25 APRILE 1945, DATA STORICA DA RICORDARE, SEMPRE-foto

Una ricorrenza che dopo 68 anni ritrova freschezza su face book, nelle foto “taggate” da giovani che di quell’epoca conservano un vago ricordo, nelle trasmissioni televisive di qualità (poche, a onor del vero) in cui riecheggiano le voci dei padri della Costituzione, di Pertini, Moro e dei presidenti di Consiglio e della Repubblica che in questa data, con commozione, hanno condiviso i loro ricordi e le loro riflessioni.
Anche Gioia ha avuto per anni un degno rappresentante della memoria storica di quell’epoca, Vittorio Giannico. Oggi un po’ in sordina, al cospetto di pochi, senza quelle scolaresche cui sarebbe bello tramandare il vissuto, si ridepone la corona di alloro e si critica la posizione della fascia tricolore indossata dall’assessore Mariantonietta Taranto.
Una critica più costruttiva forse sarebbe da rivolgere agli amministratori in generale, gli stessi che oggi possono governare grazie a quella “libertà” conquistata a caro prezzo 68 anni fa, molti dei quali assenti e soprattutto indifferenti a tutto ciò che non sia il bando, l’aggiudicazione, la deliberazione del momento. In un regime quale futuro avrebbero avuto?
I protagonisti di quell’eroica liberazione ancora in vita sono pochi, eppur fortemente legati a quel momento storico in cui la conquista della libertà, la fine di una dittatura e di una guerra, aprivano scenari di speranza per gli italiani.
“Posso dirti che in giornate come queste apprezzi ciò che si dà per scontato – dichiara a GioiaNet l’assessore Taranto – … la liberta di agire, di pensare… non é sempre stato così. Stamattina mi ha fatto riflettere un episodio: una ragazzina, neo liceale ha chiesto a sua madre
cosa si stesse festeggiando. Ho sorriso con amarezza, pensando che cerimonie come quelle di stamattina diventano non solo importanti ma fondamentali. Occorre ricordare alle giovani generazioni che quello che loro danno per scontato, é il risultato di una grande lotta e questo anche per evitare che gli errori del passato possano essere ripetuti. Se si pensa, poi, che ancor oggi ci sono nel mondo regimi totalitari vengono i brividi… Non si può prescindere da certi valori, come il rispetto della libertà altrui… ogni adulto che si voglia definire tale, ha la responsabilità oltre che il dovere di spiegare questo ai propri figli e nipoti!”.
“L’esempio più importante che va mutuato da questa ricorrenza – conclude la Taranto – è che al di là delle varie ideologie si sia uniti contro quei regimi che trovano la loro forza nella violenza e nell’annientamento delle libertà e dei diritti fondamentali dell’uomo. Questa è la festa di tutti noi italiani, questi sono i valori per cui è importante lottare da sem
pre e in cui bisogna credere”.
“Leggo sulle bacheche di tanti amici che non ha più senso festeggiare il 25 aprile – afferma Giovanni Orfino -, capisco il loro malcontento, ma non condivido quest’idea di rassegnazione. Non è arrendendosi che si risolve il problema. Sarà che per mia natura sono ottimista, ma credo che prima o poi usciremo da questo “pantano” morale, oltre che economico, nel quale siamo scivolati. Sottolineo, anzi, l’aggettivazione “morale” perché assistiamo quotidianamente ad un declino dei valori che hanno caratterizzato negli anni la nostra “italianità”.
Siamo governati da chi non è in grado di fare nulla e che, peraltro, appartiene a quella generazione che ha portato alla rovina l’Italia, ne ha prosciugato le casse ed oggi vive a spese di un’altra generazione, la nostra, che prende in giro, offende ed alla quale ha tolto il “diritto” a pianificare il proprio avvenire. Questa amara constatazione, tuttavia, non deve portarci ad abbatterci e rinunciare a sperare in un futuro migliore.A chi scrive che oggi ci vorrebbero dei veri partigiani rispondo che, in realtà, ci sono. I veri “rivoluzionari” sono quelli che, nonostante tutto, non si piegano ai “canoni” di questa società e, a schiena dritta e testa alta, vanno avanti. Sono quelli che la mattina si alzano per andare a lavorare (magari sottopagati), che fanno ricerca, che pagano le tasse, che fanno associazionismo ed aiutano il prossimo…sono quelli che, anche se stanno bene, si incazzano se vedono che per gli altri non è così. Questi sono i veri partigiani e, ne sono sicuro, prima o poi vinceranno”.
Scatti fotografici della manifestazione a cura di Mario Di Giuseppe che ringraziamo per la consueta collaborazione.