POVIA E TRIBUTI. “IL REFERENDUM? UNA PAGLIACCIATA”-video

Nessuna risposta alle mozioni presentate in Consiglio comunale in merito alla pioggia di accertamenti operati sui pagamenti della Tarsu 2002 dalla Ce.r.in. – società a responsabilità limitata di Bitonto “promossa” dalla commissione formata dall’ing. Bartolomeo Laruccia, dai dottori Giuseppe Lopopolo e Franco Demattia e dal funzionario Michele Galasso. (AGGIUDICATA GARA TRIBUTI. NON HA VINTO IL MIGLIOR OFFERENTE)
E questo nonostante la S.p.A Aipa di Milano per lo stesso servizio avesse offerto uno “sconto” del 21% (in percentuale la gestione del servizio sarebbe costata alle casse comunali 21 euro al posto dei 100 che pagherà alla Ce.r.in.)
Esternalizzare servizi che portano linfa vitale alle casse del Comune, sottraendo risorse che potrebbero essere destinate a bisogni più urgenti dei cittadini, sia in termini di servizi che di sussidi e occupazione, è una scelta che oltre 8.300 gioiesi non accettano, tanto da appoggiare il Comitato referendario e chiedere a gran voce il Referendum.
Il sindaco Sergio Povia, nell’intervista rilasciata ad Anna Larato per Telemaig, come in quella della Gazzetta, non esita a definire questa iniziativa una “pagliacciata” in quanto una delibera di Giunta non può – a suo dire – essere oggetto di Referendum.
Per il sindaco gli 8.300 firmatari sono elettori vicini all’opposizione, e pertanto “funzionali” al discredito – se mai ce ne fosse bisogno – dell’operato della sua amministrazione.
Nessuna delle proposte avanzate in Consiglio comunale ha scosso la sua ferma decisione di “non retroceder
e di un millimetro” e valutare le domande di trasferimento dei dipendenti per “rimpolpare” l’ufficio Tributi, a nulla sono valsi gli inviti al buon senso, ovvero ad attendere la decisione della commissione che valuterà l’ammissibilità del Referendum, né le interpellanze e le prese di posizione dei consiglieri non allineati.
Un atteggiamento che inevitabilmente nutre quelle tensioni sociali che il primo cittadino addebita ai suoi detrattori, in realtà scaturite dalla volontà di “dettare legge” e non tener minimamente in conto le proposte dei consiglieri eletti e intimidire, anche con il ricorso alla querela, il dissenso.
Aprono la video-intervista di seguito proposta, gli interventi di Franco Gisotti, Vincenzo Lamanna, Lucio Romano ed Enzo Cuscito.