LA FIERA DELL’ESTEMPORANEITÀ IN CONTINUO DIVENIRE
Continua a destar stupore la plasticità di un evento, “Gioia Fiera” in continuo divenire. Non vi è sera che in programma non compaiano news e, di contro, si verifichino cambiamenti “in corso d’opera”, il tutto all’insegna di una sconcertante estemporaneità.
La sera dell’inaugurazione prevista in programma alle 19 (nel calendario) ed alle 20 (nella sezione Arte), la donazione delle venti opere da parte della famiglia Javarone al Comune è sfuggita ai più che, dopo aver lungamente atteso, si sono “distratti” in altre gallerie… delle venti opere, nessuna traccia, neanche “fotografica”.
Lunedì alle 20.30 annunciato il concerto bandistico “fuori programma” per
mercoledì alle 19.30 (poi spostato alle 20.30) nel corso del’esibizione dei Lariulà. Martedì annullato il laboratorio dedicato ai giovani pittori per assenza degli stessi.
Sabato 7 agosto un Burraco (non in programma) ha invaso l’ala delle associazioni e sfrattato tra le altre, anche l’U.T.E., la Pro Loco e gli Amici della Musica.
Lo stesso Burraco si è ripetuto mercoledì 11 agosto, si spera in una saletta più intima.
Nella stessa serata di sabato il concerto dei giovani pianisti dell’Associazione Lobefaro, previsto in zona “orchestrina” si è svolto all’interno della Distilleria, stessa dinamica per lo spettacolo di danza proposto da Giusy De Vivo martedì 10, e tra uno spettacolo e l’altro, qualche stand è anche “scomparso”, è il caso della pittrice Victoria Carrasco.
Nel frattempo se ne sono aggiunti altri di artisti non gioiesi, tra la costernazione di alcuni pittori locali, tra cui Antonio D’Aprile, ai quali non è pervenuto alcun invito ad esporre. Parrebbero anche non essere stati utilizzati i telescopi per vedere le stelle cadenti la notte del 9 agosto, in compenso dopo i Lariulà ha avuto luogo un karaoke da sballo a oltranza.
Nel corso della serata del 10 agosto è magicamente comparso un maxi schermo all’esterno per consentire ai presenti di seguire la partita della Nazionale, mentre all’interno si danzava ed all’aperto Paolo Romano e la Pisto Quartet provavano.
I parcheggi, in prima battuta gratuiti, si sono trasformati in parcheggi ad offerta libera, tra i “parcheggiatori” alcuni “ragazzi” dell’agenzia di pompe funebri dell’assessore Santino Celiberti.
Panico, infine, nella galleria d’Arte, a causa di un infondato, presunto danneggiamento di alcune opere a firma di Maria Mignozzi, le cui tele e foto risultavano costellate di macchie bianche presenti, in realtà, dalla prima sera e “rinfrescate” nel corso della settimana. La voce dello “sfregio” artistico ha allarmato gli artisti e gli organizzatori, i quali hanno sottolineato la necessità di un maggior controllo, ma ad opera di chi non è ben chiaro.
In questa caotica confusione destano tenerezza Serena e Matilde, dolcissime hostess addette alla reception, alle informazioni ed alla vendita dei biglietti per partecipare all’estrazione di un quadro di Javarone, iniziativa finalizzata ad una borsa di studio destinata a chi si cimenterà in ricerche sull’artista. Le due fanciulle, non sempre al corrente dei continui cambi di programma, tentano comunque di tenersi informate e a loro volta gentilmente informare i numerosi utenti.
Un quadro da cui emerge la necessità di un più attento coordinamento e soprattutto di una maggior cura ai dettagli di un’iniziativa, “Fiera Gioia”, di per sé progettualmente apprezzabile, se non fosse per le troppe, destabilizzanti “variabili” in itinere.