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Cronaca

TOMBE DIVELTE. CONTINUA LA DEVASTAZIONE NEL CIMITERO

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CIMITERO TOMBE DIVELTE Tombe divelte, lapidi a pezzi, foto sparse nel terreno, buche a cielo aperto… questo lo spettacolo che si è presentato domenica mattina, 15 febbraio, agli occhi di coloro che si recavano in visita ai propri cari sepolti nel cimitero gioiese, a sinistra dell’ingresso principale.

Una devastazione che non è frutto di cerimonie sataniche o un uragano, bensì dello “sfratto” delle salme che periodicamente viene attuato, allo scadere degli anni previsti dal regolamento cimiteriale.

Non su questo, ovviamente, si punta il dito, ma sulle modalità e soprattutto sullo stato angosciante dei luoghi, stato che denota sciatteria, approssimazione e pochissimo rispetto per laCIMITERO TOMBE DIVELTE sensibilità dei frequentatori di questo luogo, già provati dal dolore di aver perso chi amavano.

Vengo a trovare mia madre e nel vedere questo scempio, provo disgusto! Ma come è possibile lasciare le buche scavate con le bare a vista? E se un bambino vi cadesse dentro? E poi quelle povere lapidi, erette con amore… Ma nessuno controlla come vengono eseguite le esumazioni? Possibile che – scattata l’ora di andar via – non ci si preoccupi di quel che si lascia in giro? Ed i parenti di quei poveretti sono stati informati?”

Questo il commento di PietrCIMITERO TOMBE DIVELTEo P., letteralmente indignato e pronto a denunciare alle autorità quanto rilevato.

Altro punto su cui è necessario soffermarsi, è la sicurezza, e non solo quella sanitaria e igienica. Non essendo un luogo chiuso né transennato ma alla portata di tutti, chi ne risponde se qualcuno cade e si fa male? Gli stessi operatori sono tutelati? E le basilari norme igieniche vengono rispettate?

A prima vista, lo stato di abbandono suggerisce una triste riflessione: non c’è pace neanche per i defunti al Camposanto e se non ci si può permettere un loculo o una cappella, questo è il triste destino che ci aspetta: gettati in un ossario o lasciati decomporre per poi finirvi, con foto, vasi di fiori, lampade e frammenti di lapidi sparse tra le zolle! [Foto di Elio Liuzzi]

 

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