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NEL PAESE DEI “BUCHI” IN ARRIVO LA CASA DELL’ACQUA

Casa-Acqua

giardini paolo VI Con determina n.1001 del 14/11/2013 a fronte di una presunta spesa “viva” di € 2.600,00 i.v.a.compresa – “2.000,00 per la realizzazione della platea di sostegno e delle opere necessarie ad addurre, in prossimità del manufatto, il carico dell’acqua e l’energia elettrica, nonché presumibili € 600,00 per l’installazione dei contatori di energia elettrica ed acqua intestati al fornitore” -, il Comune ha concesso alla società ANYAQUAE S.R.L. Unipersonale, di Brescia la possibilità di gestire per suo conto, presso i giardini di Paolo VI (più in là anche in altre zone della città), “il servizio di fornitura e gestione di impianti di erogazione d’acqua pubblica naturale refrigerata e frizzante refrigerata, dotato delle più avanzate tecnologie e caratterizzato da un innovativo inserimento nel contesto ambientale”.

“La proposta tecnico-economica” prevede la fornitura di una casa dell’acqua, “per un periodo di 6 anni rinnovabili”, senza apparenti costi e responsacase dell'acquabilità per il Comune.

Infatti la società installerà a proprie spese un prefabbricato (casa dell’acqua), comprendente l’impianto di filtrazione, refrigerazione, gasatura e erogazione; si accollerà, inoltre, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la fornitura d’acqua, di energia elettrica e ricarica di CO2 per tutta la durata del contratto.

A fronte di tanto impegno (anche economico), unico “guadagno” quello riveniente da minimo 25 sponsor annuali. Solo nel caso la società non riuscisse a trovarli, potrà tenere per sé l’intero incasso giornaliero (5 centesimi per litro di acqua), altrimenti devoluto all’Amministrazione.

In sintesi: spesa una tantum per il Comune di 2.600,00 euro, per la società comodato d’case dell'acquauso gratuito per sei anni, nessuna tassa “comunale relativa alla struttura e alla programmazione pubblicitaria su video o affissioni”, in cambio di “spazi video gratuiti per la comunicazione istituzionale” dell’Ente e acqua venduta a 5 centesimi il litro, il cui ricavato andrà alla ANYAQUAE S.R.L. se non troverà “un congruo numero di sponsor”.

Dopo quanto letto, sorge spontanea una domanda: un’azienda privata può erogare acqua al pubblico? La stessa acqua già erogata ai gioiesi dall’Acquedotto Pugliese, ritenuta ottima sin dalle fonti e sottoposta in più punti del territorio a severi controlli? E, in questo caso,la depurazione della ditta in cosa consiste? E’ davvero necessaria?

Un’impresa che si spera non si riveli – leggendo tra le postille contrattuali – il classico “buco nell’acqua, oltre che a perdere”!

Ironia della sorte, in altre località a noi vicine, c’è un partito, il Pd, che si oppone a questa scelta. Mentre a Gioia, di contro, la avalla con  il suo assessore e parte dei suoi consiglieri. (http://www.pdvalenzano.it/2013/09/20/il-buco-nellacqua-della-giunta-lomoro/)

Per scaricare la Determina, clicca qui.

 

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