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IMMIGRAZIONE: “UN VALORE AGGIUNTO PER LA SOCIETA’”

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“Ho fatto una scelta. La scelta di battermi per dei diritti, diritti che non hanno e non devono avere colore!”.Circolo-Lebowski.jpg2

In questi termini si esprime Zemarian Tezfai, responsabile del Coordinamento immigrati CIGL Puglia, durante il dibattito dal titolo: “L’immigrazione – l’integrazione delle seconde generazioni”. Il dibattito – organizzato dai ragazzi dell’Arci di Gioia del Colle – ha inaugurato la festa del Partito Democratico che ha avuto inizio, giovedì, 16 settembre 2010, e che ha luogo presso Via Roma.

Zemarian Tezfai pa46703_1386920914045_1262712819_30944401_164047_nrla del diritto di cittadinanza, un diritto che dovrebbe ottenersi con più facilità. Il parallelismo è con gli altri Paesi dell’Unione Europea, come l’Inghilterra e la Germania, che si mostrano più aperti nei confronti degli immigrati. A gran voce Zemarian sostiene che non bisognerebbe pensare agli immigrati come un problema, “bisognerebbe pensare che le Nazioni multietniche sono un valore aggiunto per la società”.

Molti sono i punti toccati durante l’incontro: si parla dei delicati, e non affatto semplici, processi d’integrazione, accoglienza e tutela dell’immigrato con Musie Wosem Tessema, responsabile immigrazione Arci Bari. Si parla, con la professoressa Pina Merenda, del sistema d’istruzione per i ragazzi di II generazione.

La II generazione è comprensiva di: nati in Italia da genitori stranieri, minori non accompagnati e minori tra i 12 e 15 anni. La professoressa Pina Merenda – responsabile della funzione strumentale II circolo didattico S. Filippo Neri – parla del concetto di intercultura e preme sullo scambio culturale che deve avvenire fra il bambino italiano e il bambino straniero.

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“[…] Gli educatori di bambini non italiani sono dei ponti fra due realtà. Molti alunni di II generazione sono nati in Italia, ma nelle famiglie parlano la loro lingua d’origine. C’è bisogno di un confronto … Dopo l’accoglienza, la scuola deve operare secondo l’intercultura, perché il bambino straniero deve sentirsi accettato, ma anche portatore di un percorso storico diverso, e per questo indispensabile per la formazione dei bambini italiani”.

Alla domanda di Massimo Labbate – moderatore del dibattito – su quale metodo viene operato per decidere la classe nella quale i bambini vengono inseriti, la professoressa risponde che, oltre al dato anagrafico, si avvalgono di test per comprendere il livello scolare pregresso.

P9160293E alla domanda provocatoria : “Siamo ad una deriva xenofoba?” – dovuta dagli ultimi avvenimenti che hanno visto il nostro Presidente della Camera affermare il “No al burqa”, o all’affermazione di Sarkozy, alla quale si unisce il nostro Presidente del Consiglio “I Rom teneteveli voi!” – Zemerian Tezfai risponde: “È assurdo dire cose che nel resto dell’Europa non vengono neanche pensate”.

Musie Wosen Tessema aggiunge: “Da parte del Governo italiano non c’è alcun aiuto”. E viene da aggiungere che, forse, dovremmo ricordarci più spesso di essere anche noi figli di emigrati! La serata si è conclusa con un piacevole momento musicale datoci da tre gruppi baresi: The Windstones, Lestofunky, e The Fift Avenue & Friend.

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