LONGO C’E’, POVIA OSSERVA, DE LEONARDIS?-foto

Sciolto definitivamente il dubbio nel PDL, a rappresentarlo alle prossime elezioni comunali sarà Piero Longo. Una decisione presa in extremis, quasi sul filo di lana (entro domani alle ore 12 verranno consegnate le liste con relativi candidati), con Claudio De Leonardis che sembrerebbe, il condizionale è quasi d’obbligo, sia sceso a più “miti consigli” ma che forse potrebbe essere anche il 5° candidato sindaco. Tutto dipende dai contenuti del compromesso, non ancora confermato, che lascerebbe campo libero alla definitiva candidatura dell’ex sindaco sempre più spalleggiato da Sante Celiberti.
Si profila quindi all’orizzonte un nuovo duello Longo-Povia, così come preannunciato dallo stesso ex sindaco all’indomani della sua prematura estromissione da Palazzo San Domenico. Caduta avvenuta grazie all’interessamento, per l’appunto, di Sergio Povia, che fin da oggi, più che fare battute goliardiche, ma fuori luogo, dovrà ben guardarsi le spalle dal suo ormai sicuro “concorrente”.
Un Sergio Povia che nonostante gli sforzi messi in atto nell’organizzare la sua “convention”, andata in scena sabato scorso, sicuramente non ha incantato. Nonostante le tante domande ben “orchestrate” (è diventata una intervista casalinga allargata più che una presentazione di liste) da un occulto regista, è sembrato meno brillante del solito.
Troppo veloce nelle sue risposte
, neanche il tempo di formulare la domanda che arrivava immediata la risposta. Risposte che comunque non lasciano presagire nulla di buono per la città. Da novello “Mario Monti” in formato comunale, anche lui ha preannunciato “lacrime e sangue” per tutti i gioiesi, che, a suo dire, per evitare “che la barca affondi”, dovranno far fronte a sicuri e inevitabili prossimi aumenti di tasse e tributi locali.
Ha tirato in ballo anche la SPES destinata, secondo lui, a “dichiarare fallimento” (sono anni che affermiamo sarebbe stata questa la sua fine, già predestinata) per un buco di quasi 2 milioni e 700 mila euro, corrispondente al suo credito vantato nei confronti del comune per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, manutenzione del verde e dell’illuminazione pubblic
a.
Non c’è che dire, una rosea prospettiva che sicuramente non piacerà a tutti quei cittadini che lo hanno visto protagonista in questi ultimi 18 anni sul quel palazzo in cui si sono decise le sorti della città, al punto da obiettargli per quale motivo non si è industriato prima, anche in qualità di consigliere provinciale e regionale, nel risolvere questi gravi problemi anziché impegnarsi, dopo Vito Mastrovito, a far cadere ancora una volta l’amministrazione comunale in carica.
E non sarà certamente il grande dispiegamento di forze messo in campo l’altro giorno, soprattutto mediatico con testate ben precise e a questo punto pubblicamente ben schierate politicamente,
che potrà far loro cambiare opinione, specie a chi si sente ulteriormente tradito dalla politica e dai politici locali. Né tanto meno l’aver fatto ricorso ad aiuti esterni di peso, e non solo politico. La loro presenza, infatti, non ha convinto gli elettori a parteciparvi in massa, troppi i posti vuoti.
L’Emiliano di turno, per esempio, potrebbe essersi rivelato un boomerang per varie ragioni. Non ultima quella di invitare Sergio Povia nell’aprire al dialogo al centro sinistra, “a SEL e IDV”. Più che dare un aiuto ai Moderati locali sembrerebbe sia venuto a Gioia per la sua prossima campagna elettorale regionale, in cui già si sente in odore di sostituto naturale di Nichi Vendola.
(scatti fotografici a cura di Mario Di Giuseppe a cui va il nostro più sincero ringraziamento)