POVIA SI SMENTISCE ORA PUNTA ALLA CITTÀ METROPOLITANA
Sergio Povia continua a disattendere le speranze di chi si illude voglia abbandonare l’agone politico al termine del mandato, come più volte da egli stesso annunciato e puntualmente smentito.
Dopo due anni di “malgoverno”, apre il paracadute e tenta l’atterraggio sulla città metropolitana. Non indossa un colore, ma si inventa una “casacca”, o meglio una lista: “Terre Democratiche”, lande non proprio “desolate”.
Sono, infatti, in nove ad esser capeggiati dal primo (e unico in lizza) cittadino gioiese che, stando a indiscrezioni, nei giorni scorsi, prima di decidere di “sacrificarsi” e impegnarsi “per il territorio”, aveva “caldeggiato” la candidatura di Francesca Pietroforte, PD, presidente del consiglio comunale di Acquaviva, sua “avversaria” pieddina nella competizione metropolitana.
Decisione evidentemente frenata da un’ambizione non ancor paga di 20 anni di potere… Quanto poi alla considerazione per le “quote rosa”, in “Terre democratiche” vige il più assoluto maschilismo: nessuna donna vi è candidata.
“Abbiamo formato questa lista nella consapevolezza di non essere alternativi a nessuno ma piuttosto complementari. Il nostro progetto elettorale nasce dal desiderio di rappresentanza dei territori, che in un contesto metropolitano deve essere ampio e non confinato in alcuno steccato.”
Con queste parole Povia annuncia ai “naviganti” che lo intercettano su facebook, la sua decisione e lo fa sottolineando quanto la sete di rappresentanza sia subordinata alla mancanza di confini (e colori) politici, ricorrendo ad un escamotage scontato: il gioco delle parole.
Definire “democratiche” terre già battute e per anni depredate, soprattutto nel momento in cui non ci si sottopone al “voto” popolare, ma di politici altrettanto navigati, denota il suo gusto per l’ironia ed anche il cinismo riservato ad un partito che di “democratico” conserva ben poco, essendo almeno in Consiglio e in parte del direttivo “vassallo”. Quanto ad “unità” dello stesso, meglio stendere il velo pietoso di una festa che rischia di rivelarsi un funerale con requiem per i cocci, unica preoccupazione del segretario L’Abbate in questo delicato frangente.
Ad accompagnare Povia in qu
esta avventura metropolitana, otto baldi amministratori, tutti evidentemente borderline (politicamente parlando): Giambattista Fasano (Toritto), Alfonso Arbore (Giovinazzo), Nicola Sciacovelli (Bari), Leone Ramirra (Castellana Grotte), Modesto Angelini (Putignano), Pasquale Gentile (Conversano), Giorgio Spada (Monopoli) e Giovanni Battista Mastrangelo (Putignano).
Ai nove si contrapporranno i 18 candidati di centro-sinistra di “Città insieme” (tra cui due donne), in rappresentanza dei 41 comuni della Provincia di Bari. Stessi numeri e quote per “Alleanza per la città metropolitana”, nel centro-destra.
Si voterà nel seggio allestito nella Sala Giunta del Palazzo della Provincia di Bari, domenica – 12 ottobre -, dalle ore 8 alle ore 20. Nella stessa serata saranno eletti i primi 18 consiglieri metropolitani di Bari. A votarli saranno in 717, tra sindaci e consiglieri comunali dei 41 Comuni della Provincia di Bari. A loro sarà consegnata una scheda elettorale di colore diverso a seconda del peso specifico del voto che varia a seconda della popolazione residente in ciascuno dei 41 Comuni baresi. Ogni sindaco o consigliere sarà chiamato a esprimere una sola preferenza.
I risultati disegneranno nuove geografie politiche e non sarà difficile, alla luce delle votazioni, tracciare una mappa di “metropolitani” poteri. Ma non saranno geografie volute dal popolo sovrano, ma ancora una volta calate e disegnate dall’alto.
