TRE RAGAZZE TRAVOLTE SULLE STRISCE PEDONALI

Tre ragazze, Francesca G. di 14 anni, Damiana G. di 13 anni ed Emanuela Angelica L. anche lei tredicenne, sono state travolte domenica scorsa, intorno alle 18.00, da un Fiorino di colore bianco, proveniente dalla via per Bari, guidato da un operaio 53enne che tornava dal lavoro, mentre attraversavano sulle strisce pedonali la ex Statale 100 in prossimità dell’incrocio insistente nei pressi della chiesa di San Vito, per andare in centro. Un punto considerato, dalla maggior parte dei residenti, studenti e lavoratori pendolari, come il più pericoloso presente su quella arteria.

“L’impatto è stato violentissimo” – afferma Francesca, una delle tre ragazze – siamo state letteralmente scagliate per aria, un volo di 2 – 3 metri per poi atterrare in malo modo“.
Immediati i soccorsi prestati dai numerosi passanti e dallo stesso automobilista, fino all’arrivo dei paramedici intervenuti a bordo delle ambulanze del 118 provenienti da Santeramo e da Acquaviva.

Le tre ragazze, amiche per la pelle, sono state ospedalizzate presso il Miulli e Putignano per i consueti e dovuti accertamenti clinici. “Francesca G. è stata ricoverata nel reparto di pediatria con una clavicola fratturata, ematomi e forti dolori su tutto il corpo, la prognosi è di 30 giorni di guarigione, sarà dimessa a giorni. Damiana G. è finita nel reparto di ortopedia con una frattura ad una vertebra, una ferita alla testa, ematomi e dolori vari, per lei si prevedono tempi più lunghi per la guarigione anche se sarà dimessa a breve. Emanuela Angelica L., la più fortunata fra le tre amiche, è già ritornata casa, per lei solo ematomi e dolori su gran parte del corpo”.
Tutti concordi i medici nel sostenere che le ragazze si riprenderanno abbastanza presto e che tutto sommato possono ritenersi più che fortunate perchè poteva andare molto peggio.
Sul luogo è intervenuta una pattuglia della Polstrada, “seguita da altri colleghi che erano di rientro da operazioni svolte fuori Gioia”, per effettuare sia le dovute rilevazioni per chiarire la dinamica di quanto accaduto, che per redigere il verbale, quest’ultimo completato solo ieri mattina direttamente in ospedale dopo aver ascoltato le ragazze. “Varie le ipotesi, tutte ancora da valutare. Una variabile molto importante la presenza in quel momento di una abbondante nevicata“.
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E C’É CHI DICE BASTA E CHIEDE PIÚ SICUREZZA IN ZONA
“Giunge notizie che domenica 12 febbraio 2012, in serata, un brutto incidente è accaduto a tre ragazze gioiesi che attraversavano l’incrocio adiacente la Parrocchia di San Vito Martire. Le stesse sono state investite da un’auto per cause in via di accertamento e ricoverate per cure negli ospedali vicini.
L’incrocio è a ridosso di una “pseudo” rotonda stradale, nata certamente male come conseguenza immediata di un terribile incidente mortale che circa dieci anni fa (allora c’era il semaforo) vide nientemeno che una ambulanza travolgere un passante in bicicletta. L’uso ormai diffuso delle rotonde rappresenta, a detta degli urbanisti, la soluzione migliore per i problemi della viabilità e della sicurezza in corrispondenza degli incroci ad alta densità di traffico.
Se quella rotonda fosse s
tata realizzata con criteri adeguati (salta subito all’occhio la direzione stradale Bari-Taranto oggi perfettamente rettilinea) dando adeguata curvatura alla marcia dei veicoli, contribuirebbe certamente al rallentamento della velocità di questi ultimi. Oltretutto la strada su cui insiste quell’incrocio e l’attraversamento pedonale in questione – via Federico II di Svevia – continua ad essere strada comunale ad altissimo traffico veicolare.
Più volte direttamente agli amministratori di turno (assessori al traffico, consiglieri di quartiere, sindaci e commissari) in qualità di cittadini che abitualmente attraversano quell’incrocio a piedi, in auto o in bici, abbiamo rivolto istanze finalizzate a individuare soluzioni che potessero migliorare il livello di sicurezza dello stesso.

Inutili sono stati gli appelli lanciati, anche attraverso il giornale parrocchiale di San Vito, per sensibilizzare gli amministratori a curare di più la sicurezza dell’attraversamento, almeno mediante la sistematica pitturazione delle strisce pedonali, a curare la manutenzione del vicino semaforo all’incrocio micidiale con via della Chiusa (ora spento da tempo), ad individuare altri possibili ausili che potessero invitare alla prudenza ed al rispetto dei pedoni.
Nessuna attenzione, eccetto la realizzazione nel 2006 di una preziosa aiuola spartitraffico. Certo il completamento del Piano di Recupero Urbano di Gioia del Colle, progetto che ha subito un fortissimo rallentamento nel corso degli anni, che fra gli interventi maggio
ri prevede il raddoppio di via Luigi Einaudi che, collegando via Noci a via Putignano diventerebbe la vera perimetrale urbana ad alto scorrimento veicolare (quello per intenderci ora interessa via Federico II di Svevia), potrebbe rappresentare un incentivo grande alla sicurezza dell’incrocio in questione e degli altri che comunque insistono su quella strada. Invitiamo tutti a fermarsi solo qualche minuto ad osservare ciò che succede a quell’incrocio. Il pericolo è costanteme
nte in agguato.
Se si doveva attendere il fattaccio per prendere dei provvedimenti, beh sembra proprio che ora i tempi siano maturi. Tutti devono sapere che i cittadini di Gioia, non solo quelli che vivono nella “167”, hanno diritto alla sicurezza nell’attraversamento degli incroci pedonali e che sulla sicurezza, che venendo meno può rappresentare un grosso costo sociale, ogni amministrazione pubblica dovrebbe investire fortemente perché possiamo dirci abitanti di una città sicura e rispettosa della persona“.
(Gianni Fraccalvieri)