INCONTRO TARES. POVIA, CONTESTATO, PERDE LE STAFFE-foto
Nel metodo e nel merito un incontro che passerà alla storia, quello organizzato sulle “Cartelle Tares” da “GioiaNet – la voce del paese” domenica, 12 gennaio, in un affollatissimo teatro Santa Lucia, con grande e generoso senso civico, concesso a titolo gratuito da Luigi Scaramazza.
Centinaia di cittadini hanno preso d’assalto il teatro, desiderosi non solo di comprendere i perversi meccanismi e gli errori tecnici che hanno portato – nella migliore delle ipotesi – all’aumento del 70% dell’importo delle cartelle esattoriali, ma soprattutto decisi a dire la loro e contestare sicuramente nel “demerito” le tariffe
applicate e “nel metodo” gli errori di calcolo, secondo il dottor Giuseppe Santoiemma – funzionario dell’Ufficio Tributi – non più di 1.200 a fronte delle 12.296 emesse ma, a detta dei presenti, molte di più.
Che l’incontro sarebbe stato infuocato, lo si è percepito dalle prime battute in riferimento al ritardo di Johnny Mastrangelo – consigliere di minoranza – e Vincenzo Lamanna, “spina” nel fianco del sindaco Sergio Povia e “spalla destra” dell’opposizione, da inizio mandato “poviano” impegnato in una serrata azione di c
ontrollo e denuncia del malgoverno nelle vesti ieri da “cittadino – ex consigliere” ed oggi da fondatore del movimento politico “Con te”.
CE.R.IN? ERA TUTTO PREVISTO… ERRORI, ACCERTAMENTI, PIGNORAMENTI
Mastrangelo, Enzo Cuscito (assente sul palco per scelta personale) e Donato Lucilla hanno portato avanti in Consiglio comunale e fuori battaglie epocali, una per tutte proprio quella del Referendum contro l’esternalizzazione di entrate e tributi che – se approvato dalla commissione -, potrebbe p
ortare alla defenestrazione della Ce.r.in, società che si è aggiudicata il servizio ricevendo dall’Amministrazione un compenso medio di 350mila euro annui (calcolati per difetto) per i prossimi cinque anni. Sulla sola Tares riscuoterà il 2,83% sulla riscossione spontanea (per intenderci sulle cartelle regolarmente pagate senza “errori”) e raggiungerà cifre stratosferiche, mettendo in cassa il 7,56% di quanto verrà versato a seguito di tutti gli accertamenti che partiranno nei prossimi cinque anni. Per averne un’idea, entro il 31 dicembre sono state già inviate centinaia di accertamenti relativi all’Ici pagata per l’anno 2008 nei termini tra l’altro richiesti dal Comune e così per tutti gli altri a seguire fino al 2012. In arrivo anche pignoramenti per coloro che hanno “ignorato” i solleci
ti negli anni passati. Su queste cifre “importanti” e sulla riscossione coattiva la Ce.r.in percepirà l’8,50%, dati che il moderatore Donato Stoppini ha snocciolato, carte alla mano.
“Ho visto con i miei occhi in partenza un pignoramento di 88.000,00 euro – dichiara il sindaco, confermando così che oltre l’accanimento “esattoriale” e fiscale, altre “piaghe bibliche” stanno per abbattersi sui cittadini meno virtuosi o forse meno fortunati, che magari hanno perso il lavoro o chiuso l’attività.
Toni e proclami che hanno esaspe
rato i presenti, tanto da far volare parole forti e fischi. Ai cittadini scuse banali e finta solidarietà non bastano più. E’ ben chiaro il progetto a monte: voler fare a tutti i costi “cassa” sulla loro pelle, attuando una politica “contro” e non per la comunità, sempre più vessata, tartassata, e “mal servita” a favore di interessi di amici.
Anche perché – è emerso nel dibattito – altre società in gara risultavano decisamente più “convenienti” della Ce.r.in, all’epoca non ancora ufficialmente indagata per corruzione. 
QUANTO CI COSTA ESTERNALIZZARE…
“Quei 350.000,00 euro annui – fa notare Stoppini – avrebbero potuto essere risparmiati o spesi per dar lavoro a ben più di quattro impiegati alle dipendenze della Ce.r.in …”, tanti ne sono stati dichiarati da Santoiemma, anche se – da voci di corridoio – fino alla partenza delle cartelle se ne sono visti solo due.
Povia torna a difendere la sua te
si sulla bontà della scelta fatta in giunta di affidare all’esterno entrate e tributi. “Nel 2004 l’ufficio Tributi aveva 16 dipendenti con 4 messi notificatori… tra pensionamenti e trasferimenti ne erano rimasti 6, tanto che Piero Longo nel 2009 aveva esternalizzato la riscossione coattiva, per cui c’era già una ditta esterna…io ne ho trovati 4.”
Non è dello stesso avviso Vincenzo Lamanna, che sottolinea la volontà della giunta di favorire l’esternalizzazione pur essendo state presentate 36 richieste di mobilità verso l’ufficio Tributi.
L’ex consigliere riesuma una sua prop
osta: l’acquisto di un software per la gestione dei tributi del costo di circa 150.000,00 euro, simile a quello già e con successo in uso nel comune di Matera, prezzo che include la formazione dei dipendenti che dovranno operare, magari selezionati tra i 36 aspiranti.
CE.R.IN FOR EVER… ALTERNATIVA? IL CONTENZIOSO
Ma per Povia il dado è tratto, non si può tornare indietro né “spostarsi di un millimetro”, pena costosi risarcimenti milionari alla Ce.r.in, spettro ventilato per dissuadere i presenti dall’insistere in quella direzione. Una affermazione che esacerba ancora di più gli animi: la Ce.r.in c’è e la si pagherà profumatament
e per i prossimi cinque anni perché continui a “errare” a proprio vantaggio, costringendo i contribuenti a lunghe code e discussioni, sprecando giorni di ferie.
Se la Ce.r.in ha “vinto” sulle altre società in gara è perché la commissione costituitasi ha adottato delle valutazioni ad hoc, un vestito confezionato su misura, a detta di molti, la cui responsabilità – come ben chiarito da Povia – non è da addebitare al sindaco ma ai dirigenti che hanno firmato, per cui chi ha da ridire sporga denuncia o… taccia per sempre!
Giuseppe Santoiemma con i s
uoi dati cerca di fare chiarezza e invita chi riscontra errori a segnalarli, nessuna risposta viene data a chi propone di annullare tutte le cartelle e controllare l’esattezza di quelle già pagate in buona fede.
Si scopre che l’errore della Ce.r.in è legato a dati catastali che non coincidono con quanto fino a quel momento “misurato” e/o dichiarato dal cittadino, in particolare sulle pertinenze per un perverso, quanto misterioso “effetto speciale”, divenute case abitate dall’intero nucleo familiare con tariffe da infarto.
A CONTI FATTI… DI CHI E’ LA COLPA?
Di fatto la “colpa” potrebbe non essere della ditta ma dei dati non aggiornati forniti alla stessa, per cui difficilmente saranno applicate sanzioni.
“La scelta di inviare gli avvisi per posta normale e non con raccomandata (a spese della Ce.r.in), parrebbe tornare utile ai cittadini – afferma Santoiemma – in quanto, non essendoci
la data di ricezione, potranno pagare con più calma.”
Nulla era stato previsto in merito alle rateizzazioni, ma a questo – promette il funzionario – si potrà pensare parlandone direttamente.
“Se non ci sono utenze nei locali ad uso deposito, il calcolo va rifatto, per le pertinenze si calcolerà su una sola persona e non su tutti i componenti.”
Stoppini esemplifica: una famiglia di 4 persone con casa di 100 metri quadri pagava 247 euro, oggi ne pagherà 469. Perché un simile aumento?
Ad essere penalizzate sono proprio le famiglie numerose e monoreddito, nessuna esenzione o agevolazione è stata prevista per le fasce più deboli, neanche p
er disabili.
LA VOCE DEI CITTADINI
Dal pubblico si eleva la voce di Bruno Catalini, due figli, monoreddito, da tre anni a Gioia e “felicemente” tassato a Treviso dove di rifiuti non se ne vedono e se ci sono, sono una risorsa, non un problema. Tutto viene differenziato e i servizi vengono resi, a differenza di Gioia dove il disservizio si paga caro e nessuna premialità è prevista per i virtuosi differenziatori. Di contro con arroganza e “gratis” si viene sbeffeggiati da chi governa la città.
In tanti condividono, assentono ed applaudono. Rosaria Ludovico prende la parola, porta altri esempi, parla della sua mamma pensionata 83enne che differenzia anche gli scontrini… come potranno i cittadini aver più voglia di prendersi questo fastidio?
Povia tace e secondo alcuni “malpensanti” potrebbe non essere troppo dispiaciuto da eventuali incrementi di indifferenziata, essendo da sempre attratto da “disc
ariche e inceneritori”, ma questa è fantapolitica legata a progetti ventennali a lungo termine (dalla discarica da creare a Monte Sannace al Dismo presso la Termosud e alle lottizzazioni nelle zone F) non possono essere credibili… o forse no?
A GIOIA TARES, ALTROVE ANCORA TARSU
Sulla scelta di applicare la tariffazione più alta viene risposto che nei confronti dei commercianti si è avuto un occhio di riguardo, pagherà “giustamente” meno un orefice che produce sì e no un cestino di rifiuti, rispetto a un fruttivendolo.
A questo proposito sale l’indignazione: fermo restando che i redditi dei due commercianti potrebbero essere ben diversi e tali da giustificare una diversa e più sostenibile scelta … e la tanto decantata differenziata che fine fa? Pagando così tanto, a quale commerciante verrà voglia di differenziare i rifiuti? Di certo non ai ligi fruttivendoli che ogni sera ripongono l’organico nel bidone marrone e i cartoni ben piegati accanto a quello della carta.
Stoppini conferma: nel bilancio di previsione nessuna diminuzione del conferimento dei rifiuti in discarica è stata programmata… di fatto Gioia non differenzierebbe nulla
di più di quanto già… non fa, restando nelle previsioni anche per i prossimi tre anni al di sotto del 30%, a differenza di Rutigliano dove con la politica del porta a porta si è giunti al 90%, abbattendo i costi del tributo in maniera esponenziale.
In risposta alla domanda del perché altri sindaci dell’Aro (di Acquaviva e Putignano) abbiano lasciato la Tarsu in attesa di sapere cosa avrebbe deciso il governo sulla Tari, Povia risponde che comunque per il 2014 dovranno adottare rincari. Poco consola i presenti tutto ciò, è ben chiaro che non c’è nessuna volontà politica di ridurre la pressione fiscale e – si insinua il sospetto – neanche di annullare le bollette, far pagare i danni a chi ha sbagliato e mandar via per giusta causa la Ce.r.in. Motivo: il patto di stabilità che se sforato ridurrebbe i margini di quanto stanziato dal governo centrale.
RADDOPPIATE LE ENTRATE IMU NEL 2013… NON BASTA?
Stoppini, dati alla mano, fa notare che il solo gettito Imu ha fatto lievitare le entrate dai 4 milioni 187mila del 2012 agli 8 milioni 440mila euro del 2013 e quindi si poteva essere più generosi e meno pressanti nei confronti dei cittadini.
“Non vi basta aver introdotto la Tares quando il Comune aveva facoltà di non adottarla lasciando la Tarsu per quest’anno, come fatto nei comuni vicini, ma ad essa si aggiunge anche la mini Imu che andrà pagata entro il 2
4 gennaio… non le sembra che si sia esagerato? Così – incalza Stoppini – si vuole aiutare i cittadini ad affrontare la crisi?”
“Il Comune continua a batter cassa sui già esili ed esangui redditi – dichiara Lamanna – e di contro spende e spande aumentando i costi del personale con l’introduzione di 14 figure apicali e dando lavoro sempre alle stesse ditte ed esternalizzando a caro prezzo i servizi pubblici. Siete riusciti a penalizzare anche chi abita in campagna, portando da 500 a 1000 metri la distanza tra abitazione e luogo di conferimento dei rifiuti per aver diritto allo sconto del 60%… ”
QUANTO CI COSTANO PRESIDENTE E CONSIGLIERI SPES …
Lamanna ribadisce che è sulle spese che si dovrebbe intervenire… ad esempio si potrebbero acquistare le quote dell’Acam, socio di minoranza della Spes per poco meno di 350.000,00 euro, evitando così di pagare gli 800.000,00 euro di iva. Povia di rimando risponde: “E chi ce li ha tutti questi soldi?”, errore madornale perché a quel punto si è sottolineato che per i soli condizionatori si è permesso a un dipendente comunale, incaricato di scegliere la ditta con una telefonata, di far spendere centinaia di migliaia di euro che in gara pubblica, in regime di concorrenza, potevano essere risparmiati.
In teatro tornano i fischi, c’è chi con amarezza afferma che lo “spettacolo” offerto è migliore di un cabaret.
Mastrangelo spiega a un cittadino perché si è astenuto nella votazione sulla Tares nel Consiglio del 28 novembre, in occasione del quale Lucilla era malato e Cuscito assente, precisando che anche la loro presenza non avrebbe modificato l’esito della votazione (9 a favore con eventuali 5 contro) e che il suo era un gesto di protesta. Ricorda che l’Amministrazione non ha mai revocato l’incarico ai consiglieri e al presidente del Consiglio di Amministrazione della Spes designati dal commissario, atto dovuto soprattutto per gli alti costi, con stipendi pagati per intero, anche a chi forse non si sarebbe dovuto a seguito di problemi giudiziarie gettoni di presenza di centinaia di euro per ogni riunione auto convocata. L’ammontare “stimato”: di questa spesa viaggia intorno
ai 31mila euro mensili e ben altro risultato avrebbe prodotto la raccolta porta a porta, da lui da sempre perorata.
I CITTADINI INSORGONO, POVIA PERDE LE STAFFE
E sugli sprechi il malcontento sale, la sala rumoreggia, Stoppini fatica a contenere il pubblico, sempre più irruente e nervoso.
In particolare una “voce in falsetto” irrita Povia. Risponde fuori microfono, infine, esasperato dall’atteggiamento del pubblico, decisamente ostile, e forse anche dalla m
ancata presa di posizione e difesa dei numerosi componenti della sua maggioranza – in prima fila Falcone e Bradascio, a destra Pippo Colapinto e Nicola Ardillo, a sinistra l’assessore Mariantonietta Taranto e Piera De Giorgi, nelle retrovie Giuseppe Lenin Masi, Dongiovanni ed altri ancora -, Povia perde le staffe e sbatte violentemente sul tavolo le carte che ha tra le mani.
Ristabilito l’ordine dapprima Mastrangelo e poco dopo Lamanna abbandonano il palco, sono le 12 passate, li attende un comizio sullo stesso tema organizzato in tempi record in piazza Plebiscito da Piero Longo. 
Il silenzio di Sante Celiberti e Claudio De Leonardis in proposito è assordante.
ASCENSORI MILIONARI… ULTIMO BUSINNESS
Il dibattito continua, Lucilla porta il discorso sugli ascensori che saranno piazzati a ridosso del passaggio a livello di via Santeramo, costeranno 1 milione e 965mila euro e continueranno a “costarne” altre centinaia di migliaia per la manutenzione nel corso degli anni, dati emersi nelle città (poche a onor del vero) che hanno commesso l’errore di acquistarli. 
Povia risponde che saranno pagati con fondi europei CIPE, Lucilla lo invita a ricordare che sono sempre soldi dei cittadini e che andrebbero spesi meglio.
Daniela De Mattia, architetto e preziosa risorsa di Pro.di.Gio. ha già approntato un innovativo progetto molto più efficace e meno costoso, che a breve sarà presentato alla città. Ma si vorrà e potrà prenderlo in considerazione?
Il sindaco non si arrende, sciorina le spese che il Comune deve sostenere: le mancate entrate di piscina e macello comunali, le sperequazioni sui terreni espropriati dal Comune, lamenta il calo degli oneri di urbanizzazione, scesi a 220.000,00 euro a fronte delle cifre milionarie degli anni scorsi, denaro che Vito Mastrovito “bravissimo assessore ma pessimo sindaco” destinava in percentuale del 75% ai servizi alla città.
Dal fondo limpida una voce intima al sindaco di non permettersi di nominare il sindaco Mastrovito, non ne è degno, soprattutto dopo il comportamento adottato in consiglio per farlo cadere.
Alle 13 passate si è ancora lì, riuniti in piccoli capannelli si commenta, se Povia è provato non lo dà troppo a vedere, quel che è certo è che sono “provati” i cittadini da lui amministrati, molti dei quali solo per rispetto del luogo e del conduttore che più volte ha invitato all’ascolto e alla propositività, si sono “trattenuti” dal lasciarsi andare all’ira.
Un incontro che pone in luce quanta esasperazione sia presente tra i cittadini non più disposti a subire passivamente le ingiustizie e pronti a scendere in campo per dire la loro.
Scatti fotografici a cura di Mario Di Giuseppe che ringraziamo per la presenza e per la collaborazione.
