TASSE. E’ RECORD. GIOIA PAESE PIÙ “CARO” D’ITALIA
IMU al 10,60 per mille, il massimo consentito sulle altre abitazioni. IMU al 6 per mille, il massimo consentito per le abitazioni principali A1-A8 e A9. TASI al 2,5 per mille, il massimo consentito per le abitazioni principali. Ecco quanto ha deciso oggi la maggioranza, nel consiglio comunale appena concluso, in tema di tariffe sui tributi locali. Di male in peggio, direbbero i soliti “cacaspilli”. Quelli che non piacciono al nostro ex più amato e più votato sindaco d’Italia. Ora sì che possiamo dire di essere il comune più “CARO” in assoluto d’Italia. Un vero guinness da primato da annoverare negli annali delle tasse nazionali, altro che treccia più lunga del mondo. E tutto ciò, ancora una volta, l’ennesima, senza interpellare la città. Rimarrebbe la TARI (ex TARSU-TARES) ma anche per quella non ci sono speranze, a breve ne avremo la conferma. Complimenti Sergio Povia, complimenti consiglieri, segretari e partiti di maggioranza, complimenti a tutti voi.
Un consiglio iniziato in ritardo da cui è emersa però lampante, fin dall’inizio, la volontà del nostro sindaco di ch
iudere la partita in quattro e quattrotto, non curandosi delle ragioni della minoranza e di alcuni suoi alleati, quest’ultimi facilmente portati all’ordine e rimessi in riga con una pausa di pochi minuti.
Erano due punti su cui, a suo dire, “si era già discusso da tempo e su cui tutti sapevano già tutto, compreso le parti sociali” (quali?) e quindi andavano approvati nel più breve tempo possibile, anche a costo di anticiparli tra i punti posti all’ordine del giorno. E così è stato. Si può contraddire il volere di sua maestà? Giammai!
Punti invertiti quindi senza una plausibile ragione, Povia non l’ha esplicitata chiaramente, su cui in diversi hanno mentito appellandosi a presunte urgenze temporali e di bilancio. La vera ragione la si è capita intorno alle 14,30 quando un consigliere, Leonardo Dongiovanni, di maggioranza ovviamente, ha chiesto il rinvio del consiglio, divenuto nel frattempo (dopo l’approvazione dei punti fondamentali) non più urgente, per permettere loro la partecipazione ad un funerale per un lutto che aveva colpito un componente lo staff del sindaco.
