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IL SINDACO POVIA “È CERTO DI AGIRE PER IL BENE COMUNE”?

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ascatigno 2 Dal “BOLLETTINO AI NAVIGANTI” del sindaco Sergio Povia, finalmente un report condivisibile che ha per tema “il bene comune” e non solo spot pubblicitari o appunti di un diario di bordo non sempre “connessi” con la realtà della città. Lo riportiamo per intero ringraziandolo per averci definito “stampa inclemente – quando non apertamente ostile”.

Essere “stampa libera” e non asservita al potere comporta inevitabilmente uno sguardo critico sulla politica, portando – a seconda dei provvedimenti decisi e non condivisi dalla comunità – anche ad un’aspra critica (mai “ostilità” a meno che tutti i governanti vadano assimilati a “nemici”).

Lo si è stati con Piero Longo, Vito Mastrovito e con lo stesso Povia nel primo e secondo mandato dalle pagine del bimestrale “la Piazza”, di cui forse ricorderà le vignette satiriche pensate e dedicate al suo agire.

Purtroppo per lui, quel che oggi fa la differenza è che è “la voce” dei cittadini a denunciare, insieme alla stampa non aldonato ascatignolineata, quel che non va. Ne sono riprova i commenti agli stessi post del sindaco da lui volutamente ignorati ma da tutti i suoi “amici” letti e considerati.

Senza contare che l’istituzione del Gruppo Comunale di Protezione Civile, da lui giustamente difeso, non è stata affatto indolore perché è costata, per renderlo operativo, oltre 100 mila euro di soldi pubblici anche se regionali e di cui sarebbe interessante conoscere il costo totale che, ne siamo certi, non sarà mai quello finale né definitivo. Quanto al suo “agire per il bene comune”, è tutto da dimostrare. I fatti (IMU – TARES e TASI) e gli atti (Delibere di Giunta e di Consiglio comunale), dicono e dimostrano ben altro.

Quanto, infine, alla libertà di pensiero e parola, una domanda vorremmo rivolgere al sindaco (e chissà se mai ci risponderà): perché ha deciso di essere l’unico “comunicatore” ufficiale della sua giunta e per giunta in forma univoca, senza feedback o possibilità di contraddittorio? Perché non ha attinto alla professionalità di uno dei suoi assessori che oggi “lamenta” di non essere più un battitore libero, anche se – andando a ritroso – tanto libero non è che sia mai sembrato…?

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BOLLETTINO AI NAVIGANTI

sergio poviaSento il dovere di replicare alle dichiarazioni ingenerose e poco avvertite apparse su un free press locale, riguardanti il sistema di protezione civile comunale. Con profondo rammarico noto che in questo paese la lamentela, la polemica sterile e la fregola di scovare questo o quel misfatto hanno contagiato veramente tutti, in una sorta di caccia alle streghe.

Da quando è stato istituito, il Gruppo Comunale di Protezione Civile ha dimostrato di gestire con dedizione e impegno il proprio compito a servizio della collettività, intervenendo con prontezza e competenza nelle situazioni di allerta e bisogno. Vorrei ricordare a tutti la continua manutenzione di grate, scoli e inghiottitoi che ha notevolmente ridotto i disagi nei giorni di maltempo, gli interventi presso il sottopasso che lo hanno reso agibile nel giro di qualche ora, l’attività di protezione civile espletata in sagre ed eventi, quella antincendio e di bonifica dei rifiuti. L’operato del Gruppo Comunale di Protezione Civile è stato elogiato anche dalla stampa più inclementequando non apertamente ostile – a questa Amministrazione Comunale. Comuni viciniori si sono avvalsi dell’ausilio del gruppo dei volontari gioiesi.

Occorre precisare che l’istituzione di un Gruppo Comunale di Protezione Civile non rappresenta un’invenzione del Comune di Gioia del Colle ma è pienamente in linea con quanto suggerito dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI). Le attività di protezione civile risultano infatti tanto più proficue quanto più sono inserite nel quadro organizzativo dell’Ente, abilitando processi di cooperazione e raccordo con i servizi comunali basati sulla condivisione di un Piano di Protezione Civile.

Nella consapevolezza che l’intero tessuto associazionistico locale – portatore di sensibilidonato ascatignotà e know-how propri – sia un patrimonio da preservare e valorizzare, invito le altre realtà del volontariato e della protezione civile ad avviare profili di collaborazione con il Gruppo Comunale di Protezione Civile, nell’intento comune e non concorrente di svolgere un servizio per la collettività. D’altronde, la legittima autonomia delle altre esperienze associazionistiche è ampiamente tutelata da questa Amministrazione, garantendo loro l’uso non oneroso di sedi comunali.

La polemica sull’impegno di spesa relativo ai buoni pasto è francamente risibile e in qualche modo dà il segno del tenore del dibattito: credo che un paio di panini e due bottiglie d’acqua dopo una giornata di lavoro non vadano spiegati più di tanto; del resto la spesa impegnata è da ritenersi un plafond al quale attingere all’occorrenza e non uno sperpero di denaro pubblico perpetrato ai danni dei cittadini come si lascia intendere. Purtroppo la fregola di cui sopra, spesso spinge a non approfondire più di tanto la lettura degli atti.

Agli osservatori da tastiera aggiungo che quando il Gruppo Comunale di Protezione Civile non era istituito, molti se ne lamentavano. Le scelte politiche sono sempre destinate a scontentare qualcuno: l’importante, per un amministratore della cosa pubblica, è essere certo di agire per il bene comune auspicando che questo possa prevalere sul “particolare” di ciascuno.”

Sergio Povia 

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