DIEGO BUTTIGLIONE, GIOIESE, CONQUISTA DIPLOMA AL BOLSHOI

Mentre la “danza” in queste settimane imperversa ed abita il teatro Rossini e Gioia, Diego Buttiglione, diciassettenne ballerino gioiese, conquista a pieni voti il diploma presso il “Bolshoi Ballet Academy” e festeggia con la sua famiglia questo importantissimo traguardo.
Un traguardo raggiunto a prezzo di indicibili sacrifici, lontano da casa e dai suoi cari sin dall’età di dodici anni, impegnato in ore e ore di estenuanti esercizi, con brevi “vacanze” per riassaporare l’aria di casa e riabbracciare papà Leonardo e mamma Silvana, Giorgia, i nonni, gli zii, gli amici di sempre e di nuovo in volo verso i lidi “polari” di una Russia dal bacio glaciale e di algida bellezza.
Il sorriso disarmante è il suo passepartout, come resistere a tanta “italiana” simpatia?
A sedici anni Diego approda al Bolshoi, è il più giovane ballerino europeo, uno dei magnifici sette italiani (due ragazzi e cinque ragazze) ad essere ammesso al prestigioso istituto. A dodici anni è alla Scala, per due anni frequenta il Jeune Ballet de Cannes diretto da R. Hightower, poi l’ingresso al Bolshoi di Mosca.
Nel convitto si studia danza, storia del balletto, danza teorica, russo, inglese, italiano… si è una grande famiglia e si condivide tutto, tranne che
… le borse di studio!
Mentre gli studenti statunitensi e inglesi ricevono sostegni “statali”, per gli italiani ogni costo grava interamente sulle famiglie.
“Ringrazio infinitamente i miei genitori, è solo grazie ai loro sacrifici che ho potuto raggiungere questo traguardo e realizzare il mio sogno, lo Stato non ci aiuta e tanti ragazzi di talento devono rinunciare alle loro aspirazioni…”
“Con i miei amici c’è grande affiatamento, siamo competitivi nella danza, ma c’è tanta solidarietà e affetto tra di noi, il successo di ognuno è il successo di tutti. Di sera non usciamo quas
i mai, non c’è molta vita sociale nella capitale, al massimo si frequentano i pub, abbiamo tutti nostalgia di casa e questo crea ancora più familiarità …”
Quel che più manca a Diego, oltre al calore della sua terra e della famiglia, è la “carbonara” della mamma e le rimpatriate con gli amici, è il caso di Sandro Serafino e Davide Angelillo che già progettano una puntatina in Russia a luglio, per applaudire Diego in occasione della suggestiva cerimonia di consegna del diploma.
Tra gli idoli di Diego, Mikhail Baryshnikov e Rudolf Nureyev, mentre i suoi balletti preferiti sono il Don Chisciotte e l’Arlequinade.
Ad “iniziare” Diego alla danza, precisamente al metodo “Vaganova”, è il maestro Vito Iacobellis del Cent
ro Studi Artedanza.
Nel 2008 fu Iacobellis ad accompagnare Antonio Nicastri e Diego all’Accademia Scaligera per l’ammissione al 3° corso con il maestro Frédéric Olivieri ed ancor oggi Vito segue il suo allievo nei giorni di “vacanza” in Italia.
Nell’estate scorsa Diego ha partecipato ad uno stage a New York, unico italiano (con due inglesi e tre russi) a rappresentare il Bolshoi al gotha delle accademie statunitensi tra cui la Juilliard School. Ad accompagnarlo il maestro Anisimov Valery.
“Il motto del mio maestro è “sangue sudore e lacrime, ma tutto è bello”, e ha ragione! Il mio sogno è danzare e divenire coreografo del NY City Ballet. Gli Stati Uniti investono nella danza e lì, se sei davvero bravo, puoi costruire il futuro”.
Al momento l’unico riconoscimento della sua città è u
na targa consegnata nel corso della Festa della Mozzarella la scorsa estate, ben poco se paragonato al lustro che Diego dà e darà ancora a Gioia, portandone il nome nel mondo.
Vederlo danzare al Rossini, magari con i suoi compagni di corso, potrebbe non essere una “mission impossible”, conoscendo la grande sensibilità di Elisa Barucchieri che di sacrifici per la danza è esperta. Né viene meno la speranza che l’Amministrazione – almeno per una volta – dia prova di concreta attenzione, offrendo al ballerino gioiese una borsa di studio per incoraggiarlo ad affrontare il “Grand jeté” oltreoceano, verso la mitica e costosissima N.Y.
Per Diego Buttiglione la danza “…non è una mera traduzione o astrazione dalla vita, è la vita stessa…” [Henry Havelock Ellis], e quando una scelta di vita si declina in passione e talento, si può conquistare il mondo!