PD: PROGRAMMA CANDIDATO GIOVANNA MAGISTRO
Riceviamo e pubblichiamo.
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“Rinnovare per cambiare: la bellezza dell’impegno”
“Cara Giovanna, parla della sinistra. Il congresso è anche questo, mi raccomando. Quanto a (…), purtroppo quando si sono assaggiati il potere e la fama non si è più capaci di tornare indietro, costi quel che costi: è una delle insidie che pullulano dappertutto. Non c’è più Cincinnato, e quando è così Roma non potrà mai diventare grande. Franco Cassano”
E mi sono ricordata di una citazione: “gli uomini non potranno mai essere liberi, perché sono deboli, pieni di vizi, inconsistenti e sedizioni” (F. Dostoevskij, I fratelli Karamazov) .
Inizio così. Perché le parole sono magiche. Impegno, per esempio, è una parola magica.
Ed è la piccozza ideale per rompere il muro di reticenza e di indifferenza che è stato edificato anche in queste ultime settimane, da “quella” politica abituata a contare le tessere.
L’impegno invece è “questa” politica che vuole superare l’ultimo ventennio, che vuole andare oltre l’idea che per essere eletti bisogna avere denaro e potere. Magari non capire nulla di politica.
Indignatevi, se ne siete capaci. Dico a voi, assemblea degli iscritti del PD.
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Ci attende una fase molto impegnativa, che non finisce qui. Nelle settimane precedenti sono stati tanti i tentativi di trovare intese non per una politica dell’ ‘inciucio’ ma della possibile alleanza. Ci sono stata anche io. E’ prevalsa sempre e comunque la politica delle poltrone, da ogni punto di vista.
E allora la scelta di un segretario non si basa sugli stessi criteri validi per tutti. C’è chi sceglie di lavorare su una personalità capace solo di garantire delle posizioni privilegiate. Nessuna alternativa reale di cambiamento, credibile fino in fondo.
Credo fermamente, invece, nella necessità del cambiamento e del rinnovamento, e per questo motivo ho espresso in maniera chiara, trasparente, in ogni occasione ufficiosa o ufficiale la mia volontà di non ritirare la candidatura, per quel senso di responsabilità che ritengo debba appartenere a chiunque scelga di offrire il proprio contributo a servizio del futuro del partito.
Nessuna mozione unitaria è stata possibile. Perché non era necessaria.
Oggi più che mai fare il segretario o la segretaria, vuol dire essere una persona capace di rispettare le sensibilità rappresentate all’interno del partito, capace anche di proporsi come scelta all’interno del panorama politico del rinnovamento.
Il PD ha bisogno di seguire in questa cruciale fase delle regole e delle argomentazioni che si basano sulle idee da confrontare all’interno del proprio territorio, ma forte di un’apertura all’esterno e a tutte le anime che si sentono rappresentati dalla bandiera del Partito Democratico.
Ci sono alcuni che non comprendono questa decisione, impedendo la possibilità di un vero ricambio generazionale.
Ogni candidato alla segreteria dovrebbe confrontarsi in merito all’idea che ha del partito, e del partito radicato nel territorio. Il senso di responsabilità ritengo debba essere l’elemento portante del nostro agire per riuscire a rilanciare l’identità politica del PD di Gioia del Colle.
E se di Amministrazione dobbiamo parlare, perché lo so che volete parlare di questo, parliamo allora di un Partito che vuole essere protagonista di un’alternativa di governo fondata sulla politica sociale, sulle azioni finalizzate al miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, ambientali e culturali, perché tali interventi sono in grado di affrontare in modo integrato problemi di vivibilità urbana e disagio di ‘vivere’.
Le vicende amministrative che si sono susseguite nel nostro Comune hanno richiesto l’impegno politico di tutti per riuscire a superare le situazioni più critiche. Ma c’era solo il PD ad alzare la voce. E non sempre il PD delle poltrone, sia chiaro.
Non ha mancato, la segreteria e il coordinamento, in azioni di rilancio della politica locale e dell’agire amministrativo: affermando che restava indispensabile indicare delle modalità operative e tempistiche per tramutarle in azioni politiche.
Anzitutto, il partito ha indicato un cronoprogramma sottoposto a Sindaco e maggioranza: avviare l’adozione del Piano Triennale Anticorruzione; la ripresa dell’iter del PUG; avviare criteri di discontinuità con l’attuale gestione dell’UTC; una ricognizione puntuale della Pianta organica del Comune per operare, ove possibile, la rotazione del personale; una revisione delle aliquote fiscali per una riduzione delle tasse in favore delle fasce più deboli.
Il partito aveva espresso la propria contrarietà ad ipotesi di privatizzazione del servizio tributi e ha richiesto l’annullamento della delibera sulla ri-perimetrazione di Lama San Giorgio Giotta.
Non è mancato un forte richiamo al rapporto tra etica e politica, che non esula dalla sfera della moralità dell’agire politico.
Al tempo stesso, se il partito ha deliberato la decisione di uscire dalla maggioranza dopo l’approvazione di provvedimenti contrari al dettato del partito, resta che i due consiglieri e l’assessore Masi non si sono ancora allineati con la maggioranza che componeva il partito.
E, quindi, oggi affronteremo un congresso che diventerà una conta autoreferenziale e sui posizionamenti dei singoli. Rotture, campi di scontro tra ‘quelli di ieri’ e ‘quelli di oggi’.
Ma del domani chi parla?
C’è un deficit dichiarato di rappresentanza politica nel PD. E nessuno vuole pagare i costi del cambiamento, continuando ad essere alleati e complici dei costi più alti che paghiamo tutti noi, che sono i costi della conservazione. E i luoghi della decisione pubblica restano ancora in larga parte nelle mani di una “vecchia guardia” che guida con lo sguardo fisso nello specchietto retrovisore.
Ma una parte numerosa seppure sottorappresentata è determinata a cambiare, perché il mondo è cambiato e non tornerà più come prima. Se noi non denunciamo questa nostra realtà, non saremo mai in grado di aprire lo sguardo a problemi più generali, che alludono alla comunità politica alla quale tutti apparteniamo.
Siamo tanti qui oggi, e siamo sempre pochi che ci impegniamo tutti i giorni nel PD. Non vi ricordo tutti!
Una ‘riserva indiana’ non potrà mai cambiare il sistema, potrà al massimo spaventare qualcuno, spaventare la gerontocrazia oligarchica, drogata dai suoi privilegi e dalla facoltà di barattare i nostri diritti con il proprio benessere.
Dirigenti politici sempre più lontani dalla militanza politica. Come possono avere una visione di società se non hanno una visione di partito, e viceversa?
La politica che non possiamo più accettare, anche nel PD, è quella della propaganda con cui ci avveleniamo ogni giorno, a reti unificate, della bancarotta e dei collusi con la mafia, della guerra dei vecchi e dei nuovi politici.
La vera politica deve essere autorevole, credibile, trasparente.
I giovani, che non ho mai nominato volutamente, come dice il sociologo Alessandro Rosina, “sono maggiormente incentivati ad essere autonomi, pienamente attivi e protagonisti del loro futuro”. Si desume, quindi, che il cambiamento agognato non può essere subìto più dalle giovani generazioni, ma dalle stesse deve essere indotto prima e condotto poi.
Ci dobbiamo credere. Avere fiducia e speranza. E quelli che rifiutano la speranza, che esa-sperano, che potrebbero preferire l’esercizio della corruzione, a loro io rispondo con un sorriso e con parole di buon senso.
Punti programmatici:
1) Amministrazione locale
Il vero banco di prova, ovvero le amministrative del 2012. Partiamo dai risultati. Dalla decisione del coordinamento di circolo deliberata la sera del 26 settembre 2013. Cosa fare?
– a) Suggellare il passaggio definitivo all’opposizione dopo conseguente risposta/verifica dei livelli provinciali sulla situazione attualmente ‘congelata’ delle posizioni dei due consiglieri e dell’Assessore Masi. Valutare se chiedere nel frattempo (considerando con i vertici attuali i tempi del congresso provinciale e la durata dell’iter procedurale che fa capo ai Garanti del Pd) a consiglieri e Assessore di esprimere le proprie cariche, e conseguenti decisioni nelle aule delle adunanze, a titolo personale.
– b) Aprire un breve tavolo di discussione interna al partito, condividere e sottoscrivere un documento nel quale si chiede al Sindaco Povia di azzerare l’attuale Giunta e aprire una verifica politica a tempo. Occorre ridefinire l’azione complessiva sulla base di punti programmatici ben definiti anche nel tempo.
Conditio sine qua non del Pd per esprimere il voto di fiducia a questa maggioranza sarà l’azzeramento della Giunta e la verifica politica.
2) Rapporto Pd-Governo di città
Vogliamo promuovere a livello territoriale una cultura del limite della politica nella gestione e nella direzione della cosa pubblica, disegnando i confini oltre i quali, la politica deve lasciare completamente il campo a metodi meritocratici di selezione della classe dirigente.
Il percorso di forte rinnovamento vuol dire anche non ricandidare le stesse persone, misurare le personalità politiche solo rispetto ai risultati conseguiti e giudicarli solo su quei risultati.
Un rinnovamento è credibile quando non solo è generazionale ma è nelle proposte.
Il rilancio del territorio passa dai temi della Città: da quello economico allo sviluppo dei nuovi nuclei insediativi e produttivi, alla vivibilità urbana, alla presenza di adeguate infrastrutture e servizi essenziali per la qualità della vita e la salute dei cittadini.
Il consumo di suolo non è più il tema centrale della Gioia di domani! Lo sono invece la rigenerazione urbana, il decoro della nostra città, la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, in particolare salvaguardando la vocazione storico-culturale e produttiva delle aree.
Gioia, in posizione geograficamente favorevole, deve interagire strategicamente con i territori confinanti. Creando un network operativo che adotti scelte comuni o condivise in materia di programmazione urbanistica e sviluppo economico.
3) Rapporto Pd-Città e territori
Dopo il fallimento di una politica rinchiusa in un localismo che esasperava le proprie tradizioni e che ha circoscritto il nostro territorio ai suoi confini naturali è arrivato il momento di cambiare il passo. Puntiamo su un progetto di Città che si confronti con modelli virtuosi anche europei mutuando le migliori pratiche che riguardano ambiente, sviluppo sostenibile, uso corretto del territorio, innovation technology, servizi alla persona e cultura.
Lavoreremo per coinvolgere i cittadini (che purtroppo non partecipano in tanti agli eventi e alle discussioni sulla nostra città) e capire quali sono i loro bisogni e cosa chiedono al Pd.
La nostra alleanza sarà poi con i tanti circoli del Pd e le tante forze vicine a noi che esprimono delle eccellenze nei loro territori.
4) Rapporto Pd-Iscritti e simpatizzanti
Ciascuno di noi deve avere il coraggio di dire, in maniera schietta e sincera, quanto tempo può investire nell’attività politica del partito.
Non vogliamo condizionare nessuno ma non possiamo pensare che ci siano semplici iscritti che dedicano al partito più tempo dei propri dirigenti.
Se vogliamo chiedere dobbiamo essere disposti a dare.
In un partito come in qualsiasi organizzazione c’è da rimboccarsi le maniche.
Dobbiamo poi tornare alla programmazione di un agenda settimanale e mensile che ci permetta di organizzare per bene e rendere ancora più efficiente ed incisiva la nostra azione.
A questo proposito è importante che, oltre la figura del Segretario, ci sia la figura di un ViceSegretario-Coordinatore organizzativo delle tante attività interne ed esterne. Che si occupi di allargare la base dei militanti e degli iscritti al partito, a partire dall’intercettare il ‘nuovo’ che viene dal popolo delle primarie.
La centralità di ogni iscritto diventa un punto dirimente per la nostra crescita: ASSEMBLEE, FORUM, RIUNIONI, ma anche suggerimenti individuali da ascoltare e recepire per risolvere problemi collettivi.
5) Rapporto Pd-Alleanze
L’autonomia del futuro gruppo dirigente ci darà la forza di mettere al centro del tavolo il PROGRAMMA e di lavorare sulla base di esso e degli obbiettivi che ci diamo come ALLEANZA.
Il dibattito in corso a livello locale e nazionale sulle larghe intese ci ha chiaramente dimostrato che è un’alleanza che non regge. Andiamo quindi oltre. Oltre il politichese e le ombre del passato: abbiamo fame di trasparenza. Oltre le incertezze e le chiusure del passato: abbiamo fame di apertura. Oltre i comitati elettorali e le scelte prese altrove: abbiamo fame di partecipazione democratica. Oltre la possibile riproposizione di contrapposizioni interne datate a prima della nascita del PD: abbiamo fame di cambiamento.
Altri punti che riteniamo importanti per un Pd che sa rinnovarsi:
GIOVANI DEMOCRATICI
Il perno politico del rilancio del nuovo gruppo dirigente saranno i giovani. Un loro impegno attivo e responsabile darà realmente senso alla parola rinnovamento.
QUOTE ROSA
Il nostro statuto ci offre l’opportunità di dare spazi nuovi alle donne in politica. Non dev’essere solo un fatto simbolico ma di reale crescita politica. L’abbiamo dimostrato e continueremo ad affermarlo in futuro.
FORMAZIONE QUADRI
La formazione dei nuovi quadri dirigenti e di quelli già presenti ci consentirà di avere il vantaggio competitivo e di preparazione tecnico-amministrativa adeguata alle sfide del futuro. Una formazione più legata al funzionamento della macchina organizzativa, in grado di formare dei buoni amministratori della cosa pubblica, prima che degli abili politici. I due aspetti devono necessariamente tenersi bene insieme.
AUTOFINANZIAMENTO e FESTA DEMOCRATICA
Tutti devono contribuire, in termini economici, al funzionamento del nostro partito. Ciascuno per il suo. Gli assessori e i consiglieri, in primis, devono dare l’esempio cosi come previsto da Statuto. Chi ricopre incarichi politici deve lasciare un contributo obbligatorio che non ammette deroghe.
Costituire con largo anticipo un Comitato di volontari per la Festa che possa elaborare un’idea differente della stessa e anticipare le tante associazioni e comitati con una proposta progettuale nuova, in grado di incrementare sia la consistenza della raccolta fondi, sia la qualità degli spettacoli e dei dibattiti. La Festa diventa cosi un ulteriore momento di coinvolgimento attivo di nuovi e vecchi militanti.
STRUMENTI E RINNOVO SEDE
La sede di un partito è il luogo fisico in cui ci si incontra. E’ anche il luogo in cui iscritti e simpatizzanti possono ritrovarsi spontaneamente per discutere di politica e socializzare tra di loro.
Rendere fruibile la sede dal punto di vista degli strumenti a disposizione (computer nuovo, ordine in segreteria, sistemazione sede, etc) per iscritti e simpatizzanti è un importante tassello per perseguire gli obbiettivi che vogliamo darci.
Il cambiamento della sede in una più funzionale, è una delle prime opzioni da considerare dopo l’insediamento del nuovo gruppo dirigente.
Giovanna Magistro
