E LA FELICITA’, PROF? RISPONDE FIAMMA MASTRAPASQUA

Per la rubrica “le giovani recensioni” il gradito ritorno di Fiamma Mastrapasqua, V B del Liceo Classico, che ha recensito il libro “E la felicità prof?”, scritto da Giancarlo Visitilli (Ed. Einaudi), ospite a Gioia del Colle martedì 23 ottobre alle ore 16,30 nell’aula magna dello stesso Liceo Classico. Una esplorazione quanto mai interessante di quell’universo adolescenziale raccontato dallo scrittore attraverso e nella scuola. Buona lettura a tutti e non mancate all’appuntamento con l’autore del libro.
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Giancarlo Visitilli, professore di Lettere a Bari, ci conduce attraverso il suo libro “E la felicità, prof?” tra i muri della scuola alla scoperta delle toccanti storie dei giovani protagonisti così sincere, appassionate, doloranti … Non comuni. Numerosi in questo libro sono i temi attuali come l’amore, la morte, la religione, la malattia, la politica, la legalità e la diversità e altrettanto numerose sono le citazioni e i riferimenti a uomini-simbolo della nostra società: da Don Pino Puglisi a Giovanni Falcone, da Paolo Borsellino a Peppino Impastato. E poi, ironici e commoventi, i ricordi dell’autore legati ai suoi primi giorni di scuola, l’approccio incerto con gli alunni e la paura che cancella con un colpo solo tutte le “teorie socio psicopedagogiche” a lungo studiate perché, si sa, la realtà ti coglie sempre e irreparabilmente impreparato.
Saverio, Luigi, Giacomo, Valentina, Andrea, Giulia, Elias, Nicola, vite all’inizio seguono un percorso obbligato, un cammino del quale, nel tempo, ricorderanno affanni e inciampi, voci e visi di coloro che per un motivo o per un altro avranno influenzato la loro crescita e Visitilli in questo ha un ruolo preponderante.
Le storie di ognuno di loro, simili alle trame di un film, si intrecciano abilmente l’una con l’altra sotto lo sguardo attento e sincero dell’autore-insegnante che, in un contesto istituzionale così importante quale la scuola, rappresenta sicuramente un esempio di professionalità e grande umanità. Una caratteristica molto spesso dimenticata “dietro le cattedre” e magari svilita dall’insegnamento veloce, fine a sé stesso.
L’aspetto assolutamente originale di Visitilli è la sua naturale capacità di trasmettere ai suoi giovani allievi il coraggio e la sensibilità per una vita che, anche alla loro età, può rivelarsi ingrata. Insegna ai ragazzi che un “60 su 100” non deve essere sufficiente per liberarli dal peso della scuola e che la scuola stessa non può usufruirne per liberarsi di loro; i giudizi finali non devono tuonare come sentenze perché, proprio lui stesso afferma: “Nonostante il dubbio mi resti ancora, oggi non desta in me alcuna ansia di fronte a certe
sfilate di prof ingiacchettati e profe agghindate. L’apparenza è l’unica affinità selettiva di certe specie intellettuali. Ha anche un suo profumo.” E un insuccesso in questo campo non significa necessariamente un insuccesso nella vita.
Lodevole da parte dello scrittore è stata l’idea di fondare la cooperativa sociale (non lucrativa) “I Bambini di Truffaut” con sede a Bitritto che si occupa di progetti sociali come i cineforum per avvicinare, giovani e adulti, a tutto ciò che riguarda il linguaggio filmico e non solo. Il nome dell’associazione è dedicato al regista francese Francois Truffaut che, secondo l’autore del libro, meglio di ogni altro ha saputo descrivere il Mondo dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi. Pensa così che la bellezza dell’arte, con le sue poesie, il cinema, il teatro, la musica in qualche modo riuscirà a stemperare le brutture del Mondo. 
A fine lettura si può quasi credere di udire la voce di questi ragazzi che, con tono deciso, ci narrano le loro esperienze, la voglia di cambiare e di credere in una scuola nuova, migliore, contando su quell’entusiasmo che vuole riempire di buoni propositi le crepe delle aule decadenti e dei loro cuori feriti.
E così, forse, il giorno della maturità sarà un bel giorno se una commissione giudicherà un ragazzo idoneo nel proseguire gli studi, ma sarà davvero un Grande Giorno se qualcuno di loro avrà trovato la strada della felicità, nascosta tra le pieghe delle anime raccontate dal professore, che ha insegnato a reagire alle difficoltà e a vivere.
Fiamma Mastrapasqua – V B Liceo Classico