OSPEDALE PARADISO: PRIMA “GRANA” DA RISOLVERE PER POVIA

Riceviamo e pubblichiamo una lettera indirizzata al nuovo sindaco Sergio Povia, in qualità di responsabile della sanità gioiese, con cui si chiede un suo intervento al fine di risolvere l’annosa questione dell’ospedale Paradiso. Stante i suoi trascorsi non certamente favorevoli alla salvaguardia della nostra struttura, restiamo in attesa di conoscere le sue decisioni in merito. In tale attesa pubblichiamo in calce le azioni intraprese da un consigliere regionale, Longo (UDC), a difesa dell’ospedale di Monopoli. Sapranno fare altrettanto i nostri consiglieri facenti capo alla stessa area politica?
Il Consigliere regionale dell’Udc, Peppino Longo ha diffuso la seguente dichiarazione:
“Così come nella prima fase del piano di riordino, anche nella seconda sembra che si vada avanti a tentoni e puntando solo ed esclusivamente ai tagli. Pensavamo che l’esperienza di questi mesi pregni di polemiche, proteste e disagi avrebbe consigliato la giunta regionale a procedere con maggiori criteri e meno approssimazione. Ed invece, con immenso dispiacere, constatiamo che si va avanti sempre e soltanto con i tagli ai posti letto e con la ‘cancellazione’ di reparti, senza potenziare ospedali o riconvertirli ma continuando a penalizzare tutti.
E così, quindi, ci ritroviamo di fronte a casi come quello denunciato dal comitato cittadino di Monopoli, in provincia di Bari, che lancia l’allarme per apparecchiature che passano dall’ospedale ‘San Giacomo’ allo ‘Jaia’ di Conversano (che dovrebbe essere trasformato in Casa della salute).
Ma non deve funzionare certo in questo modo: non si può togliere da una struttura che, almeno sulla carta, non deve essere depotenziata per piazzare strumentazioni da un’altra che, sempre sulla carta, va trasformata. In questo modo si corre il rischio di indebolire l’una e l’altra senza dare ai cittadini punti di riferimento certi. Così come non si può procedere al taglio dei posti letto senza contestualmente attivare i servizi sanitari territoriali.
La giunta regionale cambi la rotta, c’è tutto il tempo per poter ripensare la seconda fase del piano di riordino e fornire ai cittadini un’assistenza sanitaria adeguata”.