FALÒ DI SAN GIUSEPPE TRA LEGNA E MANIFESTI ABUSIVI-foto
“Faville sotto le stelle”… manifesti abusivi a catinelle! Questa la goliardica rima che accompagnerà l’edizione 2014 dei tradizionali falò di San Giuseppe.
Poco pubblicizzati ma pur sempre suggestivi ed attesi, i falò tornano ad accendersi nelle piazze e negli angoli più suggestivi di Gioia. Unico problema, il proliferare di manifesti nei luoghi più impensati, in barba e spregio delle norme di affissione, praticamente messi ovunque con “selvaggia” premeditazione. In questo caso, stranamente, parrebbe che nessuno di essi abbia ricevuto dall’Amministrazione, che ne ha commissionato stampa e affissione, la scritta “ABUSIVO“, come accaduto in occasione dei manifesti mortuari qualche mese fa.
Un dato segnalato in redazione e verificato sul posto, come testimoniano le foto.
Unica attenuante possibile, il tentativo di rimediare alla scarsa pubblicità data a ridosso dell’evento, nonostante la buona volontà degli organizzatori e il prezioso supporto dei volontari del presidio comunale della Protezione civile capitanati da Donato Ascatigno.
In piazza Plebiscito troneggia il falò più imponente, quello “comunale”, in vico Serpente accenderanno le micce l’Arci Lebowski e PrimaVera Gioia, sul sagrato della Chiesa di Sant’Andrea, in Piazza Livia e nel cortile della parrocchia dell’Immacolata di Lourdes i falò saranno accesi rispettivamente dalle confraternita di S. Andrea, S. Filippo e Immacolata, mentre il piazzale della Chiesa Madre è come di consuet
o feudo del Club Alpino.
Forse – ma non v’è nulla di certo – qualche favilla si accenderà anche nel quartiere di San Vito. Un evento che animerà i borghi dalle 19.30 preannunciandosi come “una grande festa tra falò, degustazioni, arte, musica e cultura.”
Chi animerà cosa non è dato sapere, sarà per tutti una sorpresa.
E’ stato invece sottolineato chi “offre” la legna da ardere: il sindaco, gli assessori e i consiglieri che nel dar fuoco alle polveri – dopo le infuocate polemiche scoppiate nei mesi scorsi e che continuano a divampare nell’agone politico – sono ormai esperti.
