CONCORSO PIETRO ARGENTO SARÁ ISTITUZIONALIZZATO-foto

A sedici anni dal suo “debutto” il Concorso Pietro Argento sarà istituzionalizzato attraverso una convenzione della durata di un biennio stipulata con il Comune di Gioia.
L’atto in fase di redazione premia la serietà e la perseveranza dell’Associazione Lobefaro ed in particolare di Paola Sorrentino, non a torto definita dal sindaco Sergio Povia “un centromediano che va duro sui polpacci”, dalle innate “capacità pressorie” e dalla volontà ferrea.
Il primo cittadino pur complimentandosi non si sbilancia e lascia in “sospeso” il dato più significativo ed atteso: l’importo da destinare alla manifestazione, in quanto “il Comune non dispone di fondi e solo tra aprile e maggio saranno rese note le aliquote di trasferimento dell’IMU”, affermazione accolta con profondo disappunto della direttrice artistica cui servono dati certi per finanziare il concorso, già “in sofferenza” per il simbolico contributo erogato nel 2012 dal commissario Dabbicco.
“Il concorso è una iniziativa di alto profilo – afferma Paola Sorrentino -, lo scorso anno ha portato 140 musicisti provenienti da 25 paesi del mondo tra cui Venezuela, Mongolia, Russia, Cina, dando impulso al turismo culturale e riempiendo bed&breakfast… Senza supporto istituzionale non si va da nessuna parte. L’idea della convenzione, di legalizzare una iniziativa che si conclude a giugno e si riapre a settembre porrebbe fine alla questua annuale… Gioia è una città dura, ci abbiamo rimesso, nonostante il contributo dei privati che ringrazio tutti per aver erogato borse di studio ed aiutato in diversi modi. Il concorso non ha premialità altissime, in realtà i premi sono bassi rispetto ad altre realtà, anche se 300 euro per un concorrente russo equivalgono a uno stipendio. Una fondazione che fa monitoraggio sui concorsi nel prendere atto di ciò e dei nostri 45 concorrenti iscritti nella sola categoria “pianoforte”, si è complimentata per i risultati conseguiti, per l’alta adesione, la serietà e la competenza della commissione giudicatrice, per l’efficienza, l’accoglienza e l’organizzazione che contraddistinguono il Concorso Pietro Argento. La commissione ha un costo e viene pagata subito, così come i premi in denaro, si tratta di un giro conto su cui non si può tergiversare. I concerti, il rimborso spese sono strategie di attraibilità e risultano tra i pochi momenti musicali in programma. In teatro quest’anno non c’è una stagione musicale, c’è prosa, teatro, danza ma la musica non c’è.”
Povia nel suo intervento suggerisce di continuare a sensibilizzare i gioiesi affinché sostengano con borse di studio l’iniziativa.
“Se siamo in tanti, se 300 persone offrono 100 euro ciascuno, o anche 10 euro per ogni gioiese, il concorso è finanziato. Ho tenuto a battesimo la prima edizione, ed in questo mandato con la convenzione di cui non conosco ancora i dettagli, ma sicuramente redatta con cura dall’assessore De Giorgi, il concorso sarà legittimato.”
Nelle retrovie qualcuno contestualmente suggerisce (a bassa voce) di destinare le percentuali previste nel bando della gestione di entrate e tributi a sostegno delle iniziative culturali e dei servizi sociali, lasciando il servizio riscossione all’interno del Comune.
Piera De Giorgi dichiara che si è a buon punto con la convenzione e si sta lavorando sulla promozione del Concorso.
“Siamo al servizio della comunità che cresce nell’incontro con la buona musica. Ho visto come si affina l’attenzione verso un certo tipo di musica, il messaggio va veicolato persona per persona, occorre seminare e aspettare. E’ un lavoro di condivisione, corale…”
La Sorrentino rievoca l’utilità di una consulta e lamenta la scarsa attenzione da parte dei gestori del teatro alla promozione dei concerti di “Legature”.
“Non ho ancora avuto modo di incontrare e fare il punto della situazione con i gestori del teatro. All’ultimo concerto – denuncia Paola – non era stato affisso all’esterno neanche il manifesto! Sono la prima a promuovere gli eventi fuori, Alceste Ayroldi cura in modo davvero egregio la comunicazione, ma questo lavoro lo devono fare i gestori.”
La De Giorgi su questo punto dissente.
“Con ResExtensa vi siete incontrati per la messa a punto dei dettagli tecnici. Ognuno di noi segue di persona, io e Donvito non deleghiamo o per lo meno sollecitiamo gentilmente. Io sono al servizio della comunità, ma sappiamo che il nostro occhio è la cifra di quello che portiamo avanti. Con ResExtensa c’è l’opportunità di aprirsi a tutti. Solo a metà gennaio ha avuto la certezza della gestione del teatro, prima non era titolata a farlo. Nei confronti delle associazioni – conclude l’assessore alla Cultura – sono ottimista, è difficile incontrarle tutte, condividere un progetto. Si fanno cose “con” non contro qualcuno!”
Filippo Donvito, assessore ai Servizi sociali, allo Sport e alla Comunicazione, precisa di essere presente in veste di amico e non di assessore.
“Non ho mai conosciuto qualcuno che abbia tanta determinazione come Paola Sorrentino e Vito Lobefaro. Stiamo lavorando in sinergia con l’assessorato alla Cultura per produrre risultati positivi, la promozione richiede investimenti economici, risorse. Le difficoltà ce le gestiamo all’interno. La politica è spirito di servizio, siamo persone prestate alla politica che mettono le proprie competenze a disposizione della comunità. Piera sta lavorando bene, la convenzione sarà un fiore all’occhiello per la nostra Amministrazione.”
Povia esprime una curiosità in merito all’intitolazione del teatro a Rossini e chiede a Leonardo D’Erasmo, presente all’incontro, di “indagare” storicamente in merito.
In attesa del Concorso cui è possibile iscriversi fino al 18 maggio e che vedrà presidente di giuria il M° Roberto Cappello, l’associazione non resta inoperosa: il 28 maggio e alle porte e il 2 giugno i migliori saranno premiati.
La conferenza stampa di presentazione si conclude tra note dolci – dei bon bon al cioccolato confezionati a mano – e altre meno dolci.
“La musica costa sacrificio ma non dà risultati – confessa ai presenti Paola Sorrentino -, nonostante i nostri cento abbonati, si fa fatica a riempire il teatro in occasione di concerti. L’ultimo concorso a cattedre per docenti di musica risale a 24 anni fa. Per lavorare ed avere serie opportunità di carriera occorre trasferirsi all’estero.”