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FEDERICO II NELL’ESTRO ARTISTICO DI GINO DONVITO-foto

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ute e gino donvito Mercoledì 9 aprile, nel suggestivo Chiostro di Palazzo San Domenico, per l’occasione ulteriormente impreziosito da diverse opere – in tema con l’oggetto dell’incontro – dell’artista “neomedievale” gioiese Gino Donvito, a far da padrona una delle figure più eclettiche, interessanti, affascinanti, straordinarie della storia medievale, strettamente legata alla nostra terra e, notoriamente, alla nostra città: Federico II di Svevia.

L’approfondimento, patrocinato dall’U.T.E. cittadina, si è snodato – immediatamente dopo il saluto della Dott.ssa Giovanna Viterbo – attraverso l’indispensabile, essenziale quanto efficace introduzione del Prof. D’Onghia, il quale ha illustrato, ripercorrendoli per tratti fondamentali, il contesto storico-culturale e la vita dello ‘Stupor Mundi’, restituendo al pubblico il ritratto di un bambino e poi uomo geniale, scaltro, lungimirante; un sovrano brillante, la cui vita, seppur breve, fu costellata da eventi a mezz’aria tra realtà e leggenda. Tanti i suoi amori, consistente la sua prole (infatti 19, pare, siano stati i figli legittimi e non di Federico Hohenstaufen di Svevia), innumerevoli i suoi interessi: dalla poesia alla pittura, alla musicaute e gino donvito, alla matematica, alle scienze.

Ovunque eccelleva, facendo della sua corte itinerante un crogiolo di culture e saperi senza eguali.

Apprezzava la cultura in ogni sua manifestazione, quella stessa cultura che egli rese protagonista nel Sud Italia del suo tempo, nella Apulia in cui tanto amava risiedere e che ancora conserva i lasciti del suo ‘puer’.

Nel quadro generale disegnato dal professore, ha innestato il suo interveto la nota scrittrice nostrana Chiara Curione, più volte occupatasi nei propri testi di Federico II. Ha stuzzicato fantasie ed interesse del pubblico, spaziando tra allettanti curiosità relative allo stile di vita del sovrano, ai suoi gusti culinari, alle sue passioni, alle leggende aleggianti sulla sua nascita, non trascurando tuttavia di sottolineare quanto, d’altro canto, possa esseute e gino donvitor stata dura la vita di un uomo che – come tanti del suo tempo, ma certamente più degli altri – rimasto orfano all’età di quattro anni, è stato costretto a rispettare obblighi e accollarsi responsabilità estremamente più grandi di sé.

“Insomma, Federico II –conclude la Dott.ssa Curiore- era tutto il contrario di tutto”.

In chiusura, alla critica d’arte Luna Donvito il compito e l’onore di presentare, analizzare e commentare le magnifiche tele paterne ivi esposte.

Una serata sicuramente riuscita nel suo intento quindi, data la calorosa partecipazione del pubblico.

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