Archivio Gioianet

La Voce del Paese – Un Network di Idee

Politica

CONSIGLIO COMUNALE: “CHI VINCE MANEGGIA E FESTEGGIA”-foto

consiglio-giunta-povia-pp

consiglio-intervento-poviaE’ fatta. Il Sindaco Sergio Povia ha giurato fedeltà alla Repubblica e alle sue leggi. Il Presidente del Consiglio, Tommaso Bradascio è stato eletto a maggioranza e dalla maggioranza con voto contrario della minoranza. Il vice-Presidente del Consiglio, Federico Antonicelli è stato eletto dalla maggioranza e a maggioranza. I lavori del nuovo Consiglio Comunale possono dunque iniziare con l’augurio di tutti, maggioranza e minoranza, di procedere con un buon lavoro fatto nell’interesse di tutti. E le linee programmatiche presentate dal sindaco Povia dovrebbero essere la bussola da seguire. Tutto bene dunque. No, non tutto.

 

In questa prima seduta del Consiglio Comunale bisogna registrare alcune sbavature che, se non lasciano il segno almeno indicano per sommi capi come si procederà in futuro. Non vogliamo essere ancora una volta denigratori e offensivi di chicchessia né tantomeno delle istituzioni, come ci si accusa di essere, ma alcuni rilievi vanno fatti. Più che altro perché notati dal folto pubblico presente e partecipe e non notato dalla stampa – quella ufficiale, quella dei professionisti, che non fa le consiglio-maggioranzadomande se non prima concordate -.

Una vera e propria festa post-elettorale. E si, perché di festa si è trattato. Quando si dice che la forma è sostanza. Lo si nota dagli interventi dei Consiglieri. Lo si verifica dalla sistemazione dei banchi. Se ne ha conferma dalla posizione dello scranno – grande vera novità di questa legislatura – da cui parleranno gli oratori. Cominciamo da quest’ultima sbavatura per passare poi a fatti più consistenti.

Lo scranno è posizionato in modo tale che prima che l’oratore di turno si appresti ad iniziare il proprio intervento passano interminabili minuti per raggiungere il microfono, regolarne la posizione e modificarne il volume. Poi è orientato inverosimilmente verso il pubblico piuttosto che verso il Sindaco e la propria Giunta. A significare che non sono più loro a dover ascoltare le istanze della gente ma il contrario. Certamente non è così ma purtroppo questo è quanto appare all’esterrefatto pubblico presente.

Un’offesa simile alle Istituzioni di Democrazia Rappresentativa non era mai stata fatta prima. Neanche nel più leghista dei Comuni d’Italia. Sicuramente si ricorrerà ai ripari, ci auguriamo. Ma non è l’unica ofconsiglio-minoranzafesa istituzionale.

Nel rispondere alla concreta richiesta dell’opposizioneLongo, Mastrangelo, Celiberti, Lucilla, De Leonardis e Cuscito – di votare un Presidente condiviso da tutti i consiglieri e per questo indicare almeno una rosa di tre nominativi tra cui scegliere, il consigliere di maggioranza che ha indicato il solo Bradascio quale unico Presidente da votare ha così giustificato tale scelta, sempre rivolgendosi al pubblico e non al Sindaco: “dovete sapere che questa è la politica, c’è chi vince e chi perde, noi abbiamo vinto, e perché credete che ci siamo accapigliati durante la campagna elettorale per essere eletti, per poi far scegliere il Presidente alle opposizioni? Così è la politica“.

Una bella lezione di alta politica, davvero. Si spera vengano risparmiate queste lezioni in futuro.tisci-filippo

Altra offesa istituzionale il battibecco tra il Segretario Generale, Dioguardi, e il Consigliere di maggioranza avvocato Tisci. Il quale Tisci si sforzava di spiegare al segretario quel che aveva a sua volta cercato di fare il consigliere Lucilla, della minoranza. E cioè la differenza tra voto a maggioranza relativa e quello a maggioranza qualificata. Il nodo da sciogliere, infatti, era che il regolamento attuato e più volte letto dal segretario Dioguardi, è palesemente vecchio rispetto alla nuova legge che istituisce un Consiglio Comunale di 16 e non più di 20 Consiglieri.

Ragion per cui non si comprende per esempio, come sia possibile che in un Consiglio dove votano 16 consiglieri più il Sindaco la maggioranza valida  sia poi pari a 10, 50. Un Consigliere di Maggioranza non dovrebbe bacchettare un funzionario così, in pubblico, così come un funzionario non dovrebbe cercare di correggere un Consigliere in pubblico e col Pubblico, sbandierando regolamenti non aggiornati.

Sembra un film, insomma, o come più volte detto da Franco Gisotti in altre discussioni di consiglio-intervento-cuscitGioianet, una fiction. Aggiungiamo noi col punto interrogativo: comica, tragicomica o tragica? Ultima sbavatura, e questa volta veramente meno importante delle altre, non è stata accolta la nostra proposta di trasmettere questa festa della Democrazia in diretta web. Eravamo pronti ma nessuno ci ha invitati. Non importa. Se il set è stato già preparato e gli attori ormai scritturati, gli autori già pronti, pazienza: qualcun altro lo farà al posto nostro. Così è la politica.

 

Una politica ben “disegnata” dal consigliere comunale Enzo Cuscito in un suo breve scritto, comparso sul suo profilo di face book, che vi proponiamo: “Primo Consiglio Comunale e tanta voglia di essere altrove. Perso tra infinite e vane parole, con la solitudine nel cuore e la sofferenza di dover ascoltare, interpretare e decifrare linguaggi oscuri ed incomprensibili. Accerchiato dall’ipocrisia e da un’irritante e fumosa retorica”.

Come dargli torto?

(Scatti fotografici a cura di Maria Castellaneta)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *