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“IL GIOCO DELLA SCENA” SPETTACOLO DA APPLAUSI-foto

il gioco della scena a padre semeria

il gioco della scena a padre semeria Una serata emozionante e suggestiva quella di venerdì 13 settembre, in cui gli ospiti della casa protetta “Padre Semeria” hanno dato vita ad un spettacolo teatrale “Il gioco della scena” a cura di Annalisa Ritucci e Antonella Amodio, accompagnate dall’impeccabile regia di Filippo Masi e dal prezioso supporto del tecnico del suono Luciano Covelli.

Con la complicità di una fresca serata di fine estate, la rappresentazione si è svolta nell’accogliente giardino della struttura, gremito da parenti e amici curiosi, orgogliosi ed emozionati nel vedere i loro cari protagonisti sulla scena.

Cala il silenzio, presenti sul palco gli anziani accompagnati da operatori e volontari: Angelo Anelli, Loredana Angiulli, Nica Bux, Nietta Capodiferro, Mariella De Caro, Anita Masi, Carla Montinaro affettuosi e amorevoli nel condividere questa esperienza con gli ospiti del centro, metafora del prendersi cura dell’alil gioco della scena a padre semeriatro.

Lo stesso Filippo Masi sul palco interpreta i versi di Tonino Bello “Gli uomini sono angeli con un’ala soltanto, possono volare solo rimanendo abbracciati”.

Partecipe alla rappresentazione teatrale anche la giornalista Irene Galatola che si è esibita in leggiadri passi di danza trascinando il pubblico in un’atmosfera suggestiva.

Lo spettacolo procede con la lettura di versi d’autore e le musiche di Einaudi, Danilo Rea, Sergio Cammariere, Noa e Malika Ayane.  

Ma il gioco della scena può portare leggerezza? E così che ogni anziano legge su dei fogliettini colorati una frase riguardante la leggerezza in sottofondo le note di “Somewhere over the rainbow” e tanti palloncini colorati fanno sognare il pubblico ricordando che “da qualche parte sopra l’arcobaleno ci sono i sogni che hai fatto….i sogni diventano realtà”.

Commovente il finale in cui gli ospiti del ceil gioco della scena a padre semeriantro, insieme agli operatori, liberano nel cielo dei palloncini bianchi, simbolo di speranza e libertà, accompagnati dai versi di Olivenstein: “Felici quelli che invece di accartocciarsi vogliono approfittare della vecchia … I sentimenti, le sensazioni e le emozioni provati in vecchiaia sono gli istanti privilegiati di una metamorfosi, di un’esperienza dei sensi che esplora il qui ed ora”.

Un laboratorio espressivo – corporeo che ha permesso agli ospiti della casa di cura di mettersi in gioco impegnandosi in una attività favorevole al rispetto reciproco, al consolidamento dell’autostima, a mantenere il contatto con la realtà, a prevenire la depressione e ridurre la solitudine.

Purtroppo, nell’attuale società dove domina una concezione produttiva, l’anziano viene relegato ai margini perché considerato una figura improduttiva, invece è bene considerare l’anziano come un valore prezioso da proteggere, fonte di saggezza per l’intera comunità, ed è quello che l’attività teatrale promossa dalla casa di cura ha voluto far trasparire.

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