DOPO MASI ANCHE LUDOVICO E GIANNICO SI… “RAVVEDONO”
Dopo l’assessore Giuseppe Lenin Masi, anche Vito Ludovico e Ottavio Giannico, illuminati sulla via di Damasco, ammettono “alla luce degli arresti” di aver ravvisato la presenza di “opacità” nel governo della città, aggiungeremmo veri e propri “buchi neri”, ma non è il caso di infierire proprio oggi che tutto parrebbe volgere al termine e viene scritta la parola “fine” sotto questa triste pagina della storia amministrativa gioiese.
Il condizionale è d’obbligo per un semplice motivo: si stenta a credere che dopo difese e silenzi a oltranza, all’improvviso la diga crolli, a maggior ragione se è vero come è vero che anche Povia starebbe valutando di dimettersi, ma auspicherebbe di farlo da “uomo libero” e forse non prima del 9 marzo.
C’è già chi ipotizza che il punto all’ordine del giorno sulle dimissioni non verrà anticipato, come chiesto da più parti, e che per un qualche motivo il Consiglio venga rinviato per prendere tempo.
A questo punto, però, una retromarcia sarebbe ancor più deleteria, anche perché i nervi di taluni amministratori sono tesi come corde di violino e c’è già chi scalpita per tornare a “scrivere” una delle tante verità (quale?), tentando di recupe
rare credibilità dopo mesi di omertà.
Quindi meglio “recidere” il cordone ombelicale, prendere tempo e poi tornare a mietere consensi per la prossima campagna elettorale. Sì, perché c’è chi si ripresenterà con una bella maschera di bronzo, magari sostenuto nelle retrovie da chi preferirà non farlo… scommettiamo?
Poco o nulla cambierà se non cambieremo noi cittadini, iniziando a valutare con attenzione a chi dare il voto e incoraggiare le brave ed oneste persone (e ce ne sono) e scendere in politica.
Di seguito la dichiarazione dei due dimissionari.
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“Nel dare seguito al documento del 21 febbraio 2015, dopo la riunione del circolo Pd di Gioia del Colle tenutasi il 28 febbraio all’unanimità, si è approvato il documento che di seguito si riporta:
I sottoscritti consiglieri Vito Ludovico e Ottavio Giannico, premesso che la voracità di alcuni politici, che comporta costi gravissimi per la comunità, detta la necessità di un radicale cambio di passo, a partire da noi;
posto che i fatti accaduti a Gioia ci restituiscono l’urgenza di dare l’avvio a processi di coinvolgimento sempre più ampi e una dialettica costruttiva, che chiamano tutti a responsabilità;
considerato che sarebbe un delitto consumato in danno dei cittadini gioiesi il protrarsi di un’esperienza amministrativa che, alla luce degli arresti, ha disvelato ingiustificabili tratti di opacità;
rilevato che si è verificata l’oggettiva impossibilità di proseguire nella realizzazione dei programmi corrispondenti alle esigenze dei cittadini, quegli stessi programmi sui quali abbiamo chiesto la fiducia dei gioiesi;
considerato infine che ancora oggi ci sfuggono le ragioni per le quali il sindaco, in modo assolutamente autoreferenziale, ha consentito a taluni soggetti politici di svolgere, di fatto, un ruolo di gestione della cosa pubblica, a scapito del ruolo istituzionale degli eletti e della dignità delle altre forze politiche presenti in Consiglio comunale;
tutto ciò premesso, i sottoscritti manifestano la propria sfiducia nei confronti del sindaco e della giunta comunale, invitando tutti gli altri consiglieri a fare altrettanto.
Tale documento sarà presentato come proposta di emendamento alla mozione di sfiducia, già iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale”.
