REFERENDUM ‘GIUSTIZIAGIUSTA’, “UN SUCCESSO INASPETTATO”
“Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungersi nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa. Gli occorrono, quindi, esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica per perseguire l’obbiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di para-giudice. Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti. Contraddice tutto ciò il fatto che, avendo formazione e carriere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e Pm siano, in realtà, indistinguibili gli uni dagli altri. Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell’indipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalità dell’azione penale, desideroso di porre il Pm sotto il controllo dell’Esecutivo. E’ veramente singolare che si voglia confondere la differenziazione dei ruoli e la specializzazione del Pm con questioni istituzionali totalmente distinte.” (Giovanni Falcone, La Repubblica, 3 ottobre 1991)
Una giustizia che va riformata, che garantisca ogni cittadino a prescindere dalla sua collocazione politica. Una giustizia che dia la possibilità a
d ogni cittadino di affrontare un processo sicuro della imparzialità e della competenza di chi dovrà giudicare, ma nella certezza che ove il magistrato sbagli, per sue negligenza, paghi personalmente.
Su, e per, tutto questo, Vincenzo Lamanna e Giovanni Mastrangelo insieme al PDL, hanno voluto fortemente organizzare anche a Gioia del Colle, una raccolta firme sui sei referendum “#giustiziagiusta” proposti dai radicali.
Il 1 settembre 2013, in una domenica di fine estate con oltre 30 gradi di temperatura e i gioiesi ancora in ferie, in Piazza Plebiscito, sono state raccolte quasi 1176 firme per i 6 referendum.
“Un successo oltre ogni aspettativa – dichiara alla nostra Redazione Vincenzo
Lamanna –, se lo si paragone alle 650 firme raccolte a Bari nella giornata di sabato 31 agosto. Di certo non sono mancati i problemi organizzativi, vista la carenza di moduli presso l’ufficio elettorale del nostro comune, e per questo ho dovute chiedere e ritirare alcuni moduli al comune di Bari. L’impegno per la raccolta era ed è doveroso verso un sistema di giustizia che deve essere necessariamente modificato, come più volte promesso dalla politica ma mai realizzato. Mi spiace che in molti non abbiano compreso il senso di questi referendum. Alcuni cittadini credevano fosse un modo per salvare Berlusconi, ma tutto ciò non corrisponde al vero. Vorrei infine ringraziare di cuore tutti i cittadini che spontaneamente si sono recati al nostro punto di raccolta per sostenere l’iniziativa. Una raccolta che proseguirà domenica prossima, sempre in Piazza Plebiscito, se arriveranno altri moduli“.
Mentre per Giovanni Mastrangelo, consigliere e capo
gruppo comunale del Pdl: “La sottoscrizione referendaria è lo strumento di massima partecipazione popolare nonché strumento di democrazia indispensabile a disposizione di ogni cittadino. Lo ritengo un dovere civico al quale ognuno deve rispondere con coscienza ed a prescindere dall’appartenenza politica. L’organo politico deve poi uniformarsi a quella che è la volontà del popolo e non come in passato disattenderla (vedi primo referendum sulla responsabilità dei magistrati che è rimasto del tutto privo di conseguenze). Personalmente ci sono alcuni quesiti che non condivido e non voterò favorevolmente ma, quelli sulla giustizia li voterò tutti con convinzione atteso che anche i magistrati devono pagare di tasca propria quando commettono errori gravi. Non devono pagare i contribuenti per conto loro. E, la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti, costituisce il pilastro su cui deve fondarsi un processo equo nel quale il giudice deve essere terzo rispetto all’accusa ed alla difesa. Questo è quello che ci impone la nostra costituzione. Oggi le cose non vanno così”.
A differenza di altri referendum grande assente la sinistra locale. Di cosa ne pensi di questi referendum, al momento, resta un mistero.
