele, con chi e perchè preferiresti dialogare, politicamente parlando?
Preferirei ascoltare tutti come sempre ho fatto, il dialogo presuppone un minimo di approfondimento.
In una coalizione, qualunque essa sia, secondo te cosa non deve mancare affinché il rapporto interno possa durare nel tempo?
La fiducia reciproca, il senso del servizio, inteso come piena disponibilità e dedizione.
Per vincere le elezioni serve un buon programma o, come sostiene Povia, un candidato navigato? A chi dare la precedenza?
Servono entrambe le cose e anche un buon vento in poppa.
Questo modo di fare politica con la presenza delle stesse facce, nonostante i risultati poco apprezzabili ottenuti in questi ultimi otto anni, potrà ottenere quel tanto auspicato, a parole, cambiamento? E in cosa consisterebbe?
Per ora ho solo sentito nomi i candidati che si stanno appannando man mano che passa il tempo, questo è un vecchio sistema gioiese, bruciare anzitempo i candidati, che mordono il freno.
Nel caso dovessi candidarti a sindaco, e, ne sono convinto, lo farai, cosa metterai tra le azioni più immediate da realizzare per risollevare la città e non solo nello spirito?
Se dovessero candidarmi gli altri a sindaco farei leva sulle indubbie tradizioni culturali, civili e sociali dei gioiesi e cercherei di realizzare quelle cose che benché siano a costo zero, sono difficilissime a farsi esempio: razionalizzare l’assetto burocratico comunale, favorire la sostenibilità nell’edilizia e nella viabilità e tutto ciò che potrebbe funzionare per il rilancio economico e occupazionale nel nostro comune, in questo senso non mi risparmierei.