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LA POESIA DEL PROFESSOR LOZITO A SPAZIO UNOTRE

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giorgio-gasparreVola con il pensiero e giunge in luoghi e contesti diversi!”, in questi termini si esprime il professor Giorgio Gasparre che presenta, al pubblico consueto di Spazio UnoTre, – durante l’incontro avutosi giovedì, 10 maggio 2010 alle ore 20 – l’amico e poeta Antonio Lozito, nato a Gioia nel 1937 e di indubbia fama per i gioiesi. Tramite le parole di Franco Ferrara così continua, “È una persona straordinaria che ha dato e spero continuerà a dare tanto di sé con la modestia che gli è nota”.

Il profantonio-lozito2essor Antonio Lozito, oltre ad aver scritto libri di affascinanti versi, ha scritto saggi di storia locale ed è anche un grande studioso e conoscitore letterario. Tra i suoi studi spiccano quelli su Pirandello, Leopardi, don Vincenzo Angelilli, Fortunato Matarrese ed Isabella Morra. Ed è su quest’ultima che pone l’attenzione del suo pubblico, leggendo due dei suoi sonetti, perché è colei che “ha aperto la storia della poesia del Mezzogiorno” e che ha pagato con la vita la sua vocazione letteraria.

antonio-lozitoCon un’altra figura femminile – l’ode a Lady Diana – inizia il viaggio fra i suoi versi, “non è finito in un tunnel di Parigi il tuo lungo sorriso che ora vive tra noi”! E con grande sensibilità aggiunge: “[…] Libera e sorridente come la luce, fuggita in un istante dall’universo la tua luce”. È una poesia tratta dal libro “Poesie dalla storia e dalla strada”, ultima sua fatica letteraria, edito Suma.

La sua è una poesia per certi versi esistenzialistica, “cominciai a pensare che il mio nascere e il mio essere non fosse stato il frutto del caso, ma di necessità”. È una poesia che parla dello scorrere monotono del tempo, della “marcia solitaria” della vita; è una poesia che ha gli odori e i colori del Sud, del suo Sud, così drammatico e così amato profondamente, “mani tremanti nelle stazioni per gli addii, con il sapore di un’altra Terra nel cuore”.

In “Poesia dal Sud”, libro scritto negli anni Ottanta, il tema predominante è quello del boom economico, degli uomini del Sud costretti ad emigrare al Nord, “sono i meridionali che partono ogni mattina per le grandi città, con i musi induriti dalla rabbia”. La sua è una poesia che parla del tempo perduto della giovinezza con le sue passioni e letture divorate, tra le quali spicca l’Odissea e La Divina Commedia.mario-pugliese2

Non mancano i temi più attuali e scottanti, e l’ultima poesia letta al suo uditorio, non casualmente, è intitolata “Poesia e Guerra”. “Sono lontane le ultime speranze di pace […] Figli dispersi nella polvere densa della casa. Paese straziato di pianto e disperazione”. Non mancano, inoltre, gli echi letterari tra i quali spicca l’ammirazione per un altro poeta del Sud: Salvatore Quasimodo.

Infine come prevede la consueta formula – che vede l’unirsi di vari linguaggi artistici in un connubio di estrema raffinatezza e che ha regalato alla location di Spazio UnoTre un’indiscussa originalità –, ci sono stati gli interludi mscuturaunapoleone-pavonesicali dati dalle percussioni di Napoleone Pavone e la messa in atto, da parte di Mario Pugliese, sempre attento padrone di casa, di una scultura raffigurante un volto connotato da una certa particolarità e dalle labbra prominenti. Sia la musica scelta e sia la scultura in sé avevano quella piacevolezza che sa dare solo il gusto dell’esotico. Gli incontri, per questa stagione, finiscono qua e ci lasciano nell’attesa di settembre, accompagnati dall’assoluta sicurezza di rincontrare la medesima qualità e ospitalità.

Ringraziamo Fabio Guliersi per aver messo a nostra disposizione le sue opere fotografiche.

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