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PARROCCHIA S. LUCIA RICORDA DON ROCCO TRAVERSA

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foto-ricordo-don-Rocco-001Il 5 settembre, nel pomeriggio nella Chiesa di Santa Lucia dopo la celebrazione della Messa sarà ricordato don Rocco Traversa.

“Il 5 luglio – ricorda il professor Franco Giannini – don Rocco avrebbe compito 100 anni. Ci ha lasciato il 12 febbraio del 1999, dopo 50 anni di apostolato nelle chiese della sua città.”

Carmine Rocco Traversa nasce a Gioia il 5 luglio del 1912. Il suo papà Domenico, originario di Sannicandro, è nei Reali Carabinieri e al congedo viene assunto come impiegato presso le poste di Gioia. Domenico sposa in seconde nozze Angela Maria Donvito, a seguito della morte della prima moglie Chiara Milano nel dare alla luce il loro settimo figlio.

Dal matrimonio con Angela Maria nasceranno Chiara Margherita, don Rocco e Maria Leonilde Costantina.

“Dopo aver frequentato le scuole elementari a Gioia – afferma il professor Giannini – Rocco studia nel Convitto dei Missionari del Preziosissimo Sangue di Caserta, poi in quello di  Albano Laziale e successivamente nel seminario maggiore del Preziosissimo Sangue a Roma. Il suo desiderio è dedicarsi all’attività missionaria”.santa lucia2

“Viene ordinato sacerdote il 21 aprile 1940, nella basilica di San Giovanni in Laterano. Celebra la prima Messa solenne il 22 aprile nella Chiesa di Santa Maria del Trivio a Roma e la sua prima messa a Gioia presso la Chiesa del Crocifisso il 28 luglio 1940. Prende quindi possesso della chiesa dei Missionari del Preziosissimo Sangue di Patrica, in provincia di Frosinone, dove resta, con alcune interruzioni, fino al 1947.”

La sua prima messa in Santa Lucia – ricorda il professore – risale al 21 maggio 1941. Il 22 settembre 1947 passa  dalla Congregazione del Preziosissimo Sangue a sacerdote secolare.

Nel 1951 l’Arcivescovo di Bari, monsignor Marcello Mimmi, lo nomina Assistente spirituale dell’Arciconfraternita dell’Immacolata in Sant’Andrea, incarico dal quale chiede di dimettersi nel 1957, per motivi di salute. Nel 1953 chiede ed ottiene l’incardinazione nella nostra Diocesi, presso la quale opererà fino alla sua morte, mentre il 26 agosto del 1959 l’Arcivescovo di Bari, monsignor Enrico Nicodemo, lo nomina Vicario Econodon rocco traversa3mo della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Gioia.”

Tutti i parrocchiani conservano memoria della sua dedizione al servizio di tutta la comunità e della sua attività pastorale.

Disdegnava ogni gesto o parola di ossequio o apprezzamento nei suoi confronti: amava la semplicità e badava all’essenziale – ricorda con emozione Giannini -, utilizzava qualsiasi mezzo per scrivere le sue omelie: volantini, buste di lettera, fogli sparsi, sia per non divagare sia per mettere in pratica  un suggerimento di San Filippo, cioè che le messe fossero piuttosto brevi che lunghe per non infastidire il popolo.”

Don Rocco si intrattiene volentieri con la gente, ama far battute e mette tutti a proprio agio, in particolare i penitenti. I parrocchiani non ricordano abbia mai tralasciato i suoi compiti e l’ufficio parrocchiale per un solo giorno, così come lo rivedono indossare il suo abito talare e il cappello, “quasi non fosse stato sfiorato dal vento nuovo del Concilio.”

“In realtà – conclude Giannini – egli ha incarnato il Concilio forse più di altri suoi confratelli, perchè ha dimostrato che il vero cambiamento non è quello dell’abito fisico, ma nel rinnovare lo spirito e le coscienze e nel ritorno al messaggio evangelico.

(foto gioiainfo)

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