PRIMARIE. LAVARRA: “PD NELLE MANI DI MERCENARI?”
Riceviamo e pubblichiamo.
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“La partecipazione di esponenti di altri raggruppamenti politici al voto delle primarie del Pd suscita comprensibilmente reazioni vivaci e contrastanti.
C’è chi giudica questa partecipazione un allargamento positivo e pienamente rispettoso del regolamento, chi la considera alla stregua di un condizionamento persino inquinante.
E’ avvenuto così più o meno dappertutto, a Bari ha votato chi ha nel suo passato militanza missina e squadrista.
La mia opinione è che il fenomeno non deve portare a trascurare l’elemento di fondo. Ovvero che in una fase di crisi della politica e di sentimento antipolitico la partecipazione generale che si è registrata è fatto di enorme importanza.
Quanto al merito io penso che le regole vadano sempre rispettate (magari impegnandosi poi a cambiarle, ma quando sono in vigore rispettarle).
In questo caso quel tipo di partecipazione è perciò pienamente “legale”.
Naturalmente questi “volontari” della democrazia partecipata sanno o dovrebbero sapere anche che con la sottoscrizione della dichiarazione di intenti al seggio si sono impegnati a sostenere il Pd. Quindi a sciogliere la loro appartenenza ai precedenti gruppi politici cui aderivano. Così dovrebbe essere “a rigore”.
A meno di intendere le primarie del Pd come il classico tram su cui salire e scendere alla bisogna.
E se il fine è di condizionare per esempio la dinamica amministrativa con partecipazioni occasionali ne deriverebbe un problema davvero serio.
Vedremo cosa accadrà dunque nei prossimi giorni nella geografia politica ove questo si è verificato.
Queste situazioni presentano infatti un alto grado di criticità. Si possono avere differenti posizioni su tutto, ma il Pd è uno. Se invece, in circostanze particolari, diventa terreno di incursione strumentale, chi crede nel vero Pd che sarà portato a fare? Il figlio di un Dio minore che lascia il Pd nelle mani di mercenari?”
Enzo Lavarra
