BOATI LITORALE IONICO, E NON SOLO. CONTINUA IL MISTERO
“Su richiesta del primo cittadino di Policoro, Rocco Leone, si è tenuto nella mattinata di martedì, presso la sede comunale, un incontro con il comandante del 36° Stormo, Colonnello Pilota Vito Cracas, finalizzato a comprendere meglio un fenomeno che nei mesi scorsi ha destato non poche preoccupazioni tra la popolazione (LITORALE IONICO. AVVERTITI TRE FORTI BOATI. È MISTERO). Alla presenza di Amministratori dei Comuni di Tursi, Scanzano e Pisticci, il Col. Cracas ha illustrato le attività dell’Aeronautica Militare, spiegando che, quando si effettuano gli addestramenti in supersonico, i piloti dell’Aeronautica non provocano emissioni sonore lesive in quanto è impedita la discesa al di sotto degli 11 km di altezza e, pertanto, non è possibile provocare forti boati.
Tra l’altro, non tutte le attività addestrative svolte dal 36° Stormo avvengono in “supersonico”.
A riprova di quanto esplicitato, velivoli hanno effettuato, alle ore 12.00, nell’a
mbito di un’attività di addestramento, una dimostrazione pratica nella zona di Policoro.
“In un’ottica di reciproco rispetto tra gli Enti – dichiara il primo cittadino di Policoro, Rocco Leone – abbiamo cercato di avere quest’incontro con l’Aeronautica Militare, recepito immediatamente dal Colonnello Cracas”. “I Militari dell’Aeronautica sono stati esaustivi nel comunicarci le loro attività che nulla hanno a che vedere con i forti boati che hanno spaventato le popolazioni dell’intera fascia metapontina”.
“Continueremo a investire le altre istituzioni sulla vicenda chiedendo delucidazioni anche al Centro Antisismico della Protezione Civile regionale”.
Il mistero però resta e i boati non cessano. L’ultimo, fortissimo, nella notte tra lunedì e martedì intorno alle 4,30. Un botto che ha fatto sobbalzare dai propri letti molte persone. La provenienza? Sconosciuta”.
(fonte emmenews)
Nessun jet supersonico, nessun bang sonico, o “fog cannon” dell’Ilva. La causa di questi boati potrebbe essere la stessa che i sismologhi hanno individuato a Vittorio Veneto – Treviso, nel 2010…
“….La causa di questi fenomeni sarebbe dunque legata ai flussi sotterranei di acqua e alla natura carsica del territorio: la rottura improvvisa di rocce per la pressione dell’acqua e i colpi d’ariete, sempre dovuti alla pressione dell’acqua che scorre sotto terra, sarebbero dunque all’origine dei boati e delle vibrazioni avvertiti dalla popolazione e registrati dalle apparecchiature. Un fenomeno che, come nel 2003, si collega alle abbondanti piogge cadute nell’autunno scorso. «Inizialmente questa ipotesi era stata scartata – ricorda l’assessore Mario Rosset – ma ora con i dati forniti dagli strumenti si è giunti a questa conclusione che si lega alla forte piovosità dell’autunno. I tecnici oggi hanno parlato di “idro-clac”, ovvero rottura di rocce dovute alla forte pressione dell’acqua»….(https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=592933827417419&id=110477015663105).
