“TIGRE NEGLI OCCHI”, MATTONE NEL CUORE DEI MODERATI?-foto

Premessa: trattasi di articolo di opinione e non di informazione. Si consiglia a tutti coloro che hanno problemi nel digerire opinioni contrastanti con le proprie, di leggere attentamente queste avvertenze ed evitare di proseguire nella lettura. Tra gli effetti collaterali sono stati segnalati casi di vomito irrefrenabile, di commenti traboccanti succhi gastrici su facebook, e antipatici reflussi esofagei anche a post cancellati.
Sei liste e rispettivi sponsor in corsa per “Povia sindaco subito” (a breve se ne aggiungeranno altre due).
Non saranno frutto di una oculata campagna acquisti, come sottolineato da Sergio Povia il 21 marzo nella sala De Deo, ma di certo neanche “animali domestici” se in tutti l’ex sindaco ritrova “la tigre negli occhi”, stilema coniato da Emiliano in una sua conferenza che evidentemente è piaciuto molto al leonino (di segno zodiacale e di fatto) Povia.
“Non abbiamo vendette da consumare”, continua il politico nella sua disamina, d’altra parte tutto quello che “umanamente” poteva esser fatto per eliminare gli avversari di ieri (Vito Mastrovito) e di oggi (Piero Longo, per quelli di domani il cantiere è all’opera) è stato fatto con rigore scientifico ed alleanze che oggi si svelano in tutto il loro splendore.
Nella giungla in cui ques
ti “predatori politici” si aggirano, qualche novello Tarzan tenterà di togliere all’aspirante re della foresta il trono, ma dovrà tenersi lontano da artigli e finti alleati e tener d’occhio le liane (metti che qualche “franco” tiratore stia già “segandole”?).
Nel suo (di Povia) pio desiderio di “restituire alla città un po’ di consapevolezza di quello che può dare (?!?)” e di leadership sul territorio”, “che programmi il futuro” un preoccupante deja-vu!
Che ci siano altre discariche, dismo (inceneritori), compostaggi e chiusure di passaggi a livello e magari dell’ex Inam (visto che l’ospedale si è già chiuso) tra le cose “non dette né scritte” per il futuro di Gioia?
Più che di consapevolezza su ciò che la città può dare, forse agli elettori farebbe più piacere sapere con esattezza (e soprattutto sincerità) cosa riceverà e quanto costerà loro!
Fa tenerezza – di contro – Filippo Donvito quando dichiara che non ci sta a fare la parte del “cattivo” mentre gli altri sono i buoni, lascia invece un po’ perplessi la sua successiva dichiarazione “siamo favorevoli alla conservazione dell’identità politica e dei valori (?!) perché una società senza valori è destinata a fallire – ed ancora – con un pizzico di presunzione e tanta umiltà (!?!) vogliamo esser garanti del cambiamento”.
A quali valori fa
rà mai riferimento? Come si può essere al contempo umili e presuntuosi? Misteri della dialettica politichese!
Ma quel che sicuramente in questi frangenti più lo sconforta è il non poter “scrivere” di politica, lasciando alla sua super impegnata vice il compito di redigere interviste ed articoli su tutti gli accadimenti locali sul suo giornale ed altri organi di informazione. E per fortuna che, da brava atleta, riesce a star dietro a tutto!
Per Valletta non ci sono dubbi: “Per qualcuno che se ne
va, tanti altri si stanno avvicinando o stanno tornando” ed il maggior conforto è la vicinanza dei giovani, quanto alla De Giorgi “ha deciso legittimamente di non farsi strumento di rivalse personali” lasciando campo libero senza primarie a Povia.
Dall’esterno non è che la si veda proprio così. Il ritorno degli “eroi” potrebbe essere un segnale non esattamente positivo, si sa, gli avvoltoi volteggiano intorno al cibo in attesa che sia loro… servito.
La De Giorgi, forse, dopo tutti i tira e molla si è sentita anche sollevata… la responsabilità di lottare con simili avversari e neanche appoggiata da tutti i suoi non le doveva far dormire sonni tranquilli. Meglio un ruolo gregario ed un b
uon assessorato a risultato conseguito.
Quanto ai giovani non è complicato blandirli e lusingarli, loro sì che hanno sogni e speranze e si impegneranno fino allo stremo per un posticino al… sole! A loro suggeriremmo di contattare gli “ex giovani” inseriti negli anni passati nelle “creature” imprenditoriali poviane e scoprire cosa fanno di bello oggi. Potrebbe essere illuminante!
“Povia è garanzia di competenza e sicurezza – recita convinto Federico Antonicelli a nome del FLI – la persona più “giusta” per amministrare Gioia”, e di competenza, dopo aver letto il programma del F
LI (a proposito, perché poi è stato tolto dal sito?) e la lettera in cui Antonicelli si dissociava dallo stesso, ce n’è davvero bisogno, e anche un pizzico di coerenza non sarebbe male, ma questa è una spezia in disuso nelle pietanze politiche.
Ne è esempio Tommaso Venere, che trasmigra dalla “Lista Schittulli” a “Uniti per Gioia” pur di non abbandonare Povia (ed è il quarto geometra della coalizione, con Pietro Donvito, Masi Lenin e Ardillo, senza contare gli ingegneri Ludovico, Mancino e Tuccillo, praticamente la coalizione del mattone!).
E per non rischiare di ritrovarsi senza la figura chiave
del “doctor house comunale” (nella precedente legislatura il compito era assolto egregiamente da Isacco Isdraele e meno puntualmente dal Tommaso Donvito), ecco scendere nell’agone Saverio Capodiferro, oncologo, facente parte della Fondazione “Dino Leone” nonché segretario dell’UDC e fratello del consigliere Vincenzo Capodiferro che nell’amministrazione Mastrovito ricopriva la carica di Presidente del Consiglio, il quale per tener calmi gli animi ed evitare sbalzi di pressione, invita tutti a tenere a basso profilo i toni della campagna elettorale e ringrazia i tanti giovani che si sono aggregati.
In questa “giungla”, perché davvero tale è, tra tanti feroci concorrenti con “la tigre negli occhi” ed altre strane creature (gli zombi di “A volte ritornano” di King, i basilischi destroidi pietrificati che all’improvviso si rianimano come nei film di Herry Potter) non dispiacerà incontrare, di tanto in tanto, persone “normali”, con lo sguardo pulito di Donato Lucilla o quello mite di Enzo Cuscito, magari non saranno del tutto vegetariani ma almeno non sarà necessario ricorrere
a fruste e fuoco per difendersi dal loro assalto.
Chi potrà tenere a bada “le tigri negli occhi” meglio di un prodigio e di un evangelico rimando al primo estremista di sinistra della storia dell’umanità, Gesù Cristo? (Triluska)
Scatti fotografici a cura di Mario Di Giuseppe che si ringrazia per la collaborazione.