RICORDANDO ANNA MARIA D’ETTORRE

Di seguito alcune delle testimonianze che hanno accompagnato Anna Maria D’Ettorre nel suo ultimo viaggio, lette il 15 gennaio in Chiesa Madre dai suoi amici e dai ragazzi di cui era catechista. [CIAO, ANNA MARIA D’ETTORRE!-video]
Il suo ricordo rifulge al pari del suo sorriso e mentre il tempo – balsamo per la sofferenza – cura la lacerazione del distacco e rende più sopportabile il dolore, Anna Maria torna a rivivere nei progetti di coloro che le vogliono bene.
Se ha un senso vivere ed ogni vita è parte del progetto del grande Architetto, il suo breve “esistere”, il doloroso calvario e il suo precoce addio ispireranno iniziative attraverso cui il suo sorriso continuerà a brillare.
A queste riflessioni si aggiunge il contributo poetico di Marisa D’Elia, sempre pronta a trasformare in parole le emozioni.
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“Te ne sei andata lasciandoci un ultimo regalo: il tuo sorriso. Quello che non hai mai negato a nessuno e che non hai mai perso, nemmeno di fronte alle numerose prove che la vita ti ha riservato.
A noi, però, piace ricordare le esperienze più belle condivise con te, come le attività teatrali, il servizio in parrocchia, la vita di gruppo.
Tu sei sempre stata avanti in tutto e ce lo dimostri anche ora: ci hai lasciato prima del tempo, forse un po’ troppo presto, lasciandoci tutti sbigottiti. Ci chiediamo perché la tua vita sia stata interrotta proprio adesso, pensavamo che avrebbe potuto premiarti donandoti la guarigione, dato che le sofferenze sono state numerose, ma alla fine abbiamo capito che Dio ha bisogno di anime belle e ci sono venute in mente le parole che dicesti durante un incontro di catechesi, quando indicando il crocifisso dicesti: “Cos’è la nostra sofferenza in confronto alla Sua?”
Avevi già capito tutto! Se è vero che siamo nati per amare, non solo hai vissuto appieno questo amore, ma lo hai donato a chiunque incrociasse il tuo cammino.
Sei per tutti un modello di vita, di forza e di allegria che ci ha dimostrato che i veri problemi vanno ben oltre i litigi e gli atti personali e vanno affrontati con dignità.
Ti affidiamo alla Madre celeste, colei che hai sentito accanto sin dall’inizio in questo tuo percorso di malattia, sicuri che amorevolmente ti sta accompagnando mano nella mano verso il figlio amato Gesù. E siamo certi che con ìl tuo sorriso ci guarderai e ci affiderai al padre. Arrivederci, nostra cara dolce amica!”
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“Tutto è iniziato quel sabato pomeriggio di settembre, quando avevamo soltanto 8 anni e intraprendesti un nuovo percorso come educatrice che obiettivamente hai portato a termine con successo fino alla fine, perché non ti sei comportata soltanto come una catechista, ma anche come un’amica che teneva ad essere sempre presente nei momenti più importanti della vita, tu che ci hai insegnato ad amare, tu che ci hai insegnato a pregare, tu che hai sempre creduto in noi senza mai lasciarci soli.
Quanti fazzoletti hai consumato il giorno della nostra prima Comunione, quanti modi per convincerci a partecipare ai campi scuola e alle varie iniziative!
Sei stata sempre per noi l’esempio che affrontava tutto con il sorriso, non riuscivi nemmeno ad arrabbiarti veramente perché il tuo sorriso ti ingannava.
Adesso troviamo conforto tra le nostre lacrime, ricordando quei momenti insieme e dove abbiamo riso, pianto, scherzato ed è così che il tuo ricordo resterà vivo nei nostri cuori.”
“In un angolo del mondo c’è una briciola di prato dove cresce un fiore rosso che non viene calpestato. […] In un angolo dell’uomo c’è una briciola d’amore che può trasformare un mondo che non vuole soffocare:”
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PER TE ANNA MARIA [Marisa D’Elia]